Spacciatore tunisino ai domiciliari minaccia di morte l’amica che lo ospita
Ora è in carcere

13/10/2021 – Arrestato dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti il 25 agosto scorso, un tunisino di 28 anni aveva ottenuto gli arresti domiciliari in un’abitazione di Reggio Emilia, grazie alla disponibilità ad accoglierlo della proprietaria di casa. Tuttavia la convivenza non si è rivelata idilliaca tanto che l’uomo a seguito di una lite per futili motivi non avrebbe esitato, stando a quanto denunciato dalla donna, ad armarsi di un coltello minacciandola di ucciderla.

Per questi motivi il tribunale di Reggio Emilia, accogliendo  le richieste della Procura reggiana, concorde con le risultanze dei carabinieri della stazione di Corso Cairoli ha aggravato la misura degli arresti domiciliari sostituendola  con quella della custodia cautelare in carcere. Provvedimento eseguito ieri dagli stessi dai carabinieri che hanno condotto l’uomo alla casa circondariale di Reggio Emilia.

Il 28enne tunisino era stato arrestato la mattina del 23 agosto quando i carabinieri del nucleo e radiomobile della compagnia di Reggio Emilia, durante un servizio di controllo del territorio notavano in via Mascagni un giovane che si trovava nei sedili posteriori di un’autovettura. Alla vista dei carabinieri l’auto si metteva in movimento fermandosi poco dopo all’alt dei carabinieri con il tunisino che scendeva dall’auto dandosi alla fuga venendo subito inseguito dai carabinieri mentre l’auto, con a bordo probabilmente dei suoi clienti, si dileguava. Durante la fuga il tunisino prelevava le dosi di eroina cercando dapprima di ingerirle per poi lanciarle nei giardini e pertinenze di due private abitazioni. Una volta raggiunto e fermato i carabinieri recuperavano nei due giardini 28 dosi termosaldate di eroina In sua disponibilità anche 1.520 euro in contanti in banconote di vario taglio sequestrati in quanto ritenuti provento dello spaccio. Alla convalida l’uomo, data la disponibilità ad accoglierlo di un’amica, aveva ottenuto gli arresti nella casa di un’amica. Ma a quanto pare i domiciliari sono stati peggio della galera.

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