Orrore a Sassuolo, tunisino stermina la famiglia e si uccide
Cinque morti, anche i figli di 2 e 5 anni

17/11/2021Nabil Dhahri, l’uomo di 38 anni di origine tunisina che ha sterminato la famiglia a Sassuolo, e la sua compagna, Elisa Mulas, fra le vittime del massacro insieme a sua madre e ai loro due figli di 2 e 5 anni, si erano lasciati da circa un mese.

Una situazione che aveva provocato tensione, tanto che Elisa e i suoi figli erano andati a vivere con la madre. Questa l’unica traccia, al momento, per tentare di dare una spiegazione a una tragedia sconvolgente che per ora spiegazioni razionali non ne ha, e forse non ne avrà mai.

Sassuolo, via Manin transennata. In alto Nabil Dhari ed Elisa Mulas

LA SCENA DELL’ORRORE

Quando i primi soccorritori sono arrivati si sono trovati davanti una scena sconvolgente: cinque cadaveri, cinque persone uccise probabilmente un’arma bianca. Fra questi anche due bambini piccolissimi, di due e cinque anni.

Un’intera famiglia sterminata: l’uomo che ha compiuto tutto questo, o almeno questa è l’unica ipotesi che gli inquirenti stanno prendendo in considerazione, dopo aver ucciso la convivente, i due loro figli e la madre di lei, si è tolto la vita.

Ma ogni ricostruzione più puntuale di quanto avvenuto oggi a Sassuolo, avrà bisogno di tempo e di ulteriori approfondimenti.

Fino alla tarda serata la polizia scientifica era ancora dentro la casa di via Manin, in un quartiere residenziale a poca distanza dal centro storico della città, dove è avvenuta la strage, alla ricerca di indizi e tracce per dare le risposte che i protagonisti non potranno più dare.

Sul luogo del massacro anche i carabinieri e la polizia municipale di Sassuolo che hanno transennato l’intera strada per permettere lo svolgimento delle indagini. Il fatto, avvenuto nel pomeriggio, si ritiene fra le 15 e le 16, ha messo sotto choc la capitale del distretto ceramico italiana,

Secondo i primi elementi raccolti, non vi sarebbero problemi economici alla base del gesto. L’uomo che è ritenuto l’autore della strage è un 38enne di origine tunisina, bene integrato, che viveva da tempo a Sassuolo e lavorava in un supermercato della zona. Abitava con una donna italiana, la madre dei suoi figli, che invece era impiegata come donna delle pulizia in città. Una famiglia all’apparenza come tante, che non aveva mai mostrato particolari problemi, tanto che, in un primo momento, nel quartiere e su alcuni gruppi social di vicinato, si era diffusa la voce che la famiglia era morta in un drammatico incidente domestico. Ma, ovviamente, anche sulla loro situazione ci sarà bisogno di approfondire, a partire dai rapporti nella coppia. Alcuni testimoni che riferiscono di un rapporto ormai finito che sfociava in minacce da parte di lui: vi sarebbe anche un audio, registrato dalla vittima, in cui il presunto autore della strage la minaccia di morte.

LE IPOTESI SULLA DINAMICA

Al momento non c’è che una scena del crimine di un’efferatezza tale che anche esponenti delle forze dell’ordine di grande esperienza non avevano mai visto. E una dinamica che, almeno secoindo le primissime risultanze investigative, appare come l’unica plausibile: l’uomo, con un coltello, si sarebbe avventato sui suoi familiari. Sulla suocera, sulla donna e con la quale aveva costruito un progetto di famiglia e sui loro due figli, di cinque e due anni.

Poi – è da chiarire se utilizzando o meno la stessa arma del delitto che gli inquirenti stanno cercando di identificare – si è tolto la vita. E’ scampata alla mattanza la figlia avuta dalla donna da un’altra relazione, e che si trovava a scuola. L’allarme infatti è scattato poco dopo le 16, perché nessuno era andato a prendere la ragazzina. Sono partite le telefonate di controllo e di lì a poco si è scoperta la drammatica realtà. Restano, insomma, poche certezze e molti dubbi che le indagini cercheranno di dissipare, almeno fin dove possibile, dall’esame della scena che i poliziotti della scientifica si sono trovati di fronte, e dalle testimonianze che saranno raccolte, sperando ottenere informazioni utili da testimoni che possano almeno sapere qualcosa delle ore e dei minuti che hanno preceduto la strage.

FONTE: ANSA.IT

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Una risposta a 1

  1. Baluba Rispondi

    18/11/2021 alle 08:29

    Un esempio di integrazione… Con l’omarino maschione e la mentalià maschilista pseudo aperta al ‘diverso’ (purchè non sia femminile autentico) che regnano nel nostro paesucolo da quattro coglioni in croce.

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