Alla Camera dei deputati l’inferno di Angeli e Demoni
Valentina Salvi: “A Bibbiano volevano creare
una enorme comunità di accoglienza…”

9/12/2021 – Tra il 2017 e il 2018, quando la Procura di Reggio Emilia avviava le indagini sul giro di affidi illeciti di minori in val d’Enza concluse poi nell’estate del 2019, era già in atto “un grande progetto condiviso dal sindaco di Bibbiano (Andrea Carletti) di insediare nel suo Comune un’enorme comunità di accoglienza per i minori in cui il centro di psicoterapia Hansel&Gretel si sarebbe insediato a tempo indeterminato”. Lo ha detto oggi, nel corso di un’audizione con la commissione parlamentare di inchiesta sulle comunità di accoglienza dei minori, il sostituto procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta “Angeli e Demoni”. 

Il sostituto procuratore
Valentina Salvi

“Erano già stabilite le somme che sarebbero state impiegate e gli stipendi che Claudio Foti (condannato nel primo grado dell’abbreviato a quattro anni lo scorso 11 novembre) avrebbe percepito come presidente della onlus incaricata dei servizi psicologici sui minori- ha specificato il magistrato – Se non fossimo intevenuti noi, oggi quella comunità esisterebbe“. 

ALCUNE FAMIGLIE DI BIBBIANO SI RIVOLSERO A GARANTE

Contro l’allontanamento dei propri bambini da parte dei Servizi sociali alcune famiglie della val d’Enza si rivolsero anche al Garante regionale per l’infanzia. Che però “in buona fede” si limitò “a chiedere ulteriori notizie ai Servizi sociali. Ma essendo un sistema chiuso non si arrivò a nulla“. 

Questi alcuni passaggi salienti delle dichiarazioni rese alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle comunità di accoglienza, riunita alla Camera del Deputati, dal sostituto procuratore Salvi. La titolare dell’inchiesta “Angeli e Demoni” (il rito ordinario del relativo processo partirà l’8 giugno del 2022 con 17 imputati) ha aggiunto che altri genitori scrissero anche al sindaco di Bibbiano (Andrea Carletti, anche lui imputato) che tuttavia “non ritenne mai di rispondere“. 

BIMBA FU ALLONTANATA PER ‘VOCI DI PAESE’ 

Una minore coinvolta nei “fatti di Bibbiano” fu allontanata da casa sulla base di “voci di paese” secondo cui il “padre o il nonno” abusavano di lei. Lo ha rivelato la magistrata reggiana, ascoltata oggi in videocollegamento con la Camera dalla commissione parlamentare di inchiesta sulle comunità di accoglienza dei minori.

Valentina Salvi ha reso pubblico l’episodio per esemplificare una delle criticità riscontrate in un sistema, quello degli affidi di bambini in val d’Enza, più volte definito nel corso dell’audizione “patologico” e “inquietante“. 
Uno dei nodi emersi è dunque per Salvi che “il tribunale dei minorenni non dispone della possibilità di effettuare delle indagini sulla situazione rappresentata dagli assistenti sociali. 
Nel mio caso pervenivano delle relazioni in cui venivano ricostruiti fatti e riportati ‘elementi di prova’ non veritieri e l’autorità ratificava le relazioni”.

Ciò perché “in questo tipo di procedimenti, che implicano ripercussioni anche sulla libertà personale, gli elementi di prova nell’immediatezza dei fatti vengono sostanzialmente raccolti solo dagli assistenti sociali che a mio avviso non sono soggetti qualificati per effettuare una ricostruzione dei fatti“. Infatti “non c’è un intervento specifico della Polizia giudiziaria e a mio avviso questo è un dato che dovrebbe essere modificato perché l’assistente sociale sia nel mio caso- in cui le persone sono imputate e quindi dal mio punto di vista ritenute in malafede- ma anche nei casi ordinari, non sono soggetti qualificati per poter svolgere delle indagini”. 

