First Aid One, un affare che scotta
Aguzzoli e De Lucia al sindaco: “Via quell’appalto del trasporto anziani”

20/10/2021 – I consiglieri comunali Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli, che ora fanno gruppo insieme nella nuova Coalizione Civica, chiedono alla Giunta Vecchi di interrompere l’appalto in atto con la cooperativa sociale First Aid One – posta sotto sequestro dalla Procura di Pavia – che dal 2014 gestisce il trasporto pazienti all’interno del Santa Maria Nuova, dopo averlo strappato alla Croce Verde in una gara al massimo ribasso, e da inizio 2021 si è aggiudicata il trasporto anziani per conto di Asp Città delle persone, la “costola” del Comune che gestisce le strutture protette.

De Lucia e Aguzzoli hanno presentato una interrogazione dettagliata al sindaco, anche per conoscere la situazione di sicurezza dei mezzi utilizzati da First Aid One e denunciando che alla cooperativa sotto inchiesta non è stata neppure chiesta la certificazione antimafia.

Sulla vicenda prendono posizione nuovamente la Cgil provinciale e il sindacato Funzione Pubblica, che chiedono “tutte le verifiche necessarie in merito alla qualità dei servizi offerti agli utenti e al rispetto delle condizioni di lavoro e degli standard contrattuali per i dipendenti”.

IL DOCUMENTO DI AGUZZOLI E DE LUCIA: “INTERROMPERE IL RAPPORTO CON FIRST AID ONE. VOGLIAMO NERO SU BIANCO

Fa ancora discutere in consiglio comunale il caso della società di Pesaro First Aid One che a inizio anno ha vinto l’appalto per il servizio di trasporto di Asp Città delle Persone.

“La cooperativa – scrive la Guardia di Finanza– agiva tramite prestanomi, al fine di occultare la costante presenza ed effettiva direzione aziendale da parte di uno degli indagati già condannato in via definitiva nel 2017 per turbata libertà degli incanti, ed aveva escogitato un metodo infallibile per aggiudicarsi tutti gli appalti: proporre prezzi talmente bassi che talvolta superavano il limite della anti-economicità e assicurare, solo formalmente, una folta flotta di mezzi. Peccato però che i bassi prezzi erano ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori e dal numero dei mezzi impiegati che era sensibilmente inferiore a quello previsto da contratto.

Naturalmente, l’esiguo numero di mezzi sanitari presenti sul territorio comprometteva l’efficienza dei soccorsi a disposizione della collettività”.

“Inevitabili i disservizi conseguenti. Infatti, già dai primi mesi di operato, la qualità del servizio richiesto dall’appalto era molto al di sotto di quanto pattuito, creando numerose e continue inefficienze unite a sensibili ritardi e mancate prestazioni sanitarie, spesso confermate anche dalle segnalazioni pervenute dai pazienti trasportati e dai medici in servizio presso i presidi ospedalieri”.

Gli appalti venivano ottenuti anche a scapito della sicurezza dei trasportati in ambulanza: così, secondo la Gdf, la cooperativa First Aid One, si aggiudicava appalti in tutta Italia “con conseguenti gravi disservizi”.

Dalle videoriprese effettuate inalcune ambulanze, è risultato che venivano raramente eseguite le sanificazioni prescritte dopo il trasporto di ogni paziente soprattutto in tempo di pandemia: “una delle ambulanze monitorate, in 20 giorni di lavoro con trasporto di 92 pazienti è stata sanificata solo in 4 occasioni mentre un’altra, in 9 giorni di servizio e 86 pazienti trasportati, è stata sanificata un’unica volta”. 

First Aid One è una azienda che fa discutere. Le sigle sindacali CGIL-CISL-UIL hanno più volte segnalato e situazioni di irregolari che hanno portato a vertenze individuali rispetto a First Aid One, che, per arrivare a un’offerta con un ribasso di oltre il 25%, avrebbe quindi indicato costi del lavoro dei dipendenti molto inferiori ai minimi sindacali e avrebbe costretto i lavoratori a prestare anche attività come volontari.

A questo si aggiunge anche il fatto che, durante il periodo pandemico, è risultato chel’azienda non sanificasse i mezzi dopo l’utilizzo, esponendo a enorme rischio nonsolo gli operatori, ma anche i passeggeri di età avanzata e più deboli rispetto allamalattia. 

“Fino alla fine del gennaio 2021 il servizio era svolto da realtà del territorio, come Croce Verde, Croce Rossa e Pubblica assistenza di Castelnovo Sotto”, spiega ilconsigliere di Coalizione Civica, Dario De Lucia.

“Per l’appalto si sono fatti avanti due soli pretendenti: First Aid One di Pesaro, appunto, e Associazione volontaria pubblica assistenza Croce Maria Bambina di Milano (che è sempre controllata da persone di First Aid One)”

.”First Aid One ha vinto l’appalto al massimo ribasso con una tariffa di 20,90 euro a trasporto, una cifra talmente sotto soglia che è inspiegabile come possano tenere attivo il servizio, pagare adeguatamente i lavoratori e mantenere standar qualitativi adeguati.”

Già alle prime vicende giudiziarie De Lucia e Aguzzoli avevano presentato domandempuntuali su questa azienda, fino alla commissione del 15 aprile, dove si era chiesto se non fosse ipotizzabile una revisione della aggiudicazione, visti i pronunciamenti delle procure.

Le risposte furono negativaìe e venne fuori che a First Aid One non è stata chiesta la certificazione antimafia, in quanto necessaria solo per appalti di importo maggiore, e neanche l’accreditamento della Regione, richiesto solo per le prestazioni ospedaliere e ambulatoriali e quindi non questo servizio di trasporto.

