No Green Pass antifascisti : “duemila persone in piazza a Reggio”
Nuova mobilitazione sabato prossimo

24/10/2021 -No Green Pass ancora mobilitati, sempre più determinati, antigovernativi e declinati nel segno dell’antifascismo: ieri pomeriggio duemila persone – cifra fornita dal coordinamento “Uniti contro il Green Pass”- sono scese in piazza a Reggio Emilia in difesa “dei diritti sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo” e contro il governo, ritenuto responsabile di una “gestione criminale della pandemia”.

Davanti alla biblioteca Panizzi, durante il corteo è apparso uno striscione che ricordava l’art.9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura…”. Una cultura che oggi, sotto il governo Draghi, sempre secondo i prootori della manifestazione, “si è trasformata in privilegio, accessibile solo a chi ha il greenpass: a partire dai ragazzi che per andare a leggere un libro devono presentare un QR code, fino agli universitari che non possono seguire le lezioni senza esibire un lasciapassare. Per non parlare di cinema, teatri, musei, prima chiusi per i lockdown, ora diventati ulteriori luoghi di discriminazione“.

Per sabato prossimo è annunciata una nuova manifestazione, in contemporanea col corteo nazionale a Roma – al quale saranno in molti a partecipare anche da Reggio. “Costruiremo un evento in città fatto di musica, interventi, corpi – antiipano i No Green Pass – perché, come la cultura nello striscione che campeggia sul Teatro Valli, “non staremo al nostro posto” davanti al bullismo, nè di questo governo di scaricabarile né di chiunque voglia distruggere i nostri diritti e la Costituzione”.

cartello anti- Lamorgese appeso a finestra della Prefettura

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Una risposta a 1

  1. enrico barchi Rispondi

    25/10/2021 alle 08:50

    Sono d’accordo con i manifestanti quando chiedono l’ abolizione del green pass per accedere alle biblioteche, cinema, teatri, ove il controllo della temperatura, la sanificazione delle mani all’ ingresso e l’ uso costante della mascherina sono adeguati, anche senza esito del tampone e il certificato vaccinale.
    Sarebbe invece interessante conoscere quali sono le loro proposte in alternativa all’ obbligo in generale del green pass e al vaccino, che sono sicuramente strumenti imperfetti e verso i quali le persone sono in vari modi forzate, ma che al momento hanno consentito la riapertura delle attività , la ripresa del lavoro, la socializzazione, ecc.
    Nei Paesi che non le applicano come la Russia la situazione è quasi tragica, nei Paesi come l’ Inghilterra dove il green pass non esiste, si pensa di cambiare rotta e di introdurlo. Credo che occorra verificare l’ evoluzione dei contagi, ricoveri, decessi per almeno un paio di mesi, se la situazione rimanesse stabile, sarebbe corretto ridurne almeno i campi di applicazione, e quindi pensare a una successiva abolizione.
    E’ presto per capire e prevedere cosa succederà con l’ inverno

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