Dipendenti Ferrarini, sit-in a Milano
“No Banca Intesa, no cooperative. Ci salveremo da soli”
Ma perchè Rivaltella è finita all’asta?

2/12/2021 – Un folta rappresentanza dei dipendenti Ferrarini arrivati da Reggio Emilia, Lesignano nè Bagni e dalla Vismara di Casatenovo ha manifestato questa mattina in piazza della Scala a Milano contro Banca Intesa, nei pressi degli uffici dell’.a.d. Carlo Messina. Bene organizzati, tutti in giubbotto bianco, con le bandiere della Ferrarini e cartelli come “Nessuna Intesa nel nostro futuro” e “Banca Intesa molla la presa“, hanno chiesto di essere vertici dell’istituto, erede della mitica Ca de Sass, ma soprattutto il blocco della vendita all’asta del complesso di villa Corbelli a Rivaltella, dove avviene anche la lavorazione dei prosciutti cotti.

La manifestazione è e stata organizzata in rottura con le organizzazioni sindacali nazionali, che la considerano un errore e restano ferme nella richiesta di un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico

Duro attacco nel corso della manifestazione anche alla cordata Bonterre, la cui proposta concordataria – in concorrenza con Pini Amco – è stata definita come la “morte nera” dei lavoratori.

I dipendenti Ferrarini, organizzati dalla maggioranza dei delegati dalla Rsu (con la collaborazione dell’azienda, che come minimo ha fornito le bandiere che sventolano sino alle 14 in piazza della Scala) chiariscono che non vogliono entrare nel merito dei rapporti tra Banca Intesa e famiglia Ferrarini, ma sono unicamente preoccupati per i loro posti di lavoro. Perchè con la vendita all’asta la produzione di prosciutti cotti verrebbe inevitabilmente interrotta.

A qualcuno tuttavia sfugge che se il complesso di villa Corbelli è incappato nel pignoramento promosso dalle banche, lo si deve alle scelte della famiglia Ferrarini che ha fatto sborsare al gruppo decine di milioni per l’acquisto di Rivaltella, però lo ha lasciato in capo alla signora Lina Botti, vedova del compianto Lauro Ferrarini, sottraendolo così alle tutele comunque garantite delle procedure del concordato.

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10 risposte a Dipendenti Ferrarini, sit-in a Milano
“No Banca Intesa, no cooperative. Ci salveremo da soli”
Ma perchè Rivaltella è finita all’asta?

  1. Alessandro Rispondi

    02/12/2021 alle 13:55

    Mi sembra che le cose siano due:
    1)o è tutto un cinema organizzato dai Ferrarini per tentare la carta dei “poveri” dipendenti, vittime dei poteri forti…
    2) oppure l’azienda ha perso il controllo di quello che succede nei propri stabilimenti. In questo caso il commissario giudiziale, il tribunale o i VERI PROPRIETARI, cioè Pini Amco, ci devono mettere una pezza e cambiare da subito il management, perché così,FACENDOSI IMPORRE la chiusura di tre stabilimenti, questo assetto organizzativo non può pretendere di riuscire ad arrivare alla fine di questo concordato.

  2. Roberto Rispondi

    02/12/2021 alle 16:25

    Da dipendente..
    Sono tre anni che portiamo pazienza, aspettiamo e “usiamo i guanti bianchi” cercando con educazione di farci ascoltare e di poter dire come stanno le cose.
    Siamo tutti padri di famiglia, nessuno gira con la “chiave inglese” in tasca. Così facendo ti capita di andare dal benzinaio e sentirti dire “sarete ben contenti che adesso vi prendono le Cooperative e vi salvano… Col cavolo che sono contento !! Primo, come hanno fatto in tante altre situazioni ti trasformano in cooperativa e oggi sei qui, domani sei là, poi “razionalizzano” e lasciano a casa vecchi e bambini ( il piano Bonterre & co non salvava nessuno dei dipendenti Vismara, non parlava degli impiegati Ferrarini, diceva genericamente che i dipendenti sarebbero stati distribuiti tra gli stabilimenti del gruppo… e se ce ne è uno a Rovigo io a 60 anni mi prendo su e vado ?!?! No che non sono contento, caro benzinaio.
    Negli ultimi 12 mesi non riusciamo a stare dietro agli ordini, lavoriamo sodo tutti i giorni, stanchi e felici, chi c’è po’assalto sa cosa voglio dire, la fiducia di portare a casa lo stipendio anche questo mese e anche il prossimo. Stiamo recuperando fiducia nel futuro e persino salute, non riusciamo proprio a capire perché nel Emilia rossa e felice proprio delle aziende cooperative cerchino di far di noi uno spezzatino, l’interesse al di là delle belle parole da ex politici è solo per il marchio e il ben nutrito portafoglio clienti.
    Sinceramente non mi interessa capire il perché e il per come siamo arrivati a questo punto. Sono un operaio (il che non significa ignorante) ma semplicemente che con concretezza adesso mi interessa solo garantire a me il posto di lavoro dopo 39 anni e ai miei figli un tetto sopra la testa.
    Il parlare di come i Ferrarini hanno fatto, perché e quanti interessa sicuramente chinun posto di lavoro sicuro lo ha e si può permettere di speculare e chiaccherare di queste cose. Aggiungo che di questi tempi, a casa nostra, in Emilia, di cose così ne abbiamo già viste tante, Coopsette, gruppo Maccaferri, CMR, Mariella Burani, ma tanto accanimento verso una famiglia di imprenditori sinceramente non me li ricordo. E credo proprio serva più a distogliere l’attenzione da quanto stanno facendo le ex “cooperative rosse” piuttosto che a voler risolvere qualcosa in modo costruttivo. Il pettegolezzo in questa fase non ci aiuta, davvero.
    Ricordo che stiamo parlando di più di 600 famiglie, senza contare tutto gli artigiani e le aziende esterne che “dipendono” dal gruppo Ferrarini. E tantissime locali.
    Lasciateci lavorare in pace, che questo sappiamo fare, e bene, come ci sta riconoscendo il mercato, che alla fine è quello che conta è riconosce davvero chi è bravo e chi invece racconta balle e simula.
    Mi fermo qui perché poi mi arrabbio