“E’ ovvio che, anche a luce delle novità giudiziarie, non è possibile che ASP Città delle Persone (partecipata del Comune) che già aveva messo a bando al minimo ribasso il servizio, mantenga una collaborazione con società che, dal quel che si legge dagli atti della Procura, non rispetta i dipendenti e mette a rischio la salute delle persone in un periodo così delicato – rimarcano i consiglieri di Coalizione Civica – Abbiamo depositato una interrogazione per sapere la situazione delle sanificazioni dei mezzi usati da First Aid One a Reggio Emilia e se a fronte delle condizioni sopraggiunte dalla Procura di Pavia, il Comune ravvede le condizioni per interrompere l’aggiudicazione con First Aid One per l’importante servizio per gli anziani della comunità. Vogliamo nero su bianco una risposta pubblica e ufficiale”.

IL DOCUMENTO DELLA CGIL: TUTELARE I LAVORATORI, BASTA CON GLI APPALTI ESTERNI

“Caporalato, turbativa d’asta e frode in gare pubbliche per un valore di 11 milioni di euro sono tra le ipotesi di reato che hanno portato al sequestro dei beni di First Aid One e alla nomina di un amministratore Giudiziario da parte della Procura di Pavia.

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza anche con l’ausilio di telecamere nascoste, hanno evidenziato la scarsa igienizzazione e sanificazione dei mezzi utilizzati per il trasporto dei pazienti e condizioni di lavoro massacranti per i lavoratori.

Da anni la ditta in oggetto gestisce a Reggio Emilia l’appalto per i trasporti interni dei pazienti presso il Santa Maria Nuova e da inizio 2021 si è aggiudicata, con un’offerta al massimo ribasso, anche l’appalto per il trasporto esterno degli ospiti di Asp Reggio Città delle persone.

Alla luce di quanto sopra trovano purtroppo ulteriore conferma le preoccupazioni e gli allarmi che, a partire dal 2014 con l’assegnazione del primo appalto presso l’Ospedale Cittadino e continuando negli anni fino alla primavera scorsa, come Fp e Cgil avevamo lanciato ad Ausl, ad Asp e alla politica locale.

Per quanto ci riguarda, riteniamo indispensabile da parte di Ausl ed Asp, la messa in campo di tutte le verifiche necessarie in merito alla qualità dei servizi offerti agli utenti e al rispetto delle condizioni di lavoro e degli standard contrattuali per i dipendenti. Già in passato avevamo evidenziato e segnalato come ai dipendenti stessi fossero applicati condizioni salariali molto al di sotto della media dei contratti nazionali applicati dalla stragrande maggioranza delle aziende del settore” (CGIL PROVINCIALE, SINDACATO CGIL FUNZIONE PUBBLICA DI REGGIO EMILIA)

Infine, rimaniamo convinti, come già espresso nei mesi scorsi e nei confronti diretti avuti con gli Enti, che l’unica via che possa prevenire ed evitare il ripetersi di situazioni simili sia la re-internalizzazione dei servizi, ribadendo che la vera garanzia della qualità dell’assistenza al cittadino, sta nel Servizio Pubblico e non nella logica degli appalti, a maggior ragione se questi sono assegnati con la logica del massimo ribasso.

Come Fp e Cgil continueremo nei prossimi giorni a chiedere ad Ausl ed Asp tavoli di confronto volti ad affrontare la situazione, a tutelare i dipendenti coinvolti e garantire continuità e qualità complessiva del servizio per i cittadini.

Caporalato, turbativa d’asta e frode in gare pubbliche per un valore di 11 milioni di euro sono tra le ipotesi di reato che hanno portato al sequestro dei beni di First Aid One e alla nomina di un amministratore Giudiziario da parte della Procura di Pavia.

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza anche con l’ausilio di telecamere nascoste, hanno evidenziato la scarsa igienizzazione e sanificazione dei mezzi utilizzati per il trasporto dei pazienti e condizioni di lavoro massacranti per i lavoratori.

Da anni la ditta in oggetto gestisce a Reggio Emilia l’appalto per i trasporti interni dei pazienti presso il Santa Maria Nuova e da inizio 2021 si è aggiudicata, con un’offerta al massimo ribasso, anche l’appalto per il trasporto esterno degli ospiti di Asp Reggio Città delle persone.

Alla luce di quanto sopra trovano purtroppo ulteriore conferma le preoccupazioni e gli allarmi che, a partire dal 2014 con l’assegnazione del primo appalto presso l’Ospedale Cittadino e continuando negli anni fino alla primavera scorsa, come Fp e Cgil avevamo lanciato ad Ausl, ad Asp e alla politica locale.

Per quanto ci riguarda, riteniamo indispensabile da parte di Ausl ed Asp, la messa in campo di tutte le verifiche necessarie in merito alla qualità dei servizi offerti agli utenti e al rispetto delle condizioni di lavoro e degli standard contrattuali per i dipendenti. Già in passato avevamo evidenziato e segnalato come ai dipendenti stessi fossero applicati condizioni salariali molto al di sotto della media dei contratti nazionali applicati dalla stragrande maggioranza delle aziende del settore.

Infine, rimaniamo convinti, come già espresso nei mesi scorsi e nei confronti diretti avuti con gli Enti, che l’unica via che possa prevenire ed evitare il ripetersi di situazioni simili sia la re-internalizzazione dei servizi, ribadendo che la vera garanzia della qualità dell’assistenza al cittadino, sta nel Servizio Pubblico e non nella logica degli appalti, a maggior ragione se questi sono assegnati con la logica del massimo ribasso.

Come Fp e Cgil continueremo nei prossimi giorni a chiedere ad Ausl ed Asp tavoli di confronto volti ad affrontare la situazione, a tutelare i dipendenti coinvolti e garantire continuità e qualità complessiva del servizio per i cittadini”.

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