Imboscata del Pd nel bosco urbano di Baragalla”
Ovvero, quando la politica si fa piccola piccola

Riceviamo da REC-Reggio Emilia in Comune

14/11/2021 – Abbiamo scoperto con stupore che l’iniziativa “Passeggiata nel verde spontaneo di via Dimitrov“, promossa apparentemente dal Comune di Reggio Emilia (tramite volantini con il logo comunale affissi in tutto il quartiere), era in realtà un momento organizzato dal Circolo Pd 4. Una dinamica che reputiamo scorretta e democraticamente grave.

Ieri mattina infatti diversi cittadini (non troppi a dire il vero) hanno risposto all’invito del Comune di Reggio Emilia a partecipare ad una camminata nel verde del quartiere, presenti l’assessore Carlotta Bonvicini e il dirigente Paolo Gandolfi. Oggi sulla stampa la sorpresa: “Il circolo Pd 4 ha organizzato una camminata in zona Baragalla con assessori e tecnici per illustrare problemi e osservazioni sul territorio“.

La questione porta a riflettere sul livello di democrazia e trasparenza cittadina: come è possibile che i cittadini vengano invitati a partecipare ad una iniziativa del Comune per poi imparare, il giornodopo, che si tratta di attività di partito? Come è possibile che gli uffici di un assessorato siano a disposizione di un circolo politico? Come è possibile che il Pd utilizzi gli strumenti comunicativi comunali per promuovere, nascondendolo in prima battuta, momenti di riflessione interni ad un loro circolo?

Non sono domande banali, su questo esigiamo una risposta.

Esigiamo una risposta perché noi, come associazione politica, abbiamo sempre messo la faccia nella battaglia per il Bosco Urbano di Baragalla. Quando ci fu chiesto dai residenti di organizzare un’escursione con il botanico Ugo Pellini (con il triplo dei partecipanti rispetto alla camminata del Comune/Pd) ci fu anche chiesto di inserire il nostro logo nel volantino dell’iniziativa.

In Consiglio Comunale, sempre il Pd, ha accusato le forze intente a supportare la vertenza per il bosco di “strumentalizzare” la vicenda. Una lezione politica che oggi fa ancor più ridere alla luce di questo spiacevole episodio.

Scopriamo inoltre che il Circolo Pd 4 ha un gruppo di lavoro sul territorio e che da tempo si sta occupando di Baragalla, ci chiediamo: dove eravate negli ultimi 5 mesi? Perché non vi siete confrontati con chi si sta battendo per l’area? Perché correre ai ripari dopo un servizio sul Tg1? In effetti la riposta è banale: stiamo combattendo battaglie diverse. Questo è quanto si evince leggendo le poche righe prodotte dal circolo 4 del Pd con le quali si definisce il Bosco Urbano di Baragalla una “quota marginale dell’insieme di aree verde della zona”. Quindi sacrificabile secondo un computo quantitativo e non qualitativo. Tutte le restanti proposte del Pd (forza che, ricordiamo, in consiglio comunale ha definito il Bosco “una discarica con topi“) in realtà non sono proposte: sviluppare le ciclabili e alberare l’area, così come indicato dal circolo 4, sono in realtà tutti elementi già inseriti nel Pua Ti 2-15 e Ti 2-16. Non capiamo il senso di rilanciare idee già formalizzate nel tempo con le concessioni e le autorizzazioni successive tra privati e amministrazione.

L’unico dato positivo di questa sortita con effetto “vedo e non vedo” del Pd è che finalmente, anche a livello di quartiere, sono chiare le posizioni: noi vogliamo salvare un bosco urbano (nella pianta del nuovo PUG dedicata alle strategie di forestazione e rinaturalizzazione quell’area è indicata come “bosco esistente”), il Partito Democratico no.

(Reggio Emilia in Comune)

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