Affaire Ferrarini
Ricorsi respinti: Rivaltella va all’asta
E il debito della Saf cresce di 1,2 mln a favore di Bper

8/11/2021 – E’ lievitato ancora il debito della Società Agricola Ferrarini: ai 252 milioni di euro conteggiati nella relazione del commissario giudiziale Federico Spattini, si aggiungono 1 milione 242 mila 84 euro in capo a Bper Banca per ulteriori crediti su fidejussioni e garanzie fornite a Ferrarini Spa e Vismara Spa. Di conseguenza il debito oggetto della proposta di concordato ora supera i 253 milioni di euro.

E una delle notizie contenute nell’integrazione inviata a creditori dal ragionier Spattini in vista dell’adunanza convocata per domani mattina, 9 novembre in tribunale a Reggio Emilia, dopo il rinvio del 21 ottobre deciso a seguito della richiesta dell’Agenzia delle Entrate di chiarimenti a proposito delle conseguenze del concordato Ferrarini Spa sulla Saf.

Tali chiarimenti sono contenuti in una memoria della casa-madre, che tuttavia l’ha dichiarata “non ostensibile”, di fatto vietandone la divulgazione ai creditori di Saf “per ragioni di riservatezza”. Spattini, che ha potuto leggere tale memoria, nella sua integrazione assicura che la Spa sta lavorando in utile meglio del previsto. Basterà questo ai creditori, visto che lo stesso commissario aveva messo nero su bianco come la praticabilità della proposta concordataria Saf dipenderà dalle sorti della Spa, che intanto continua a veleggiare sotto l’ala del gruppo Pini, mentre i suoi creditori dovranno attendere il maggio 2022 per pronunciarsi sulla relativa proposta di concordato?

Villa Corbelli, sede del gruppo Ferrarini a Rivaltella

Sempre da questa integrazione, intanto, si apprende che il Giudice dell’Esecuzione con provvedimento del 2 novembre ha respinto i ricorsi presentati con diverse motivazioni dal gruppo Pini Italia, dal Mediocredito Centrale e dalla signora Lina Botti, vedova di Lauro Ferrarini, contro la vendita all’asta di Villa Corbelli, lo storico complesso di Rivaltella dove hanno sede la direzione e le produzioni del prosciutto cotto Ferrarini. Rivaltella andrà dunque all’asta il 14 dicembre, come previsto dall’ordinanza del 21 luglio scorso.

L’incertezza dunque regna sovrana, perché chi acquisirà le produzioni Ferrarini dovrà attrezzarsi con un piano di delocalizzazione della produzione dei cotti, nel territorio reggiano o fuori provincia. Ed è uno dei temi su cui sollecitano chiarimenti i sindacati nazionali degli alimentaristi Cgil, Cisl e Uil, che con una lettera del 4 novembre, firmata congiuntamente, hanno chiesto un incontro ufficiale a Lisa Ferrarini e ai vertici di Rivaltella e di Vismara.

La procedura esecutiva su villa Corbelli era stata promossa da Unicredit (il cui credito è stato poi comprato da Pini Italia), con l’intervento di Mediocredito Centrale, e Banca Intesa. Il Mediocredito aveva poi contestato le valutazioni del cespite, ritenute eccessivamente penalizzanti.

Pierluigi Ghiggini


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3 risposte a Affaire Ferrarini
Ricorsi respinti: Rivaltella va all’asta
E il debito della Saf cresce di 1,2 mln a favore di Bper

  1. Greta T. Rispondi

    12/11/2021 alle 15:02

    Ma…e le proteste davanti al tribunale? Gli striscioni in autostrada? I sit in davanti alle banche? I picchetti davanti a telereggio? RSU Ferrarini, ci siete ancora?
    Bla bla bla…

  2. Vittorio Rispondi

    12/11/2021 alle 16:37

    Ah ah ah, un anno fa facevano i leoni, sfidavano politici, giornalisti, pronti a marciare su Roma al grido di Pini Amco insieme tutti im campo. Ah ah ah.

  3. L'Eretico Rispondi

    13/11/2021 alle 19:36

    Sono curioso di vedere chi si aggiudicherà l’asta. Da questo fatto capiremo molte cose.

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