  3. gianni Rispondi

    02/12/2021 alle 16:28

    Come spesso accade, lavoratori strumentalizzati.

  4. Mascetti Rispondi

    02/12/2021 alle 17:25

    Chi ha portato un impero industriale allo scatafascio non può continuare a dirigerlo, né farsi passare come il suo salvatore. Che vinca Pini Amco, Bonterre o chi altri, prima prendono in mano la baracca e meglio sarà, non solo per le 600 famiglie di dipendenti, che in questi tre anni sono stati pagati puntualmente ogni mese, ma anche per le 1600 famiglie dei creditori che invece è da tre anni che non vedono un soldo.

  5. Roberto Rispondi

    02/12/2021 alle 17:54

    Ma strumentalizzati da chi ??
    Me lo potevi dire ai tempi della FGCI ma ne sono passati di anni !! Mi devo sentire strumentalizzato perché penso con la mia testa e non faccio quello che mi dicono i sindacati ? Intendi dire che sono dalla parte dei padroni e non me ne accorgo ?? Che mi fanno dire quello che gli serve ?? Sveglia bimbo, devo ancora avere tre mesi di stipendio, abbiamo tirato tutti la cinghia e passato dei brutti momenti e ciononostante siamo SEMPRE andati a lavorare, tutti. E nessuno ce lo ha chiesto. Prima perché non capivamo bene cosa stava succedendo, poi perché non ci potevamo credere, poi perché abbiamo capito tutti che l’unico modo per saltarci fuori era continuare a produrre e consegnare, anche un pirla capisce che se perdiamo i clienti non siamo più interessanti per nessuno e se non sei interessante nessuno ti compra e ti salva. E poi quali padroni, intendi il gruppo Pini-Amco ?
    Dai Ferrarini sicuramente no.
    Concludo. Se il nostro preoccuparsi per il posto di lavoro, quello che ci dà da mangiare, significa essere strumentalizzato allora si, sono sicuramente strumentalizzato.
    Da chi però me lo devi spiegare tu… Io direi dalla paura di perdere il lavoro. Più chiaro di così. Piuttosto consigliami tu cosa faresti al nostro posto, come non ti faresti “strumentalizzare”…?

