Evento mondiale a Reggio: esposto al pubblico
il codice del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore
Allungato l’orario: dalle 9.30 alle 19 di venerdì

21/10/2021 – E’ stata estesa a tutta la giornata di venerdi 22 ottobrel’esposizione pubnblica, nel Museo diocesano di Reggio Emilia, del codice reggiano del Liber Figurarum , una delle tre copie esistenti al mondo (e la prima ritrovata negli anni ’30 da monsignor Leone Tondelli) dell’opera teologica fondamentale di Gioacchino da fiori.

Il Liber potrà essere visto dalle 9,30 alle 19 di venerdì, mentre sino a ieri sera era annunciata una esposizione limitata a un’ora e mezza, dalle 17,30 alle 19. L’eccezionale numero di richieste, e le perplessità sollevate rispetto a una decisione così restrittiva, hanno fatto tornare sui loro passi gli organizzatori – Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi e associazione Città di Reggio – che in tarda mattinata hanno annunciato l’allungamento dell’orario. L’ingresso e le visite guidate sono gratuiti.

20/10/2021 – Evento culturale di portata internazionale a Reggio Emilia: sarà esposto al pubblico il codice miniato medievale del Liber figurarum di Gioacchino da Fiore. La rarissima opera (quella di Reggio è una delle tre copie esistenti al mondo, e la prima ad essere ritrovata negli anni 30 del secolo scorso) in corso di restauro avanzato, sarà visibile soltanto per un’ora e mezzo, dalle 17,30 alle 19 di Venerdì 22 ottobre, nella sede del Museo Diocesano d ivia Vittorio Veneto 6.

L’esposizione straordinaria al pubblico è promossa dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e dall’Associazione Città di Reggio. L’ingresso e le visite guidate sono gratuiti. 

L’evento è davvero eccezionale, anche se non si comprende la brevità dell’esposizione, compressa in meno di due ore (con molte persone che inevitabilmente non potranno vedere uno dei tesori culturali principali di Reggio) quando invece il codice Reggiano è stato esposto quest’estate alla grande mostra dantesca di Forlì. Misteri della Chiesa.

Il codice reggiano del Liber Figurarum nella sua teca

Sarà comunque presente il vescovo Massimo Camisasca, teologo e scrittore, che si è reso disponibile a risponde alle domande su Gioacchino da Fiore, l’abate, mistico e teologo calabrese vissuto nel XII secolo, che ha avuto una influenza straordinaria anche nella formazione del pensiero moderno, tenuto in bilico tra eresia e santità per secoli. Oggi è in atto ufficialmente la causa di beatificazione da parte della Chiesa cattolica, avviata dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Il Liber figurarum è un’opera artistica mirabile, in cui la visione trinitaria gioachimita e gli stessi misteri del Cristianesimo vengono narrati e spiegati con la potenza di immagini straordinariamente “moderne”, che hanno la proprietà di rendere accessibili i concetti più arcani, come quello della Trinità.

“C’è chi crede che la storia umana sia percorsa da simmetrie ricorrenti, personalità e circostanze che si ripresentano nei secoli – così commenta l’Associazione Città di Reggio, annunciando l’evento – il Liber figurarum ha la pretesa coraggiosa (e oltraggiosa) di fissarle sulla carta, varcando con l’inchiostro e un pensiero tanto originale quanto profondo la precarietà e i dolori di un’epoca per noi lontana, nel tentativo di intravedere l’eterno e il rinnovamento finale dell’umanità”.

Dante lo tenne presente nello scrivere la Divina Commedia, tanto da citarlo nel Paradiso e come “il calavrese abate Gioacchino / di spirito profetico dotato”. E al punto di descrivere il mistero della Trinità nel XV canto (“Quell’uno e due e tre che sempre vive/e regna sempre in tre e’ndue e ‘n uno,/non circumscritto, e tutto circumscrive…”) come se avesse aperto proprio il Liber Figurarum sul suo scrittoio. Michelangelo si rifece alle stesse geometrie nell’affrescare la Cappella Sistina e Cristoforo Colombo lo ricorda nei suoi diari. Innumerevoli altri artisti, scultori e pensatori ne furono e ne sono tuttora influenzati.

La Trinità spiegata nel Liber Figurarum

Il Liber figurarum è la summa illustrata del pensiero di Gioacchino da Fiore, un teologo del dodicesimo secolo di enorme importanza nel pensiero occidentale. Convinto che la storia umana si potesse dividere in tre “regni” corrispondenti alle tre Persone della Trinità, tramite immagini enigmatiche e complesse tentò di intravedere i contorni della terza era, da lui ritenuta imminente, che avrebbe purificato l’umanità e portato termine a ogni dolore. La sua tensione profetica è ricca di sete di rinnovamento ed esercita un fascino immutato attraverso i secoli.

Il codice di Reggio Emilia è una delle tre copie esistenti al mondo (le altre sono a Oxford e Dresda), ed è stata la prima ad essere ritrovata nel 1937 in circostanze fortunose da monsignor Leone Tondelli, parroco di Bibbiano ed insigne biblista, quando il Liber si riteneva perduto da secoli, se non addirittura una leggenda. Le immagini (figurae) furono disegnate da Gioacchino in tempi diversi e poi radunate nel Liber  dai suoi seguaci.

Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito www.cittadireggio.it o presso la sede dell’Associazione in Piazza Prampolini 5 a Reggio Emilia (di fianco alla Cattedrale).

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