Caino nella caserma dei vigili del fuoco: il Maresciallo indaga e scopre che…
Il noir d’esordio di Matteo Cilenti premiato a Cattolica

3/10/2021 – «Devi capire che in ogni caserma ci sono dei segreti. In ogni comando sono negli anni avvenute cose… diciamo non troppo giuste, ecco. E anche se queste cose vengono col tempo dimenticate, e magari i protagonisti vanno in pensione, o cambiano comando, oppure muoiono, questi fatti rimangono lì». Così racconta a un suo giovane collega il Maresciallo, protagonista de Lo spettro di Caino, noir d’esordio di Matteo Cilenti. Cilenti, 43 anni, a Reggio dal 2008, è lui stesso un vigile del fuoco (e quindi sa di cosa parla, naturalmente in forma di romanzo: ogni riferimento a fatti realmente accadute e a persone viventi o vissute è puramente casuale, che usava scrivere un tempo nei titoli di coda dei film). Lo Spettro di Caino ha ottenuto iol terzo posto al Premio Internazionale Città di Cattolica.
“Essere un vigile del fuoco non ti salva da pulsioni, sentimenti e istinti comuni ad ogni essere umano- afferma Cilenti – Non ti salva, tanto per capirci, da un superiore che ce l’ha con te per motivi futili, da colleghi gelosi, diffidenti, negligenti o dalle maldicenze. Insomma, una caserma può non essere poi così diversa da un qualunque altro ambiente di lavoro come, un ufficio o una fabbrica.

E infatti, nello Spettro di Caino, “anche i pompieri sono solo uomini alla fine”, sentenzia il protagonista. E dove ci sono uomini ci sono nanche debolezze e tentazioni.

Se lasciamo un attimo da parte l’intreccio della storia e focalizziamo la nostra attenzione sugli aneddoti da caserma e le vicende quotidiane narrate dal protagonista, ci rendiamo conto che l’autore non vuole solo presentarci un avvincente romanzo giallo, ma desidera scuotere gli animi per offrire ai nostri occhi un punto di osservazione privilegiato dall’interno di una caserma e darci una visione più disincantata della professione di vigile del fuoco, che “non è solo o necessariamente l’eroe, il cavaliere senza macchia e paura che TV e giornali spesso dipingono e ci riportano in modo riduttivo”.

Ecco perché il Maresciallo, voce narrante e indiscusso protagonista dell’intera vicenda, assomiglia tanto a quel vostro collega che a volte prendereste volentieri a sberle. Intelligente ma saccente, saggio ma di quella saggezza frutto dell’esperienza e dell’età, nonostante sia ormai in
pensione resta un punto di riferimento per il giovane collega che si rivolge a lui in cerca di consigli per problematiche di tipo lavorativo.

E la “scusa” di un consiglio è l’occasione per il Maresciallo di rivangare il passato e rispolverare un avvenimento di tanti anni prima, quando gli archivi della caserma non erano informatizzati, quando non c’era internet e un numero di telefono eri costretto a cercarlo sull’elenco e per recarti su un intervento dovevi guardare i cartelli perché non esistevano navigatori a consigliarti il percorso più veloce. Tutt sommato,il mondo di ancora pochi anni fa.

“La Pianura Padana, con i suoi paesini dove tutti si conoscono, le sue città a misura d’uomo, il suo clima ingeneroso, torrida e afosa come un deserto d’estate, glaciale e nebbiosa d’inverno, è lo sfondo ideale per il crimine commesso e nulla ha da invidiare a location con più “appeal” come la Sicilia di Montalbano o la fumosa Londra di Sherlock Holmes e Jack Lo Squartatore”. A completare lo scenario tutta una serie di colleghi e compagni di squadra del
Maresciallo, tra i quali non sarà difficile per chi legge riconoscere in ognuno di loro un proprio collega, passando dal piacione che ha successo con le donne, al taciturno che in otto ore lavorative non proferisce parola, al sindacalista invasato fino al classico tipico leccapiedi.

Matteo Cilenti premiato al Città di Cattolica

È in quel mondo che ancora non conosce internet che una vecchia fotografia
di circa vent’anni prima di una squadra di vigili del fuoco inizia a stuzzicare l’istinto del Maresciallo
, a causa della quasi contemporanea scomparsa delle persone ritratte. Al
protagonista basterà veramente poco per sentire puzza di bruciato e concludere che c’è del marcio, non in Danimarca questa volta, ma nella sua stessa caserma.

Con decisioni a volte avventate, incursioni notturne negli archivi interni, minuziose ricerche ed interrogatori a colleghi ed ex colleghi, il Maresciallo arriverà finalmente a scoprire una verità sconfortante e incomprensibile per chiunque svolga il proprio dovere con onestà, moralità e abnegazione.
Scrittura fluida e piacevole, aneddoti ed episodi di vita quotidiana in caserma raccontati con cura e dovizia di particolari, ritmo serrato ma non esasperato, soprattutto da metà opera in poi, fanno de “Lo Spetto di Caino” un romanzo giallo avvincente, attuale e insolito, che introduce il lettore
alla realtà di una professione popolare ma forse non ancora così conosciuta nelle sue peculiarità. In fondo un atto d’amore disincantato ma autentico, da parte di uno scrittore promettente, verso un mondo, quello dei vigili del fuoco, che con tutti i suoi difetti è certamente migliore di molti altri.
Un libro che merita sicuramente la lettura da parte degli amanti del genere e che si è classificato terzo al XIII° Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica

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