Cittadinanza onoraria e dottorato a Liliana Segre
La senatrice a vita ironizza sulle minacce:
“Chi mi augura la morte ha poca pazienza”

27/10/2021 – “Questi riconoscimenti assumono oggi una rilevanza particolare e simbolica, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca. La senatrice Segre è una straordinaria testimone dei principi della democrazia”. Lo ha detto la ministra dell’università e della ricerca Maria Cristina
Messa
in un videomessaggio inviato alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria della città di Reggio Emilia e del dottorato honoris causa dell’universita di Modena e Reggio alla
senatrice a vita Liliana Segre.

Liliana Segre e Alberto Melloni in videocollegamento

“Il passato non si può cancellare e ci deve essere di insegnamento da tramandare alle future generazioni” ha sottolineato Messa – La decisione delle istituzioni di
Reggio Emilia “rimarca i principi fondativi della democrazia, ma soprattutto trasmette ai giovani il valore assoluto della lotta e del contrasto ad ogni forma di antisemitismo, razzismo e intolleranza. Perché dimenticare non è possibile. Il passato lo si può interpretare e comprendere, ma non
si cancella”. Nel “duplice riconoscimento di oggi alla senatrice
Lilliana Segre- ha aggiunto il ministro- c’è inoltre il segnale di tenere insieme l’impegno civile e la proposta educativa, culturale e formativa che sono due pilastri della democrazia”.

La senatrice a vita Liliana Segre in videocollegamento da Milano

E’ un doppio prestigioso riconoscimento quello conferito stamattina dalla città di Reggio Emilia a Liliana Segre. In primis ha la cittadinanza onoraria con una copia del Primo Tricolore dal sindaco Luca Vecchi e dal presidente del Consiglio Comunale, Matteo Iori che aveva proposto la delibera approvata all’unanimità. “Una testimone contemporanea contro la violenza, l’antisemitismo e il razzismo. A volte fa comodo non schierarsi, la nostra città oggi invece sceglie di stare al suo fianco”. La senatrice a vita è sopravvissuta dopo essere stata deportata in un campo di sterminio e ha dedicato la sua esistenza alla memoria della Shoah e alla lotta contro razzismo e antisemitismo. .

Matteo Iori e Luca Vecchi consegnano il Primo Tricolore


Nella cerimonia – questa al centro internazionale Loris Malaguzzi a Reggio Emilia – Carlo Adolfo Porro, rettore di Unimore, le ha poi conferito il dottorato honoris causa, il primo nella storia
dell’università, in “Reggio Childhood Studies-From early childhood to lifelong studies“, un corso giovane nato grazie al dipartimento di educazione e scienze umane e alla Fondazione
Reggio Children, culla della formazione e dell’insegnamento fondato sul Reggio
Approach
.

La ministra Maria Cristina Messa

“Grazie alla senatrice che in maniera instancabile tiene viva la memoria e lotta per dare una testimonianza importante alle future generazioni”, ha detto il rettore Porro.
Liliana Segre, in videocollegamento dalla sua abitazione di Milano ( con lei c’era il professor Alberto Melloni, presidente del corso di dottorato, che ha pronunciato la ‘Laudatio‘ in suo onore, consegnandole la toga, il tocco, il Sigill dell’Ateneo e il diploma per poi invitarla a una visita a Reggio Emilia) ha ringraziato: “Sono commossa, questo riconoscimento apre ancor più speranza verso il messaggio semplice che cerco di tramandare ai giovani quando parlo della Shoah e della mia esperienza. E mi fa piacere che arrivi da una sede meravigliosa per l’educazione e l’infanzia perché nonostante l’età, mi sento
ancora una donna matura di 60 anni”.

La sala del Centro Malaguzzi collegata con Liliana Segre

“Ai politici di oggi dico di tenere davanti la Costituzione e di imparare a memoria l’Articolo 3”. Così la senatrice a vita ha risposto al professor Alberto Melloni che le chiedeva di dispensare consigli ai politici.
“Non mi sono mai occupata tanto di politica – ha detto Segre – io sono io, come mi ha detto anche una volta il cardinal Martini. Penso che se i parlamentari avessero sempre tenuto davanti la Costituzione e in particolare l’Articolo 3 che tutti dovrebbero imparare a memoria, forse tanti errori non sarebbero stati fatti”.

Il professor Melloni pronuncia la “laudatio”

Poi ha ironizzato sulle minacce ricevute durante un corteo no vax a Bologna: “Rimango sempre un po’ sbalordita che ci sia qualcuno che ancora oggi mi augura la morte. Perché avendo io 91 anni, penso che abbiano poca pazienza, Qualunque cosa venga fatta o detta, c’è sempre qualcuno che ti augura il peggio, che ti critica- ha aggiunto Segre – assistiamo a questa
specie di gioco al massacro, da cui pochissimi sono esclusi”. Invece “si salvano alcuni che magari
meriterebbero di avere una piccola critica laddove si ergono muri o si rimandano al mittente persone che cercano solo asilo. E magari vengono messe alla berlina persone che cercano di fare del bene”.


Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children, ha definito la senatrice a vita “una
bambina che pur così negata e sola nel suo apprendistato per la sopravvivenza è diventata un occhio e un registratore infallibili, e ha saputo rivolgere la sua esperienza al bene di no.
Il sindaco di Reggio Luca Vecchi ricordato che la città “ha sempre voluto investire nella memoria e lo ha fatto con determinazione e costanza insieme alle sue scuole portando in
circa 10 anni oltre 15.000 studenti nei luoghi della memoria”. Reggio “sceglie oggi di
legare la sua storia alla biografia di una donna straordinaria che ha più volte ricordato come la memoria sia vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta – in un mondo così pieno di ingiustizie e sofferenze- a ricordare che ciascuno di noi ha unacoscienza e la può usare”.

La “comunità emiliano-romagnola si unisce a quella di Reggio nell’omaggio a questa donna esemplare e generosa che ha messo il proprio dolorosissimo vissuto al servizio della collettività, della memoria e della consapevolezza democratica e lo ha sempre fatto con un’attenzione alle nuove generazioni davvero meritoria”: questo il commento della consigliera regionale del Pd Roberta Mori, che ha rappresentato l’Assemblea legislativa alla cerimonia.

Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, il soprano Valeria Farinacci, dottoranda in Reggio Childhoods Studies, ha eseguito il canto Ani Ma’amin (Io credo), inno struggente attribuito al Reb Azriel David Fastag, che l’avrebbe composto sul treno che lo portava al campo di sterminio di Treblinka, dove troverà la morte.

FONTE: AGENZIA DIRE, FOTO STEFANO ROSSI

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