L’esecuzione di Silipo e il potere della ndrangheta
I misteri del delitto di Cadelbosco
Autopsia a Modena sulla salma del genero del pentito Cortese

25/10/2021 – Continuano in un riserbo quasi impenetrabile le indagini dei carabinieri, coordinate del sostituto procuratore di Reggio Emilia Piera Cristina Giannusa, sull’efferato delitto di Cadelbosco, dove sabato pomeriggio l’imprenditore cutrese Dante Sestito ha ucciso con un colpo di pistola alla testa il suo ex dipendente Salvatore Silipo, 28 anni, originario del crotonese e residente a Gualtieri, padre di due bambini e genero del collaboratore di giustizia Salvatore Cortese, ossia il pentito numero 1 della ndrangheta ionica e fra i principali accusatori di quel clan Grande Aracri che ha infettato forse irreparabilmente – con l’acquiscenza dei poteri pubblici – il territorio reggiano.

Cadelbosco, l’officina Dante Gomme dopo l’omicidio

Le modalità del delitto – il giovane fatto inginocchiare e freddato con un colpo di un revolver Smith & Wesson 44 Magnum rubato due anni fa a Pieve di Cento, delitto avvenuto di fronte a un fratello e a un cugino dell’ucciso e ad Antonio Sesisto, figlio dell’assassino – non possono far trascurare la pista della vendetta trasversale di ndrangheta.

Salvatore Silipo

D’altra parte si indaga sulle ragioni della convocazione di Salvatore Silipo insieme ai due parenti, sabato pomeriggio, nell’officina Dante Gomme: forse rivendicava degli stipendi arretrati, o forse doveva giustificarsi per l’ammanco di alcuni pneumatici dall’officina di via Verga. Sta di fatto che il genero del pentito Cortese, circa un mese fa, era stato licenziato dopo anni di lavoro nell’azienda del settantenne omicida, dove sembra fosse benvoluto dai compagni di lavoro e apprezzato dai clienti.

Dunque indagini in bilico tra uno scenario di criminalità organizzata (per il momento non confermato) e motivazioni più prosaiche, legate a contrasti tra dipendente e imprenditore, ma che cozzano con l’inaudita gravità e la stessa ritualità dell’esecuzione. Sestito sarà ascoltato mercoledì o giovedì per l’interrogatorio di garanzia, ma al momento ha scelto di non parlare. “Al momento”, ha precisato il legale Migale Ranieri, quindi non è escluso che il presunto omicida possa cambiare atteggiamento.

Intanto è stata fissata per domani, martedì, l’autopsia sul corpo del giovane calabrese di Gualtieri. si attendono riscontri alle dichiarazioni dei tre testimoni, che ai carabinieri e al pm hanno ricostruito la scena sconvolgente di di una esecuzione in piena regola. Mentre per sabato 30 il comune di Cadelbosco ha organizzato una fiaccolata in paese contro ogni forma di violenza: tuttavia gli allarmi lanciati anche quest’estate dai consiglieri di opposizione erano passati sotto silenzio.

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