Strage di Sassuolo, allarme femminicidi
“Scia di sangue che ci chiama tutti in causa”
Lutto cittadino il giorno dei funerali
Scampati al massacro il bisnonno e la nipote

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Strage di Sassuolo: il recupero delle salme

18/11/2021 – Il Comune di Sassuolo ha deciso di proclamare una giornata di lutto cittadino nel giorno dei funerali di Elisa Mulas, di sua madre Simonetta Fontana, e dei figli Ismaele e Sami, uccisi ieri dal papà nonché ex compagno di Elisa, Nabil Dhari, che dopo aver sterminato la famiglia, si è tolto la vita..

“Una tragedia immane, improvvisa, che ha colto di sorpresa tutti noi e ci ha colpito a fondo nei sentimenti”, ha sottolineato il sindaco Gian Francesco Menani.

Dalla strage è scampata, perchè a scuola, la figlia che Elisa Mulas aveva avuto da una precedente relazione, ed è sopravvissuto anche il bisnonno dei due bimbi uccisi.

L’uomo, ultranovantenne, padre di Simonetta Fontana, la suocera uccisa, si trovava a letto perché in condizioni di salute precarie.

LA TESTIMONIANZA DI ENRICO MULAS, IL PRIMO A ENTRARE NELLA CASA

“Mi hanno chiamato dalla scuola, perchè a casa di mia sorella nessuno rispondeva. Quando sono arrivato qui sotto c’era una pattuglia, avevo le chiavi. Siamo saliti, ho aperto la porta, ho visto un corpo a terra…”, è la drammatica testimonianza di Enrico Mulas, fratello della 43enne Elisa.

Enrico è stato il primo ad aprire la porta di casa, dopo che dalla scuola dove si trovava la figlia primogenita della vittim,a lo avevano chiamato per chiedere chi sarebbe venuto a prendere la bambina . “§elisa è stata una ragazza sfortunata, ha incontrato le persone sbagliate. Lei, la mamma e i bimbi ci lasciano un grande vuoto”, aggiunge.

La Procura per i minorenni di Bologna intanto ha disposto il collocamento in protezione per la ragazzina sopravvissuta.

ISTITUITO UN FONDO DI SOLIDARIETA’

Il Comune ha messo a disposizione il Fondo di Solidarietà Città di Sassuolo, che esiste da oltre dieci anni, per raccogliere piccole e grandi donazioni da devolvere interamente alla piccola. Il fondo ha un iban – IT 27 T 02008 67019 000100984467 – e la causale da indicare al momento del versamento è ‘SOSTEGNO MINORE VIA MANIN‘.

ENRICO AIMI FORZA ITLIA) : QUESTA E’ FOLLIA, L’ISLAM NON C’ENTRA

“Una disperazione che si è fatta follia, non ci sono altre parole per definire l’orrore avvenuto a Sassuolo. Non c’entrano, ne’ la cultura patriarcale – come hanno sostenuto alcune donne del pd – ne’ la religione islamica: ne’ l’una, ne’ l’altra, contemplano nell’epilogo finale il suicidio. È vero che in molti Paesi islamici esiste, purtroppo – e ben radicata – la lapidazione per la moglie infedele, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso, che ha più a che fare con la psichiatria che con retaggi culturali o religiosi. Sostenere il contrario, per ragioni ideologiche, non rende un buon servizio alla verità.” Così il Sen. Enrico Aimi, coordinatore regionale di Forza Italia.

La polizia scientifica in via Manin

FIORINI: FEMMINICIDI, ORMAI E’ ALLARME SOCIALE

” Ennesimo femminicidio. Ennesima strage in pochi giorni. La mia vicinanza alla bambina sopravvissuta a tutti i familiari e parenti delle vittime. Purtroppo siamo davanti ad un allarme sociale. Un fenomeno che sta dilagando sempre più. Nella nostra provincia siamo purtroppo al terzo delitto in tre giorni. Fatti di una violenza inaudita, femminicidi che riportano alla luce tutte le fragilità della nostra società. Serve un lavoro congiunto, uno sforzo di tutte le rappresentanze politiche e delle istituzioni affinché si creino le condizioni per impedire queste stragi a danni di poveri bambini innocenti e donne.
Come Lega ci siamo sempre attivati per creare maggiori tutele verso le categorie più deboli e più a rischio, ne è un esempio la legge Codice rosso. Vanno, oggi più che mai, anche educate le nuove generazioni al rispetto della donne e dei soggetti fragili. Mi attiverò personalmente per sensibilizzare ulteriormente il parlamento sul tema già fortemente sollecitato dalle proposte dei nostri dipartimenti e interrogherò i ministri competenti perché si attivino sul territorio”.
Così la deputata emiliana della Lega, Benedetta Fiorini.

