Condannato per violenza sessuale viola gli obblighi di dimora: giovane di 23 anni finisce in carcere
Aveva aggredito una ragazza a Correggio

24/10/2021 – Condannato a 4 anni in secondo grado per un brutale episodio di violenza sessuale avvenuto nell’estate del 2020, aveva ottenuto inizialmente gli arresti domiciliari, misura poi ridotta all’obbligo di dimora e di permanenza in casa nelle ore notturne. Ma lui, un 23enne abitante a Correggio, a violato quest’ultima imposizione: i carabinieri di Correggio lo hanno pizzicato fuori casa nella notte del 18 ottobre, e di conseguenza hanno segnalato la violazione alla Procura Generale presso la Corte d’Appello. Il sostituto Pg ha così chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura cautelare: la quarta sezione dell’Appello di Bologna ha emesso un’ ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai carabinieri di Correggio che hanno condotto il 23 enne in carcere.

Nel luglio 2020 il giovane, di notte, si era offerto di accompagnare a piedi una ragazza. Tuttavia nel tragitto verso casa le era saltato addosso, costringendola a subire pesanti atti sessuali. Non era riuscito ad andare oltre ai palpeggiamenti e agli strofinamenti grazie alla reazione decisa della ragazza, che poi ha denunciato l’aggressore, arrestato dopo un mese con l’accusa di violenza sessuale.

Il caso aveva suscitato scalpore:   econdo quanto accertato dai carabinieri di Correggio il giovane, unitosi al tavolo dove era seduta la coetanea in compagnia di altri suoi amici ed amiche, si era offerto di accompagnarla a piedi sin sotto casa. La ragazza si è fidata anche perché conosceva il giovane da tempo. Nel tragitto però lui ha l’afferrata al collo spingendola contro un muro, toccandola nelle parti intime e tentando di baciarla. Nonostante le resistenze della giovane, in un passaggio pedonale al buio ha cercato di convincerla ad avere un rapporto sessuale con lui, si è denudato e l’ha bloccata strofinandosi contro di lei, ma non riuscendo ad andare oltre sempre grazie alla reazione della malcapitata. Nell’immediato la ragazza non ha detto nulla, anche perché il giovane le aveva intimato più volte di non dire nulla: ma dopo essersi confidata con un amico si è rivolta ai carabinieri che al termine delle indagini avevano arrestato il ragazzo. Quindi l’iter processuale che ha visto il 23enne condannato a 4 anni di reclusione col successivo beneficio, in attesa che la sentenza passasse in giudicato, dell’obbligo  di dimora e di permanenza in casa nelle ore notturne: obbligo violato, e che gli è costato la traduzione in carcere.

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