Quattrocento in marcia per Juana Cecilia
Strangolata e sgozzata: la confessione di Mirko Genco

In marcia per Juana Cecilia

21/11/2021 – Centinaia in marcia oggi pomeriggio per Juana Cecilia Hazana Loayza, l’operatrice socio sanitaria peruviana di 34 anni, madre di un bambino, sgozzata l’altra sera dall’ex compagno, Mirko Genco, 24 anni, nel parco dell’ex-polveriera a fianco di via Adelina Patti. Il giovane, già condannato per atti persecutori verso la donna, e tornato il libertà il 4 novembre, ha confessato il delitto durante l’interrogatorio-fiume di sabato, nella caserma dei carabinieri di Corso Cairoli, presente il sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Genco, senza tradire emozioni, ha detto al pm e ai carabinieri di aver tentato di strangolare l’ex-compagna mentre l’accompagnava a casa perché “mi aveva detto delle brutte parole: smettila, o ti faccio arrestare“. E ha aggiunto: “Sono salito in casa sua, mentre la nonna e il bambino dormivano, ho preso un coltello in cucina, sono tornato da lei e l’ho uccisa”. Una dinamica terribile, su cui sono in corso tutte le verifiche del caso.

Quattrocento persone, dunque, hanno risposto all’appello lanciato solo poche ore prima da Nondasola, Non Una Di Meno e Donne in Nero per un sit-in silenzioso che si è dipanato nella nebbia dal parcheggio di via Melato al punto dove Juana ha trovato la morte: la donna peruviana abitava lì vicino, con figlioletto e la madre.

Una risposta corale, d’istinto, per dire che tutta Reggio piange di rabbia per questo nuovo femminicidio, culmine di una scia di sangue senza precedenti che ha sconvolto l’Emilia nella settimana appena trascorsa. In marcia, insieme a tante donne e uomini, anche i rappresentati delle istituzioni, compreso il sindaco di Reggio Emilia, e presidente dell’Anci regionale, Luca Vecchi. Ad aprire il corteo lo striscione di Nondasola: “Perchè la mia LIBERTA’ ti fa paura?”.

Nel punto dov’è avvenuto il delitto sono comparsi fiuri, lumini e una scritta: “Non è questo il modo di andarsene“. Un’amica ha anche lasciato un paio di scarpe rosse – simbolo internazionale della lotta alla violenza contro le donne – con un biglietto: “Sei l’angelo più bello Cecilia”.

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9 risposte a Quattrocento in marcia per Juana Cecilia
Strangolata e sgozzata: la confessione di Mirko Genco

  1. Antipasto Rispondi

    22/11/2021 alle 09:00

    A quando una marcia per una GIUSTIZIA NON MARCIA ??
    Ovvero una Giustizia che punisca realmente e come meritano veramente questi inetti – e che finalmente fermi questi ‘femminicidi’ ?

    O vogliamo continuare con i proposti ridicolissimi redditi di libertà (400 euro al mese per le donne con figli aggredite) magari per continuare ad arricchire i Centri Antiviolenza che funzionano zero e che non sono di fatto cotrollati e gestiti adeguatamente ?

    E’ tutto un giro. Un bruttissimo giro.
    E piantatela inutili mass media (non mi riferisco a te caro Ghiggio) con la inutile retorica, anche questa profondamente maschilista, per spostare il problema che ribadisco è GIUDIZIALE, prima di tutto.

    • Poli Fausto Rispondi

      22/11/2021 alle 09:54

      Ecco in poche semplici parole quello che io grido da tempo interevenendo qui e su altri quotidiani, come migliaia di persone gridano, si arrabbiano, mettono simboli che piangono lacrime di rabbia.

      La critica e’ purtroppo un anestetizzante formidabile.

  2. Poli Fausto Rispondi

    22/11/2021 alle 10:02

    Mi spiace molto per cio’ che e’ successo. Una tragedia che ferisce tutti. I mass media debbono collaborare coi cittadini, andare a trattare con la politica, al fine di stringere le maglie della giustizia che spesso e’ latente, iperburocratizzata. Vogliamo la deburocratizzazione della giustizia,. affinche’ ci possiamo sentire sicuri. non possiamo aspettere la LEOPOLDA O I CIELLINI.

    • Antipasto Rispondi

      22/11/2021 alle 10:39

      Depoliticizzazione e deideologizzazione ad oltranza della giustizia e dei suoi ‘rappresentanti’ più o meno potenti… nooo?

      Giusto Poli; sperare?.. mi sa che piuttosto venderanno sempre più scarpe rosse..:((

      Calci nel k con anfibi borchiati ? Potrebbero goderne avendo menti e spesso vite perverse (ovvio che ci sono anche persone eccezionali a cui va tutta la mia stima che lavorano a tutti i livelli in ambito giudiziario, non a caso spesso con grande difficoltà e sofferenza..).