PER INCARICO A HANSEL&GRETEL, TUTTO ARCHIVIATO 

Le indagini della Procura di Reggio Emilia sui presunti affidi illeciti di minori in val d’Enza si sono ad un tratto concentrate anche su Modena. Ma la pista si è rivelata una strada senza sbocchi. “Avevamo avviato un procedimento per una minore che era gestita dal Comune di Modena. Abbiamo iniziato le indagini perché pensavamo si trattasse dello stesso sistema che stavamo analizzando noi”, ha spiegato la dottoressa Salvi. “Il Comune di Modena aveva incaricato del servizio di psicoterapia per la bambina una professionista del centro Hansel&Gretel. Si trattava però di un incarico non a tempo indeterminato e singolo, quindi una situazione molto diversa da quella di Reggio”. Per questo “abbiamo ritenuto opportuno stralciare la posizione e inviare gli atti all’autorità di Modena, che sulla base delle nostre stesse argomentazioni ha archiviato”.

(FONTE: DIRE) 

FACCI (LEGA): “PAROLE PM SALVI CONFERMANO INADEGUATEZZA GARANTE REGIONALE PER L’INFANZIA”

“Quanto affermato oggi dal sostituto procuratore, titolare dell’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illeciti in val d’Enza, Valentina Salvi in Commissione parlamentare d’inchiesta circa il Garante regionale dimostra l’assoluta inadeguatezza (quando non inutilità) di questa figura”. Lo dice il consigliere regionale della Lega, Michele Facci, che spiega: “Al netto della presunzione di buona fede della dottoressa Clede Maria Garavini, garante regionale per l’infanzia – che non vogliamo mettere in discussione – l’avere sottovalutato quanto successo a Bibbiano mette in seria discussione il ruolo di garanzia di questa figura istituzionale, che con tutta evidenza non è stata in grado di garantire nulla”.
“Già nella scorsa primavera avevo personalmente presentato un atto ispettivo per sottolineare – in una vicenda che aveva coinvolto una minore allontanata nel bolognese – il mancato intervento del Garante regionale, e quindi di fatto il suo approccio quantomeno superficiale in una vicenda che avrebbe invece meritato attenzione ed approfondimento. Le ultime dichiarazioni della dr.ssa Salvi non lasciano spazio ad altre interpretazioni: il Garante regionale per l’infanzia in realtà non tutela i diritti dei minori, e questo perchè è privo di qualsiasi potere di intervento. Delle due, quindi, l’una: o modifichiamo l’Istituto, o lo eliminiamo del tutto” conclude il leghista.

FIORINI (LEGA): “GRATI A SALVI, CONFERMATO SCENARIO INQUIETANTE”

“Dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, che ringraziamo per il lavoro svolto, parole tanto dolorose quanto inquietanti, ma chiare. Oggi abbiamo assistito ad una audizione fondamentale alla Commissione Bicamerale Affidi, dalla quale emerge ancora una volta quanto la Lega denuncia sin dall’inizio: quello di Bibbiano era una sistema malato sul quale fortunatamente si sta facendo finalmente chiarezza. Bimbi strappati alle proprie famiglie senza motivo. Istituzioni locali informate di ciò che stava accadendo, ma silenti. Famiglie affidatarie inadeguate e servizi sociali mossi da una perversa e malata ideologia. Tanti, troppi genitori privati di un diritto sacrosanto, impotenti e mai ascoltati. Occorre intervenire e colmare il vuoto normativo attuale affinché non si ripetano mai più fatti come quelli di Bibbiano e i tribunali dei minori possano così controllare e verificare ogni aspetto di queste vicende per garantire obbligatoriamente il contraddittorio con le famiglie. La priorità assoluta deve essere la tutela dei bambini e della famiglia. Mi chiedo ancora chi restituirà loro la serenità rubata”. Così la deputata emiliana della Lega Benedetta Fiorini.

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Una risposta a 1

  1. L'Eretico Rispondi

    09/12/2021 alle 19:05

    Non m’interessano le strumentazioni politiche fatte dalla Lega. Complimenti al PM V. Salvi! Spero che l’Anghinolfi e Foti, menti di questa perversa situazione, vengano perseguiti per quello che sono veramente. Allontanare dei bambini dalle famiglie per far vedere che “loro” sono bravi, affidare questi bimbi a coppie LGBT solo per dimostrare che quest’ultime sono coppie come tutte le altre, è una vergogna indicibile!

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