  6. Tyler Rispondi

    02/12/2021 alle 19:46

    Mascetti, ma questa storia dei 1600 creditori la devi ripetere pressoché sotto ad ogni articolo che parla della vicenda Ferrarini? Riesci a capire che i 1600 creditori aspettano da tre anni perché una buona metà del tempo si è persa per le sterili azioni di disturbo messe in atto da parte Intesa/Cooperative con ricorsi tutti rispediti al mittente, e questo fa una certa differenza tra “chi fa gli interessi di chi” e “chi vince”? Io te lo scrivo chiaro una sola volta, se non la capisci così chiedo ufficialmente a Reggioreport di fare apposta per te un articolo personalizzato non tanto su Ferrarini, Bonterre, Pini, Amco etc.etc., quanto sul concetto di “causa-effetto” così, visto che già sai e capisci tutto su un concordato talmente articolato per il quale non esiste neppure una giurisprudenza precedente e la si sta scrivendo sul campo, allarghi ulteriormente le tue già ampie vedute ed aggiungi al tuo curriculum anche la capacità di attribuire correttamente una responsabilità specifica all’interno di un quadro più complesso.E se chi, usando la tua terminologia, “ha portato un impero industriale allo scatafascio non può continuare a dirigerlo” può almeno, avendo due strade davanti da imboccare,indirizzare verso quella che sulla carta garantisce l’opzione migliore o ce lo deve spiegare “Mascetti di Reggioreport” quando, come e se i Ferrarini devono cedere la mano mentre due Tribunali, una Corte di Appello ed una di Cassazione fino ad oggi ci hanno detto il contrario? Tradotto per le menti semplici come la tua: eddai, ebbasta, e cambia disco almeno, si vede benissimo che è solo astio personale il tuo e che non te ne frega una mazza di entrare nel merito di una vicenda complessa come questa ragionando in maniera obiettiva. Lo sanno anche i sassi ormai che l’opzione cooperative significa perdita di parecchi posti di lavoro mentre Pini significa rilancio di un’azienda che ha retto per tre anni in concordato ad un livello che è andato oltre qualsiasi previsione, e questo con i tuoi tanto amati Ferrarini a dirigere la baracca. Se Coop/Intesa/Bonterre hanno così a cuore la sorte dei dipendenti, scrivano nero su bianco quello che ha scritto il Sig.Pini (e che ha onorato da tre anni a questa parte con fatti concreti) e non di chiusura di reparti ed uffici come hanno fatto nell’unico straccio di proposta che hanno presentato, dopodiché ne riparliamo se, come scrivi tu, “Che vinca Pini Amco, Bonterre o chi altri, prima prendono in mano la baracca e meglio sarà”. Passo e chiudo.

  7. L'Eretico Rispondi

    03/12/2021 alle 08:57

    Buongiorno,
    ho letto con interesse gli interventi di Roberto e Tyler. Mi stavo chiedendo se hanno presente dove sono e il periodo in cui stiamo vivendo (p.es. se sanno che c’è il COVID ecc…).
    Difendere l’indifendibile va bene 10 minuti, non 3 anni. Dopo basta! State descrivendo uno stato di fatto inesistente.
    Saluti

  8. giobatta Rispondi

    03/12/2021 alle 15:49

    Il aig. Roberto si sta rendendo conto che stanno vivendo sulle spalle dei creditori? Cioè all’improvviso è stato congelato( speriamo non depennato ) tutti quanto i creditori devono avere dall’azienda. E’ comodo sopravvivere coi mezzi degli altri, i quali poi , specie per fornitori ed altre aziende, devono fare i conti col mancato incasso. Sarebbe come dire se alla Ferrarini( che oggi in procedura va bene (??),le venissero bloccati tutti i suoi crediti!
    Quindi , per favore, vale quanto ha detto alla fine Taylor” Che vinca l’uno o l’altro, ma finiamola” e per favore non parliamo più dei Ferrarini, che hanno distrutto tutto e restano ancora in piedi col sacrificio dei creditori.
    La Ferrarini non è andata in dissesto per colpa del mercato o di qualche cliente che non ha pagato, ma per scelte dei suoi amministratori e soci.

  9. Mascetti Rispondi

    09/12/2021 alle 18:29

    Sig Tyler, questi tre anni di niente hanno solo fatto comodi ai Ferrarini: non pagano i creditori e continuano a fare gli imprenditori come se nulla fosse. Non credo che in nessuna parte d’Europa (ma neanche di Italia,solo a Reggio) una cosa del genere sarebbe stata permessa.

  10. Mascetti Rispondi

    09/12/2021 alle 19:11

    Sig.Tyler, visto che la sostenibilità aziendale le sta molto a cuore allora ci può spiegare le seguenti cose?

    Perché avete ritirato il primo concordato che era solo da votare, ma avete preferito fare un concordato bis? Anche questo ha allungato di molto i tempi, se lo è dimenticato?

    Perché una volta stabilita la competenza di Bologna avere proposto ricorso in Cassazione, allungando ancora di piu i tempi del procedimento? La legge italiana vale su tutto il territorio,cos’è che a Bologna non vi piaceva?

    Perché il vostro commissario ha fissato la nuova udienza a 6 mesi dalla presentazione dell’aggiornamento?

    Perché il villone è andato all’asta?

    Dove sono finiti i 39 milioni spesi per comprare la villa

    E perché l’acquisto, fissato a 40 milioni, non è stato completato? Meglio continuare a pagare l’affitto?

    Perché usare quei 39 milioni per comprare una villa che non poteva essere usata come stabilimento invece di investirli in uno stabilimento nuovo?

    Sa, sig Tyler, a qualcuno dei 1600 creditori, a cui lei stanno evidentemente sulle scatole, queste domande se le fanno. Attendiamo solo risposta. Da lei, possibilmente, visto che conosce i meccanismi di questo concordato meglio di tutti noi.

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