      • Poli Fausto Rispondi

        22/11/2021 alle 11:21

        Ma le manifestazioni non producono nulla. “Verita’ per Regeni” nessuno e’ andato a controllare, nessuno, eppure e’ uno slogan, purtroppo. Chi sa parli, ma che cacchio. Ma quand te mort, at polen anca suplir in na stala, in mes al vachi o i nimel, che te mort e basta. Scusi la frase colorita, ma cerchiamo di arginare. Ora iniziano a organizzare sedute e riunioni pagate dall’amministrazione pubblica, per la navigabilita’ del po, quando nessuno lo usera’ mai. Le tangenziali son da fare, tra l’altro sono gia’ stanziati i soldi. E i terremotati, quando ricostruiscono ? Ma l’Italia ha aziende che esportano in tutto il mondo, gli ultimi dati parlano di 3500 miliardi di fatturati. Le tasse metti che rimangano 600 miliardi anno, ma ce li ha n pure i soldi. Ma poi e’ una comunicazione pilotata, tutto qui. riqualificazioni approvate stanziate, ma mai realizzate. E si contina a scrivere per coprire. Ma allora leggo Haidi e le pecore, che almeno sogno un mondo migliore. O spingi, ma non c’e’ nessuno che a Roma lavora per i cittadini.

  3. Poli Fausto Rispondi

    22/11/2021 alle 11:32

    Calci ne K con anfibi borchiati. Il titolo di un nuovo pezzo rock. Scherzo. Speriamo in bene. Saluti.

    • Antipasto Rispondi

      22/11/2021 alle 13:30

      Il titolo lasciamo ai Maneskin ..;)
      Concordo sulla comunicazione pilotata;solo in piccola parte si salva.
      Anzi scriverei piuttosto la comunicazione paracula del sistema paraculo di una educazione paracula. La maggioranza paracula legge, ascolta quel che basta, e poi plaude e asserisce minkiate, conformandosi alla doxa – ovvero al parere imperante dominante che ciba le sue pecore e pecoroni con cibo plasticato da decenni.

      Io preferisco l’Aletheia. Ho gusti semplici Fausto; mi accontento solo del meglio.
      Ovvero : Son mia neda in d’la cambra di sàlam.

      • Poli Fausto Rispondi

        22/11/2021 alle 16:21

        Ma cogheintra. Al salam le bon sol sle casalein. Io credo che l’educazione sia delle famiglie. Quella educazione dei protocolli universitari e delle scuole, non mi soddisfano, Con poche ore di teoria, e tanta pratica in azienda, annulleremmo le agenzie interinali. Perche’ farci studiare l’antologia dantesca, quando la gusteremo dai 70 anni in su ? Perche’ non abolire la schiavitu’ burocratica della scuola, e rigenerarla con una formazione concreta, dove il medico fa pratica piu’ che grammatica ? Perche’ assumere a tempo, o con la cooperativa, che ti sbattono nei luoghi piu’ impervi ? Perche’ non fare una propaganda per crescere le generazioni, e non una propaganda dove il giovane e’ un fannullone, mentre il ministro e’ uno sgobbone ? Perche’ non oscurare tutto, lockdown pure per la comunicazione, e nuovi canali, tanto il satellite ringrazia, nuovi canali pro cittadino ? Perche’ sempre Gerry Scotti, sempre x factor, perche’ non invece il varieta’ di fantastico ? Perche’ non dobbiamo spingere per un intrattenimento pro noi e non pro i media ? Perche’ il grande fratello e non la ruota della fortuna ? Perche’ non un programma per noi e invece ci tocca vedere un programma pro loro ? Perche’ non dilettanti allo sbaraglio ? Velo spiego io. Perche’ quei format li fanno girare in tanti altri corrispondenti extra nazione, e percio’ sei un prodotto pure tu che li guardi. In ogni caso il varieta’ e’ Italia, e’ Nazione. Ma qui non c’e’ piu’ ilv arieta’ c’e’ format, mercificazione del concorrente. Meglio il Festival bar o l’Heineken festival ? In ogni caso i media qualcuno li guarda, quindi che siano gradevoli. Che poi fatturino migliardi, ben venga per loro, ma il fruitore sia rispettato. Diamine.

  4. Antipasto Rispondi

    23/11/2021 alle 17:10

    Ma quanta roba ha messo nel piatto Poli? Siamo andati fuori tema..
    E’ andato al caffè e all’ammazzacaffè!
    L’educazione è dei genitori e famiglia ma anche dell’istruzione ricevuta e soprattutto individualmente cercata. Ho conosciuto diverse persone colte ma ignoranti..ritengo dunque che colti si possa diventare ma intelligenti ..neppure se si studia una vita! E’ una qualità aristotelica;o si ha o non si ha dalla nascita e le dico anche che secondo me appartiene alla minoranza.
    – Ne derivano tutti i suoi interrogativi leciti. Dove c’è coglioneria (e opportunismo di pochi) non funziona nulla come dovrebbe.
    Un simpatico saluto! Buon caffè!

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