Il delitto di Cadelbosco
Venerdì a Cutro i funerali di Salvatore Silipo

Arriveranno anche l’assessore De Franco e la consigliera Perri, invitati a un convegno

Giovedì commiato a Coviolo, poi la partenza della salma per la Calabria

27/10/2021 – Partirà per Cutro dalla camera ardente di Coviolo, nella giornata di domani giovedì 28, la salma di Salvatore Silipo, cutrese di Santa Vittoria di Gualtieri, padre di famiglia di 28 anni con due figli piccoli (una nata da pochi giorni), ucciso sabato con colpo pistola alla testa da Dante Sestito, 70 anni, titolare di una nota officina di pneumatici di Cadelbosco, e cutrese anche lui.

Salvatore Silipo

Prima di ammazzarlo con la Smith & Wesson rubata, Sestito lo ha fatto inginocchiare, presenti suo figlio Antonio, il fratello della vittima, Francesco, e il cugino Piero Mendicino: tutti e tre hanno assistito inorriditi al delitto a bruciapelo, tutti e tre avrebbero confermato la dinamica di quella che ha tutte le caratteristiche apparenti di un’esecuzione mafiosa. Si indaga anche sui contrasti per questioni di soldi (stipendi non pagati, ammanchi di pneumatici?) tra il giovane ucciso e il suo assassino. D’altra parte Dante Sestito, che anche ieri nell’interrogatorio di garanzia in carcere si è avvalso della facoltà di non rispondere, sarebbe “disperato” – come afferma il suo legale, l’ avvocato Luigi Colacino– perché “voleva mettere solo paura, non uccidere”. “Non può esser stata un’esecuzione – insiste il difensore, come scrive il Carlino Reggio – Sicuramente c’è la questione della rivoltella ( rubata a Pieve di Cento), sicuramente le minacce: l’intenzione era fare paura, ma è partito un colpo.si è comunque tratta di un incidente. Sestito non aveva alcuna volontà di uccidere”.

Parole che tuttavia sembrano dissolversi di fronte alla implacabile realtà dei fatti: lo sconvolgente scenario di un’esecuzione, e soprattutto il fatto che la giovane vedova di Salvatore Silipo è la figlia del pentito numero uno della ndrangheta ionica, Salvatore Cortese, accusatore del clan Grande Aracri.

Dunque, i funerali dell’ucciso non a Santa Vittoria, e nemmeno a Coviolo dove è previsto una breve cerimonia di commiato prima della partenza, ma direttamente nel paese natale, a Cutro, nella Chiesa Madre dov’è costudito il Crocifisso, nella giornata di venerdì.

E proprio nel giorno dei funerali, venerdì 29, a Cutro ci saranno anche l’assessore di Reggio Emilia Lanfranco De Franco e la consigliera comunale Palmina Perri di Reggio E’. Da tempo era programmata la loro partecipazione a un convegno nel centenario della morte del giurista dell’Ottocento Diego Tajani, magistrato di Cutro, senatore del Regno e Ministro della Giustizia con Depretis: fu il primo a parlare apertamente di mafia (anzi, maffia) nell’aula del Senato.

Nessuno posteva immaginare che la giornata di studi su Diego Tajani tra cultura della legalità e impegno meridionalista, nella sala polivalente Falcone e Borsellino, sarebbe coincisa con i funerali di un giovane cutrese, genero del pentito Salvatore Cortese, ammazzato da un altro cutrese a Cadelbosco, in quella bassa reggiana che per migliaia di cutresi è una seconda patria, nel bene e nel male.

Vignetta d’epoca sul giurista Diego Tajani

Il convegno, venerdì 29, sarà aperto alle 16 dal commissario straordinario di Cutro Girolamo Bonvissuto. Dopo la proiezione di un video realizzato da Francesca Travierso e Marco Ciconte, le introduzioni di Maurizio Mesoraca, presidente del centro studi Tajani, e della vicepresidente Francesca Falcone.

Quindi gli interventi di Lanfranco De Franco e Palmina Perri, del sindaco di Vietri sul Mare Giovanni de Simone e di Antonio Gazja (Vietri sul Mare). Infine le relazioni del professor Antonio Nicaso (La zona grigia: i contorni sfumati tra mafia e potere) e di Ercole Giapparini (Università della Calabria – Ndrangheta.complessità di lunga data). Modera l’incontro il giornalista Antonio Anastasi.

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