Condannati in cinque per il pestaggio politico di Andrea Nanetti

22/12/2021 – Concluso ieri sera il processo per l’aggressione subita dal correggese Andrea Nanetti, all’epoca esponente leghista (oggi in Fratelli d’Italia), avvenuta a Modena in piazza Pomposa: la notte del 26 Luglio 2019 Nanetti fu aggredito davanti a un bar e pestato per ragioni politiche da un gruppo di militanti di estrema sinistra.

Il dibattimento si è tenuto avanti il Giudice di Pace di Modena Nadia Trifirò. La Procura di Modena aveva rinviato a giudizio per lesioni 7 giovani modenesi: di questi, cinque sono stati condannati per il reato di percosse. Nanetti, che nel processo era rappresentato dall’avvocato Luca Tadolini, del foro di Reggio Emilia, era stato circondato e aggredito dal branco dopo aver partecipato a una fiaccolata per i fatti di Bibbiano, venuti alla luce con l’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi gestiti dai Servizi sociali della Val d’Enza.

Andrea Nanetti alla fiaccolata per i fatti di Bibbiano

Le udienze del processo di Modena sono state caratterizzate da notevole tensione, con la presenza costante di tutti gli imputati e dello stesso Nanetti.

Quella sera Nanetti, come detto, aveva partecipato alla manifestazione per i fatti di Bibbiano, e nel ritorno si era fermato in un locale di piazza Pomposa. Qui un gruppo di 7 giovani l’aveva aggredito, prima inveendo “Leghista, fascista, ti spacchiamo, fallo ora il selfie con Salvini”. Poi passando alle vie di fatto con spinte, calci e pugni.

Nanetti si era rifugiato in un locale, assediato dagli aggressori. Uno di loro era entrato minacciandolo che se avesse chiamato la Polizia sarebbe stato peggio. La vittima tuttavia ha chiamato la Polizia, che era intervenuta tempestivamente con due Volanti mettendo in fuga gli aggressori. Poi si è recato in Questura a denunciare l’avvenuto e infine al Pronto Soccorso dove i sanitari hanno formulato una prognosi di 13 giorni.

Dopo l’individuazione di 7 aggressori da parte dell’Ufficio Digos attraverso riconoscimenti fotografici da parte di tre testimoni fra cui un operatore del locale di piazza Pomposa, la Procura emetteva un decreto di citazione per lesioni.

Al dibattimento non sono mancati momenti di duro confronto. Il Giudice di Pace ha cercato la conciliazione e Nanetti ha offerto la remissione della querela verso il pagamento simbolico di 100 Euro e le scuse. Tuttavia la proposta è stata rifiutata da tutti gli imputati.

E dunque ieri sera, a conclusione del processo il giudice ha prosciolto Andrea Pederzini di 32 anni e Samuel Mori di 22 anni, dando credito ai loro alibi: il primo perché in viaggio verso la Val di Susa a un concerto No Tav, il secondo per un turno di lavoro notturno.

Gli altri cinque imputati – Francesco Bernardi di 38 anni, Stefano Ceppelli di 42, Claudio Luppi di 37, Riccardo Mazzoli di 22 anni e Mattia Montanari di 23 sono stati condannati per reato di percosse – derubricato dal giudice dall’imputazione di lesioni – con multa di 250 Euro e risarcimento al Nanetti di 1200 Euro di spese di giudizio e altri 100 Euro per ciascuno di loro.

Scritte contro Nanetti apparse a Modena

NANETTI: MODERATAMENTE SODDISFATTO
“Dopo l’aggressione – ricorda oggi Andrea Nanetti, a margine del processo – spuntarono scritte intimidatorie con il mio nome su muri del centro di Modena. Ci fu pure una vergognosa anonima lettera (novembre 2020) con minacce di morte a me ed al mio amico Alberto Torregiani, già vittima del terrorismo. Ma non mi sono fatto intimidire e quella notte, quando mi accerchiarono intimandomi di non chiamare le Forze dell’ordine, ho immediatamente denunciato e siamo andati fino in fondo.
Non sono abituato a fare la vittima, come va tanto “di moda” e ora sono moderatamente soddisfatto – aggiunge Nanetti – Certo, se fosse accaduto a qualcuno di “sinistra”, per molto meno, l’avremmo visto in “mondovisione” ma in verità nessuno deve subire vili agguati, né a destra né a sinistra. Soprattutto se di tanti contro uno da solo.
Devo ringraziare la tenace professionalità del mio legale Luca Tadolini, con l’ausilio di Antonio Baldini, due brillanti avvocati e due amici. E la Digos per le accurate indagini a Modena, grazie alle quali hanno rapidamente individuato i colpevoli.

Apprezzo ancora gli esponenti politici che hanno solidarizzato pubblicamente, tra cui il sindaco di Modena, che ebbe l’onestà, di andare oltre gli opposti schieramenti. E sono anche grato alle tante, tantissime persone che mi hanno sincera solidarietà”.

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