Angeli e demoni, udienza-chiave
Si decidono i rinvii a giudizio, sentenza per Foti

10/11/2021 – Udienza chiave, domani mattina – giovedì 21 novembre – al Tribunale di Reggio Emilia, del processo sullo scandalo degli affidi illeciti che vede sotto accusa dirigenti e operatori del servizio sociali sovracomunali della Val d’Enza, con i suoi consulenti della Onlus Hans e Gretel di Torino, in primis lo psicoterapeuta Claudio Foti, e limitatamente alle responsabilità amministrative e politiche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti. Il giudice dell’udienza preliminare Dario De Luca si pronuncerà sulle richieste di rinvio a giudizio per 22 indagati, avanzate dal sostituto procuratore Valentina Salvi, mentre verrà emessa la sentenza nei confronti per altri due, appunto Claudio Foti e l’assistente sociale Beatrice Benati, che hanno chiesto il giudizio con rito alternativo.

“E’ stata sollevata un’eccezione sull’inutilizzabilità delle
intercettazioni e il gip dovrà preliminarmente esprimersi su questo – ha spiegato all’Adnkronos l’avvocato Francesca Guazzi, legale della psicoterapeuta Nadia Bolognini, tra gli indagati – Siamo in una fase di attesa e preparazione per quello che sarà il dibattimento, di questo siamo consapevoli, non abbiamo grandi aspettative”

“Sinceramente sono speranzoso, perché credo che il reato non ci sia – dichiara invece l’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Daniela Scrittore, funzionaria del settore politiche familiari del Comune di Reggio Emilia – Crediamo di avere ragione, non vedendo come esser prosciolta da un reato e non anche dall’altro. Noi abbiamo discusso chiedendo il proscioglimento, era originariamente indagata sia per abuso d’ufficio, per il noto appalto che il Comune aveva concesso alla società facente capo alla dottoressa Federica Anghinolfi (fra i principali indagati, ndr), di concorso nell’abuso d’ufficio per aver alterato l’esito di quel bando che assegnava l’incarico di formale personale socio-sanitario – dato poi alla società facente capo alla Anghinolfi – e di sviamento delle indagini. L’accusa di abuso d’ufficio cadde già nel corso delle indagini, è rimasta solo quella di sviamento di indagini, in ordine alla quale ho discusso per ottenere il proscioglimento già in udienza preliminare.

L’inchiesta Angeli e demoni esplosa a metà del 2019 rivelò,

  

secondo le ricostruzioni della Procura, un sistema che aveva per vittime proprio dei bambini innocenti, allontanati dai genitori in vari modi: attraverso disegni falsificati, cui venivano aggiunti dettagli a carattere sessuale, oppure con abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, relazioni manipolate sugli stati emotivi dei piccoli, travestimenti dei terapeuti da personaggi cattivi delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male,
denigrazione della figura paterna e materna.

Decine e decine i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori
naturali, rinvenuti dai carabinieri in un magazzino dove erano nascosti, che gli appartenenti ai Servizi Sociali indagati avevano volutamente omesso di consegnare ai piccoli.

Tutto questo per poi mantenere i minori in affido e

sottoporli ad un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese. Un business illecito di diverse centinaia di migliaia di euro, come evidenziarono gli stessi carabinieri di Reggio Emilia che effettuarono le indagini, di cui beneficiavano alcuni degli indagati,
mentre altri si avvantaggiavano a vario titolo dell’indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali, grazie ai quali venivano, inoltre, organizzati anche numerosi corsi di
formazione e convegni ad appannaggio della stessa Onlus, in elusione del codice degli appalti e delle disposizioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Gli indagati sono accusati, a vario
titolo, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso.

(FONTE: ADN KRONOS)

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