Ex dipendente ricatta l’azienda
Arrestato a Brescello insieme alla figlia
Trentamila euro per il silenzio su presunte irregolarità

16/10/2021 – Sventolando documenti e fotografie che avrebbero dimostrato irregolarità amministrative di un’azienda di Brescello, avevano preteso 30.000 euro in cambio del loro silenzio, altrimenti avrebbero denunciato tali irregolarità. Responsabile della condotta estorsiva un ex dipendente della stessa azienda taglieggiata il quale nella tarda serata di ieri, insieme alla figlia (che però è rimnasta in auto), si è presentato per riscuotere i soldi del ricatto.

Non sapeva che il titolare si era rivolto ai carabinieri di Brescello che, ai colleghi del nucleo operativo di Guastalla si sono appostati nell’azienda e hanno bloccato i due con il denaro in mano.

Con l’accusa di concorso in tentata estorsione i carabinieri della stazione di Brescello e del Nucleo Operativo di Guastalla hanno arrestato un casertano di 53 anni residente a Guastalla e lsua figlia di 24 anni 24enne abitante a Cadelbosco Sopra, in attesa delle decisioni della Procura di Reggio Emilia. Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno anche sequestrato una chiavetta usb, consegnata dall’ex dipendente all’imprenditore all’atto dello scambio con i soldi: contiene foto di fatture ora al vaglio dei carabinieri, che l’imprenditore sostiene essere false.

Il titolare dell’azienda, un 32 enne residente a Brescello, il 13 ottobre aveva presentato denuncia per estorsione. Ieri sera l’epilogo, con i Carabinieri che si recavano nei capannoni dell’azienda dove era stato concordato un appuntamento per la consegna del denaro in cambio del materiale “compromettente”). Intorno alle 20  arrivava l’ex dipendente a bordo della sua auto condotta dalla figlia. All’interno del capannone entrava l’uomo, che consegnava all’imprenditore una chiavetta USB ricevendo in cambio una busta con la somma di 30 mila euro. Al termine dello scambio l’ex dipendente risaliva nella macchina dove si trovava la figlia. I due venivano subito raggiunti e bloccati dai carabinieri appostati nei pressi che recuperavano la busta con il danaro che l’uomo aveva tra le gambe.

Accertati i fatti e ravvisando a carico dei due lo stato di flagranza in ordine al reato di tentata estorsione in concorso, padre e figlia venivano condotti in caserma e dichiarati in stato d’arresto. Al momento dell’arresto la donna ha inveito contro l’imprenditore con ingiurie e minacce.

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