Fondazione (GI)Sport
Lo strano caso di Roncocesi

Via la società di base, dentro il colosso privato (e contributo doppio…)

DI GIANLUCA TORTORA E FEDERICO PREDIERI*

27/11/2021 – Lo sport è sinonimo di competizione, confronto, sempre nel rispetto delle regole che devono garantire e legittimare la performance di una competizione sia del singolo atleta, sia di una squadra.

Le recenti vittorie conseguite dallo sport nazionale a livello mondiale ed europeo hanno rigenerato interessi e ci si augura la partecipazione di molti sin dalla giovane età alle discipline sportive. Certo, per poter plasmare atleti in grado di competere a livello professionale non solo è importante iniziare in giovane età a praticare una disciplina, ma altresì avere talento e poterlo coltivare.

Molti professionisti hanno invitato così le nuove generazioni di sportivi a non lesinare sacrifici ed allenamento per raggiungere traguardi importanti, quelli per i quali in molti abbiamo gioito, ci siamo emozionati e per i quali ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani.

Sicuramente non agevole si presenta la situazione per gli sportivi a livello locale, in quanto l’Amministrazione di Reggio Emilia non sembra aver osservato le regole di trasparenza, competizione o confronto in numerose iniziative in cui è protagonista la Fondazione dello Sport.

In particolare, in occasione dell’ultimo bando di gara del 29 luglio 2021 è stata preferita per la gestione di dell’impianto sportivo una società a scopo di lucro, rispetto ad un’Associazione Sportiva dilettantistica che da diversi anni lo gestiva con dedizione ed efficienza. La società scelta dalla Fondazione dello Sport è la società GISPORT srl, che per altro già gestisce altri impianti a Reggio.

L’impianto assegnato al nuovo gestore, società come detto con scopo di lucro e, secondo alcune voci “vicina” alla Fondazione dello sport, si trova in località Roncocesi, frazione da tempo dimenticata dal Comune, ma tenuta ben presente nel momento in cui ha fatto gola a qualcuno in ragione dei contributi che la Fondazione dello sport avrebbe erogato.

L’impianto sportivo di Roncocesi

 Per questo impianto, infatti, è previsto con l’ultimo bando un contributo annuale di 40.000 euro per il gestore per più di quattro anni: questo recita il bando di recente assegnato alla GISport, uno dei più alti contributi erogati dalla Fondazione dello Sport. In precedenza, infatti, il contributo che veniva riconosciuto al gestore del medesimo impianto, per soli tre anni, era la metà (euro 20.000).

Siamo a Reggio Emilia e dunque per l’Amministrazione e la sua Fondazione nulla è impossibile: anche perché è stato probabilmente disatteso lo stesso Statuto della Fondazione dello sport, dal momento che l’Ente dovrebbe sostenere, “…..ogni attività sociale tesa alla crescita della pratica motoria e sportiva (art.2 dello Statuto), ed ancora sostenere e promuovere “….attività del tempo libero legate all’associazionismo sociale (art.3 dello Statuto). Quanto sopra sempre, come recita il capoverso dell’art.2, “… con il perseguimento di politiche sportive e di attività del tempo libero aventi rilevanza sociale”, quello che non sempre, per ricorrere ad un eufemismo, costituisce il fine principale di una società avente legittimamente scopo di lucro.

Ma come si accennava, non è stato così e nessuno più di tanto se ne è indignato o sorpreso; alcune lamentele all’indirizzo della medesima Fondazione sono pervenute, invece, per alcuni ritardi che hanno penalizzato l’uso del Mirabello, dalla squadra del Valorugby .
Si aggiunga a tale vergognosa situazione quella che per anni ha visto concedere in uso (con bandi pubblici) impianti sportivi comunali non sempre a norma, chiedendo alle associazioni stesse di “sanare” le irregolarità e poi, quando tutto sembra essere stato completato, ecco che viene preferita una società per realizzare profitti servendosi dei fondi pubblici erogati dalla Fondazione dello Sport.

Dopo lunghi anni così, l’impianto di Roncocesi viene sottratto alla società dilettantistica che lo aveva curato e manutenuto e viene dato in gestione, con anche la dote di euro 40.000 di contributi per più di quattro anni, ad una società a responsabilità limitata di cui è stato anche Vice presidente in passato l’attuale Presidente della Fondazione dello Sport.

*FRATELLI D’ITALIA

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