ROBERTA MORI: UNA SCIA DI SANGUE CHE CI CHIAMA TUTTI IN CAUSA

“In questa giornata in cui affrontiamo la fragilità della lotta globale alla violenza sulle donne, il mio e nostro pensiero va a Elisa Mulas, a sua madre e ai suoi bambini innocenti, vittime della strage familiare avvenuta ieri a Sassuolo. Una tragedia che si configura come femminicidio. C’è una violenza radicata e diffusa che richiede l’impegno costante e sistemico della politica e della comunità tutta. Il nostro pensiero va anche alla donna uccisa stamattina dal marito a Montese, nel modenese. Due efferati femminicidi in due giorni, una scia di sangue che ci chiama tutti in causa“. Così Roberta Mori, consigliera regionale del Pd e coordinatrice nazionale delle Commissioni pari opportunità di Regioni e Province Autonome, nell’illustrare la risoluzione del Pd per impegnare la Giunta e l’Assemblea legislativa a promuovere iniziative di sostegno delle donne turche dopo il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul e a chiedere all’Ue di stigmatizzare la decisione del governo Erdogan, rilanciando l’attuazione della Convenzione contro la violenza sulle donne e domestica.

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“Non posso che partire da questi fatti di sangue – spiega Mori -, per motivare la risoluzione che siamo a discutere oggi, per rilanciare ogni strumento che concorra a superare i femminicidi che, nel nostro Paese, l’anno scorso, segnato dai lockdown, sono stati 116: 99 in ambito familiare-affettivo, 5 in più rispetto al 2019. Quest’anno, fino a fine settembre, il dipartimento della Pubblica sicurezza ha registrato 206 omicidi, di cui 86 femminicidi: 73 donne in ambito familiare o affettivo e 52 per mano del partner“. 

“Per questo – sottolinea Mori -, non possiamo sottovalutare la minaccia rappresentata dal recesso – avvenuto lo scorso marzo – della Turchia dalla Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne e domestica, sottoscritta a Istanbul nel 2011. Va riaffermata la cultura dei diritti, del rispetto della dignità umana, contrapposta all’oscurantismo di ritorno in tante parti del mondo”. “Il ritiro del Governo di Erdogan dalla Convenzione – prosegue – ha innescato forti preoccupazioni e vibranti proteste in Turchia, dove l’anno scorso, secondo le statistiche ufficiali, oltre 300 donne sono state vittime di femminicidio. C’è il rischio concreto che l’Ue rimanga inerte di fronte alla protervia di Paesi che calpestano i diritti umani. Lo vediamo oggi, dopo che l’abbandono delle forze internazionali dall’Afghanistan ha lasciato via libera al ritorno al potere del regime talebano”.

Abbiamo emendato questa risoluzione – spiega Mori – per prendere una netta posizione in merito alla crisi umanitaria afghana, sollecitando le autorità nazionali ed europee a un impegno volto in particolare alla protezione delle donne afghane, private dei diritti fondamentali e di ogni soggettività. Ogni giorno cresce il numero dei femminicidi: le donne che non si piegano, le atlete che non rispettano il divieto di praticare sport vengono cercate e uccise, come è accaduto alla giovane pallavolista Mahjubin Hakimi. E le attiviste per i diritti umani vengono perseguitate e assassinate, come la docente di economia Frozan Safi e le sue compagne di lotta”.

Anche in Italia siamo inadeguati nell’attuare compiutamente la Convenzione – rimarca Mori -: norme frammentate, poca prevenzione, una formazione incompleta, un’insufficiente organicità nel supporto ai centri e servizi antiviolenza rendono necessario un intervento più unitario e più incisivo”. “La Regione – aferma la consigliera dem – sta facendo la propria parte, attuando la legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere. Adesso, con l’attuazione del Piano 2021-23 contro la violenza sulle donne, ha non solo rafforzato il coordinamento dei centri antiviolenza, la progettualità e il protagonismo dei territori, il sostegno alle vittime e il recupero dei maltrattanti, ma ha anche declinato trasversalmente, in ogni ambito, misure paritarie e di empowerment femminile, con l’ambizione di contribuire a un cambiamento culturale”. “Con questa risoluzione – conclude – ci impegniamo a tenere alta l’attenzione su quanto sta succedendo in Turchia, Europa e Afghanistan. Sollecitiamo il necessario impegno all’attuazione della Convenzione di Istanbul da parte di tutti i Paesi, compresa l’Italia”.

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Una risposta a 1

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    19/11/2021 alle 15:58

    I numeri ISTAT non seguono le ideologie femministe estreme o “woke”. Nel 2019 gli omicidi in tutta Italia sono stati 315: 204 uomini e 111 donne. Dispiace dirlo, ma siamo ancora lontani dalla parità di genere … (spero si comprenda cosa voglio dire!)
    Non si evidenzia nessuna strage di donne, le uccisioni delle femmine del genere Homo sapiens sono poco più di un terzo del totale. E questo non è un parere, ma un fatto.
    Ovviamente mi aspetto reazioni indignate e rabbiose da alcune appartenenti al “gentil sesso” … che mi accuseranno della “qualunque”: … misogino, violento, maschilista … e via con la fantasia.
    Se poi dicessi che, (secondo i freddi numeri), in Italia è in atto un “maschicidio” (da sempre) e non un “femminicidio” … apriti cielo !
    In queste discussioni ideologizzate, di moda, per le quali si fanno convegni, conferenze, trasmissioni televisive (dedicate alle casalinghe), parlano sociologi, psicologi, politici, “maitre a penser”, femministe, “woke”, “gender fluid”, genitore 1 e genitore 2, Lgbt, giornalisti dell’emozione, e spazzatura varia … non è il cervello che produce idee, ma il basso ventre … anche nella parte digestiva terminale …
    Un saluto alle lettrici e ai lettori, (quelle e quelli pensanti …😊)
    Alessandro Raniero Davoli

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