“Le foibe? Tutte fake news”
Convegno negazionista del Pc “contro il revisionismo storico”
Perchè in uno spazio comunale? Aragona chiede chiarimenti al Comune

24/11/2021 -I nostalgici filosovietici di nuovo alla ribalta a Reggio Emilia, dove possono contare su una tradizione inossidabile che si materializza fondamentalmente nel busto bronzeo di Lenin a Cavriago. Oggi alle 18, al centro sociale del quartiere Foscato va in scena una manifestazione promossa dal Partito Comunista, dal titolo “Contro il revisionismo storicol’uso strumentale della storia dall’Urss alla Ddr, dalla resistenza alle foibe alle attuali fake news“. Intervengono Alessandro Pascale, autore de “Il totalitarismo liberale” e Giambattista Cadoppi autore di “Crisi, crollo e rinascita del socialismo”. Al termine tortellata di autofinanziamento del partito a 15 euro.

Il tema, peraltro non nuovo nella tradizione neocomunista reggiana, ha suscitato un certo sconcerto nella comunità istriana per il riferimento alle foibe, su una linea evidentemente riduzionista se non negazionista, venuta a galla anche nella presa di posizione dello storico Massimo Storchi in sede di commissione toponomastica, quando è approdata la delibera del consiglio comunale sull’intitolazione di una via alla giovane martire istriana Norma Cossetto.

In proposito, si è fatto sentire il coordinatore provinciale di FdI Alessandro Aragona, che ha ribaltato sui comunisti l’accusa di revisionismo, e a nome di Fratelli d’Italia ha chiesto “chiarimenti” al Comune di Reggio Emilia: “Come mai si è approvato tale appuntamento revisionista in spazi comunali?”.

“Ciò che come FDI ci stupisce – scriove il coordinatore provinciale – non è tanto l’ostinato tentativo di revisione storica da parte dell’estrema sinistra, a cui tristemente ci hanno abituati con patetici e ripetuti tentativi di associare le foibe alle fake news, o al descrivere URSS e Germania Est come paradisi in terra. Ciò che ci preoccupa e per il quale chiediamo chiarimenti è il fatto che il Comune permetta che un simile “convegno” dal sapore negazionista si svolga in ambienti ricreativi che dovrebbero essere pubblici: in una città dove è stata da poco approvata una via intitolata alla Martire delle foibe Norma Cossetto, appare più che mai vergognoso che si permetta lo svolgimento di questo evento in un luogo che sarebbe comunale e di tutti i cittadini”. Da qui la richiesta di chiarimenti al Comune, “domandando come mai si è approvato tale appuntamento revisionista in spazi comunali”. 

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