Trasporto malati al S. Maria Nuova: sotto sequestro la coop sociale First One Aid

19/10/2021 – Sotto sequestro sedi e mezzi della First One Aid Italia, la discussa cooperativa sociale sotto inchiesta da anni a Pavia e che col marchio Croce Amica ha l’appalto del trasporto malati all’intrerno del Santa Maria Nuova. Appalto strappato nel 2014 alla Croce Verde, con la famigerata logica del massimo ribasso. Appalto quadriennale dal valore di 2,5 milioni di euro e che sarebbe tuttora in prorogatio, in attesa del nuovo bando.

Comunque First Aid Italia (18 operatori a Reggio Emilia) si è consolidata con una nuova sede a Corte Tegge e quattro ambulanze per il trasporto di anziani e malati. Sede aperta poche settimane prima dell’arresto, avvenuto nel marzo scorso, dei fratelli Antonio e Francesco Calderone, originari di Messina, ritenuti gli amministratori occulti della First One Aid Italia, finiti ai domiciliari insieme al direttore generale e al responsabile appalti dell’Asst pavese.

L’indagine della GdF,coordinata dalla Procura di Pavia, riguarda reati di capolarato e appalti truccati per un valor complessivo di 11 milioni di euro.

Il provvedimento, ha fatto sapere la Gdf, rappresenta la naturale prosecuzione di un’indagine che, per l’appunto, nel marzo scorso aveva portato ai quattro arresti, “nonché a perquisizioni e sequestri di apparati informatici in diverse aree geografiche del Paese (Lombardia, Marche, Lazio e Sicilia), per i reati di turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture”.

“La cooperativa – scrive la Gdf – agiva tramite prestanomi, al fine di occultare la costante presenza ed effettiva direzione aziendale da parte di uno degli indagati già condannato in via definitiva nel 2017 per turbata libertà degli incanti, ed aveva escogitato un metodo infallibile per aggiudicarsi tutti gli appalti a cui partecipava: proporre prezzi talmente bassi che talvolta superavano il limite della anti-economicità e assicurare, solo formalmente, una folta flotta di mezzi. Peccato però che i bassi prezzi erano ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori e dal numero dei mezzi impiegati che era sensibilmente inferiore a quello previsto da contratto”.

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