Bagni per trans? No, bagni promiscui nel diurno comunale
Quando il furore ideologico genera mostriciattoli

7/10/2021 – Prende corpo il vecchio progetto dei gabinetti trans-free promosso nell’aprile 2019 con una convenzione tra Comune di Reggio e Arcigay, e che sembrava finito opportunamente nel dimenticatoio. Però viene realizzato a metà, con la classica toppa peggiore del buco.

Nei bagni pubblici comunali di via delle Croce Bianca – in corso di ristrutturazione con una spesa di 57 mila euro al fine di dotarli di nuovi servizi ed eliminare le barriere architettoniche – , spariranno le classiche targhette “uomini” e “donne” . I bagni diventeranno unisex, ovvero promiscui, indifferenziati per uomini, donne e altri sess*, e chi s’è visto s’è visto.

Lo conferma il consigliere comunale Dario De Lucia, ex Pd, ora del gruppo misto, che è anche revisore dei conti nazionale di Arcigay: “Nessun bagno specifico per le persone transgender, ma, seguendo il protocollo per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbt approvato nel 2017, i bagni presenti saranno semplicemente senza la targhetta “Uomo” e “Donna” così da evitare imbarazzo alle persone trans. Tutto qui. L’inclusività a volte è semplice e non costa nulla».

In effetti,la decisione è salomonica: per togliere dall’imbarazzo qualcuno, si mettono nell’imbarazzo tutti quanti/e/*.

Perchè questo caso non si tratta di innovazione e neppure di rispetto delle persone, anzi il contrario: un clamoroso arretramento.

In nome della lotta alla discriminazione, e non sapendo bene come fare, si ritorna a una promiscuità superata dalla civiltà, in spregio alle differenze di genere di cui ci si riempie la bocca a ogni piè sospinto.

I bagni di via della Croce Bianca diventano semplicemente senza barriere per sesso, e non ci vuole l’astrologo per prevedere l’imbarazzo degli utenti, soprattutto delle donne. Non ovviamente dei trans, che già potevano scegliere dove andare in base al loro sentimento interiore. Prevedibile valutazione negativa nel rating dei turisti, i quali nulla sanno delle fisime reggiane.

A furia di voler essere laboratorio ideologico nella rincorsa all’innovazione visionaria, spesso solo un’illusione nella testa dei politicanti, Reggio Emilia finisce per ritrovarsi in coda al minimo sindacale della civiltà, almeno nel rispetto delle differenze di genere.

PIERLUIGI GHIGGINI

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2 risposte a Bagni per trans? No, bagni promiscui nel diurno comunale
Quando il furore ideologico genera mostriciattoli

  1. Eu Genio Rispondi

    07/10/2021 alle 20:10

    Onore a Lei, egregio Direttore. Nel magico mondo delle sinistre suggestioni, tutto e’ uguale, nulla vale. Possiamo comunque vederla così, mandando tutto in vacca gender: grande opportunità per uomini etero di incrociare donne etero in bagno. Vuoi mettere, la monotonia lesbomo dei cessi attuali. Tanto di cappell* al prode proud De Lucia.

  2. Buon senso Rispondi

    08/10/2021 alle 08:44

    Piuttosto me la faccio sotto.

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