Strage Bologna, Bellini: “I servizi mi cercarono, ma non collaborai mai”

26/11/2021 – “Non ho mai avuto rapporti con i Servizi: qualcuno mi avvicinò, ma io dissi sempre “no”. Anzi, “io aborro l’idea dei Servizi”. Nella seconda udienza dedicata al suo esame nell’ambito del processo che lo vede imputato, in Corte d’Assise a Bologna, per concorso nella strage del 2 agosto 1980, Paolo Bellini nega, come già fatto in passato, di aver mai collaborato con i Servizi segreti, pur ammettendo che questi ultimi lo cercarono a più riprese. 

Rispondendo alle domande del sostituto pg Nicola Proto, l’imputato ricostruisce alcuni episodi relativi a quelle vicende, ad esempio il viaggio in Portogallo che fece nel 1972, quando in quel Paese era ancora sotto dittatura, per verificare, a suo dire, se alcuni militari portoghesi presenti in Italia ‘influenzavano’ degli esponenti parmensi di Avanguardia nazionale. Bellini nega che si trattasse di un’operazione di spionaggio militare, affermando che agì su mandato del senatore del Msi, Franco Mariani, in quanto l’allora leader missino Giorgio Almirante “stava cercando di sdoganare il partito dal fascismo”.

Riguardo, invece, ai possibili rapporti di suo padre Aldo con i Servizi, Bellini dichiara che “se li aveva, era tramite Ugo Sisti”, amico di Aldo Bellini e procuratore capo di Bologna all’epoca della strage. Proprio i rapporti tra Bellini e la sua famiglia e Sisti, che trascorse la notte fra il 3 e il 4 agosto 1980 nell’albergo reggiano della famiglia Bellini, sono l’altro tema affrontato nel corso della mattinata. Sul punto, l’imputato conferma di aver incontrato 5-6 volte il magistrato tra il 1978 e il 1980, dicendo di aver saputo della sua presenza nell’albergo di famiglia subito dopo la strage già nell’agosto del 1980. A dirglielo sarebbe stato il fratello Guido, che lo stava accompagnando in auto “a Castel San Pietro, mi pare”, per un incontro a cui, però, Bellini nega di aver partecipato, in quanto “scesi dall’auto quando seppi che avrei dovuto incontrare esponenti dei Servizi”. 

Su questo tema, infine, l’imputato conferma quanto mise a verbale nel 1999, vale a dire che il padre, poco prima di morire, lo rimproverò per non aver mai voluto collaborare con i Servizi, dicendogli che se avesse accettato non sarebbe mai stato indagato per la strage del 2 agosto e per altri reati e aggiungendo che la strage alla stazione di Bologna fu fatta per coprire quella di Ustica. 

(FONTE: DIRE)

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