Congresso Pd, rush finale
Gazza vittoria in salita, Cavallaro sopra il 40% contro l’establishment
E Rec accusa De Franco di fare tesserati per i dem

10/12/2021 – La serata è topica non solo per il freddo e la neve, ma anche per la campagna congressuale del Pd reggiano in cui si scontrano Massimo Gazza, marito della consigliera regionale Ottavia Soncini ed ex sindaco di Boretto, e il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, candidato dell’area Letta-Zingaretti. Campagna arrivata al rush finale.

Oggi, dicevamo, sono a congresso i circoli di Reggio 5, Bibbiano, Fabbrico, Luzzara, Reggio 5 e Villa Minozzo, mentre ieri hanno votato i delegati al provinciale i circoli di Montecchio, Novellara, Brescello, Castelnovo Monti, San Martino in Rio e Vetto. Il tutto In una battaglia di durezza persino inaspettata in cui Cavallaro ha inflitto duri colpi a Gazza, il quale nella quale sulla carta avrebbe dovuto fare cappotto, considerato il sostegno tutto l’establishment del partito reggiano. Martedì sera i parziali davano 57 delegati a Cavallaro e 87 a Gazza, E c’ è chi vede a fine corsa il sindaco di Rubiera al 40%. se non qualcosa di più.

Lo conferma indirettamente Massimo Gazza, che comunque si sente già segretario. Nel suo profilo Facebook oggi ha scritto: “Congresso Partito Democratico di Reggio Emilia. Sino ad oggi 1740 voti validi, 982 iscritti hanno indicato il mio nome, sento su di me la responsabilità del voto di ogni iscritto. Mancano 24 ore al termine di questa straordinaria esperienza tra circoli e militanti, tra persone che sostengono me o Emanuele o tutti e due o nessuno dei due. Ringrazio di cuore le persone che mi stanno accompagnando e che stanno profondendo molte energie, spesso sottratte alla famiglia e al lavoro, per la passione politica. La politica fatta con le persone, in effetti è molto bella. Andiamo avanti! Ultimi sforzi”.

La sostanza è che se Gazza ha in tasca il 56%, il suo concorrente è sopra, appunto, il 40%. Un successo politico, del candidato e dei lettiani, indiscutibile, al tempo stesso spia di una dura battaglia politica interna e anche di un disagio diffuso verso il grumo di potere che tiene in mano il partito a Reggio.

Va considerato che per Gazza si sono spesi in prima persona Delrio, Castagnetti e il sindaco Luca Vecchi, che ha scritto, telefonato e messaggiato a tutto spiano. Con tutta o quasi la giunta schierata, compreso l’assessore e coordinatore regionale di Leu Lanfranco De Franco, che Reggio Emilia in Comune ha accusato apertamente “di fare tessere del Pd”.

Senza considerare gli interventi a gamba tesa alla ricerca dei voti degli iscritti che in almeno un caso – quello di demoscopico professionista iscritto al circolo 4 di Reggio, che ha messo in campo la sua macchina organizzativa per sollecitare il voto a Gazza – che ha indotto il comitato di Cavallaro a presentare un esposto alla Commissione di Garanzia.


TITOLI DI CODA PER GLI SPIN OFF DEL PD: IL SARCASMO DI REGGIO EMILIA IN COMUNE PER BONI SEGRETARIA DEL CIRCOLO CENTRO E LE MANOVRE DELL’ASSESSORE DE FRANCO

“Costruire una lista civica di “sinistra” nel 2019, lottare perché questo civismo abbia uno sbocco in giunta grazie ad accordi con il Partito Democratico (!), riuscire a sponsorizzare il segretario regionale di Mdp Art1 e nominarlo assessore, sostenere e rappresentare Emilia Romagna Coraggiosa in regione e costituire un comitato Provinciale (senza alcuna legittimità politica), utilizzare questo comitato per siglare accordi con Italia Viva in tutti i Comuni reggiani andati al voto nei mesi scorsi (appoggiando in pieno l’idea di Massimo Gazza, probabile segretario provinciale Pd), per poi passare finalmente alla guida di un circolo del Pd.

Quando abbiamo letto dell’elezione di Francesca Boni alla guida del circolo del Pd Centro storico, per noi di REC si è chiuso un cerchio politico già da molto tempo ben chiaro: puoi chiamarti in mille modi, militare con diverse sigle politiche, dichiararti la “vera sinistra”, ma alla fine hai sempre lavorato per il Partito Democratico.

Anzi, sei del Partito Democratico.

E ci chiediamo il perché nascondersi per tutto questo tempo come per un senso di colpa.

Questo vale a livello nazionale con i bersaniani di Art1, rappresentati a Reggio dall’assessore De Franco che ne è il segretario regionale, e a livello locale con le liste civetta come “Reggio E'”.

La nostra non è un’accusa ma una mera constatazione.

Le Agorà del Pd hanno riattivato, in chi ci crede, la voglia di “centrosinistra” (ovviamente in compagnia di Renzi e a sostegno di Draghi) e anche qui a Reggio si sono create situazioni che fanno sorridere per il livello di dolcezza e tenerezza. Due su tutte: l’assessore De Franco che, in qualità di segretario regionale di Art1, sta facendo tessere del Pd, e la dimissionaria (si presume) coordinatrice di Emilia Romagna Coraggiosa che passa alla guida del Pd cittadino.

Ma le Agorà di Letta cosa propongono? Nei valori e nei punti espressi sulla loro piattaforma sembra di leggere poco più di una letterina a Babbo Natale : vogliamo un mondo verde, pieno di pace e fraternità. Ma da quanti anni il Pd, che ha governato il Paese e governa molte città, ci fa questo elenco della spesa senza agire realmente per il miglioramento collettivo?

Ora che tutti gli spin-off del Pd e tutti i fgliuol’ prodighi di Letta rientrano nella mangiatoia-ovile, in maniera più o meno goffa, ricompattandosi nel centro sinistra anche in prospettiva delle comunali 2024, è arrivato il momento di abbandonare definitivamente questi falsi profeti per costruire una reale proposta politica di sinistra in chiave concretamente ecologista.

Al Pd, Art1 e Erc consigliamo di curare la loro agorafobia del Paese reale prima di costruire agorà virtuali”. (REGGIO EMILIA IN COMUNE)

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