La guerra di Rivaltella
Ferrarini, serrata e tutti in ferie
nel giorno del picchetto a Banca Intesa

30/11/2021 – Ormai è scontro frontale sulle sorti del gruppo Ferrarini (sottoposto a tre concordati per un debito complessivo di circa 900 milioni) sul quale pende la spada di Damocle della vendita all’asta di villa Corbelli a Rivaltella, prestigiosa sede del gruppo e del ciclo produttivo dei prosciutti cotti. La famiglia Ferrarini ha deciso di chiudere gli impianti e di mettere in ferie il personale di Rivaltella e di Lesignano nè Bagni (prosciutti crudi) nella giornata di giovedì 2 dicembre. Serrata duramente stigmatizzata oggi dalla Cgil di Parma (qui sotto il documento della Flai), ma che si spiega con la spedizione dei dipendenti in centro a Milano, appunto il 2 dicembre, sotto la sede direzionale di Banca Intesa, decisa dai lavoratori, sotto la spinta dei delegati Cisl e Uil della Rsu, che hanno sconfessato le loro stesse organizzazioni sindacali.

I pullman sono pronti e le autorità avvertite: oltre ai dipendenti di Rivaltella, la manifestazione coinvolge i lavoratori di Lesignano e della Vismara di Casatenovo. L’obiettivo dichiarato è indurre Banca Intesa a fermare la vendita all’asta – che metterebbe a rischio la continuità aziendale con lo spettro del fallimento per Ferrarini SpA – ma il punto è che non è stata l’antica Cà de Sass a promuovere la procedura coattiva. Banca intesa ha chiarito la questione nella risposta a una lettera indirizzata il 23 novembre dalla Rsu a Carlo Messina, amministratore delegato del principale gruppo bancario italiano.

“Particolare scalpore e forte preoccupazione ha sollevato tra noi dipendenti la notizia della messa all’asta della villa di Rivaltella – hanno scritto i delegati Rsu – Siamo allora perplessi perché la banca da Lei amministrata risulti ad oggi come unico soggetto richiedente l’asta, a fronte della rinuncia degli altri istituti di credito coinvolti e, oltretutto, di un vantaggio inesistente per la Vostra banca sul piano creditorio… Questa procedura, che poggia su basi del tutto irrazionali, ha come conseguenza l’arresto occupazionale di 215 persone…”.

A stretto giro la risposta del ceo Messina: “Intesa Sanpaolo è un creditore intervenuto, che non ha avviato né dato impulso all’azione esecutiva, ed è titolare, anche secondo il giudice dell’esecuzione, del diritto di partecipare alla distribuzione del prezzo che sarà ricavato dalla vendita nel rispetto delle prelazioni dei creditori che la precedono e che, allo stato, non risulta abbiano rinunciato all’azione esecutiva”.

L’amministratore delegato ricorda inoltre che esiste “un’incompatibilità dell’attività produttiva” su villa Corbelli, come da perizia dell’estimatore nominato dal Tribunale. E infatti il gruppo Pini – presentatore della proposta concordataria insieme alla bad bank di Stato Amco – “si è impegnato a realizzare – entro l’arco temporale del piano – un nuovo impianto destinato alle attività produttive della Ferrarini Spa, ubicato ove possibile nel comune di Reggio Emilia”. Quanto all’impegno di Intesa su questo fronte, l’istituto “assieme a un altro creditore e a partners industriali di primario livello”, ha proposto “la prosecuzione dell’attività in un idoneo stabilimento situato a poca distanza nello stesso comune di Villa Corbelli”.

La mossa dei dipendenti appare disperata, sia perché la vendita all’asta fissata per il prossimo 14 dicembre a questo punto non può essere fermata, sia perchè Rivaltella sarebbe comunque inagibile dal punto di vista produttivo a causa di una serie di irregolarità sedimentate nel tempo. C’è chi ipotizza un estremo tentativo della famiglia di bloccare l’esecuzione mobiliare nei confronti della signora Lina Botti, vedova del compianto Lauro Ferrarini.

Intanto, con le procedure di voto in remoto, i creditori della Società Agricola Ferrarini hanno approvato il concordato con grossi sacrifici per i chirografari che hanno in capo 188 milioni di crediti su circa 254, e riceveranno non più del 16% in tre rate fra alcuni anni: ma, come dichiarato dal commissario Spattini, la possibilità di realizzare il concordato della Saf dipende dal concordato della casa madre. Che è appeso a un filo.

Prosciuttificio e stagionatura Ferrarini a Lesignano nè Bagni

CGIL DI PARMA: INGIUSTIFICATA E INSPIEGABILE LA CHIUSURA DEL 2 DICEMBRE

La scrivente O.S. apprende con sorpresa e stupore, della chiusura dei reparti produttivi dello stabilimento di Lesignano de’ Bagni prevista per il giorno 02.12 p.v. , di cui ha ricevuto notizia da parte dei lavoratori.
Riteniamo totalmente ingiustificata ogni decisione presa da parte della Direzione Aziendale, di inibire il luogo di lavoro ai dipendenti della Ferrarini S.p.A. , senza darne giustificazione alcuna e dettata da mere ragioni riguardanti la difficile situazione legata alla procedura concorsuale in atto.
In un momento dove la produzione aziendale vede una significativa ed importante ripresa dei volumi e con l’avvicinarsi del periodo natalizio che per il settore è momento favorevole per incrementare volumi e giro d’affari, la decisione unilaterale presa dalla proprietà, risulta alquanto anomala ed inspiegabile.
Inoltre non essendoci apparentI motIvaZioni a fondamento della decisione presa, ed essendo un diritto dei lavoratori poter esercitare la propria prestazione lavorativa così come previsto dai contratti individuali propri dei dipendenti, la scrivente O.S. sottolinea e ribadisce che ogni lavoratrice ed ogni lavoratore dello stabilimento di Lesignano, a cui venisse negato l’accesso ai locali produttivi e quindi lo svolgimento della normale lavorazione in base al proprio orario giornaliero, dovrà essere retribuito secondo quanto previsto dal CCNL applicato.
Visto quanto stabilito di comune accordo nell’ultimo incontro tenutosi presso la sede di Reggio Emilia con la Direzione Aziendale, di un percorso condiviso volto alla ricerca di garantire per l’occupazione e la continuità aziendale, l’atteggiamento e le scelte prese dalla Società in questo frangente, sono diametralmente opposte a quanto ribadito in tale occasione, pertanto la scrivente O.S. , invita la Ferrarini S.p.A. a rivedere la decisione presa, con la riserva di tutelare in ogni forma e modo le maestranze penalizzate da tale scelta. (FLAI CGIL PARMA)

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2 risposte a La guerra di Rivaltella
Ferrarini, serrata e tutti in ferie
nel giorno del picchetto a Banca Intesa

  1. alessandro Rispondi

    30/11/2021 alle 15:54

    Perché non vanno a protestare sotto la casa dei Ferrarini e chiedere dove sono finiti tutti quei milioni scomparsi? Basterebbe che la Lina Botti restituisse i soldi preso in prestito.

  2. gianni Rispondi

    01/12/2021 alle 10:00

    Che commedia ! Cosa dice Unindustria ?

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