Reggio città digitale: assemblea Unindustria con Bonomi
Storchi: campagna di comunicazione senza precedenti per lanciare il territorio
“Qui corriamo più di tedeschi e francesi”

Lunedì 11 ottobre al Digital Automation Lab di via Sicilia a Reggio si è svolta in diretta streaming l’Assemblea Generale 2021 di Unindustria Reggio Emilia. Il tradizionale appuntamento annuale sulla realtà economico-sociale locale proposto dagli imprenditori reggiani aveva il titolo “La città digitale”.

Il Presidente Fabio Storchi ha tenuto l’attesa relazione introduttiva dell’evento. Sono seguite una serie di conversazioni, coordinate dal giornalista Andrea Cabrini, direttore Class CNBC, con Stefano Landi, Commissario Camera di Commercio Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro, Rettore Unimore, e Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia

Successivamente è intervenuto l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Green Economy Vicenzo Colla. Ha concluso i lavori il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Carlo Bonomi

“Avverto un clima di violenza che vuole alimentare una sfiducia nel Paese – ha detto fra l’altro Bonomi alla platea degli industriali reggiani, riferendosi agli episodi di violenza di Roma – quindi voglio nuovamente ribadire che Confindustria condanna quanto è accaduto e qualsiasi forma di estremismo». “Sono orgoglioso – ha aggiunto – di rappresentare un sistema che ha espresso con grande sensibilità vicinanza e ferma condanna delle violenze dei giorni scorsi»

Al termine Fausto Mazzali, Presidente Fondazione REI, ha inaugurato ufficialmente il Digital Automation Lab, nuovo laboratorio esperienziale della manifattura avanzata nato per sostenere l’innovazione di processo e accompagnare le imprese manifatturiere nell’Industria 4.0. La sede nei capannoni di via Sicilia è provvisoria: nel tmpo si trasferirà alle ex-Reggiane nel capannone 17 conosciuto come “La Cattedrale” destinato a ospitare il cuore digitale dela nuova industria reggiana e il Quarto polo universitario.

CITTA’ DIGITALE FUTURO DI REGGIO: DOBBIAMO CONTINUARE A SOGNARE

LA RELAZIONE DI FABIO STORCHI

“Tre anni fa, nel corso di questo nostro appuntamento annuale, ci eravamo occupati dei “Saperi del Futuro”. L’anno successivo ci eravamo concentrati sulla “Città di domani”. Oggi, dopo due anni difficili, ci occupiamo della “Città Digitale”.

Temi che pongono in relazione tra loro la continuità e la discontinuità con le quali, con un paradosso solo apparente, dobbiamo misurarci nel post Covid-19.

Quanto alla prima, nel nostro impegno possiamo cogliere una duplice continuità riconducibile alla nostra imprescindibile attenzione alle imprese, così come al territorio e alle sue comunità professionali.

Due elementi, questi ultimi, che gli economisti definiscono “esternalità”, ovvero, ciò che sta al di fuori delle imprese ma che ne condiziona grandemente lo sviluppo nonché la capacità competitiva.

Quanto alla discontinuità, essa è il prodotto di quella “Cultura d’impresa” di cui siamo interpreti e portatori.

Una cultura che è prima di tutto “intelligenza sociale”, applicata alla tecnologia e alle persone, governata dalla razionalità del profitto che richiede la costante padronanza della relazione tra mezzi e fini.

Richiede, in altri termini, una buona capacità gestionale in assenza della quale non ci possono essere successi, crescita e dunque presupposti di continuità.

Fabio Storchi, presidente Unindustria Reggio

Invito ciascuno di voi a riflettere sul condensato di saperi, competenze, passioni e impegno indispensabile per gestire un’impresa e per garantirne il futuro.

La “Città Digitale” è lo specchio di tutto ciò.

La città, insieme alla fabbrica, è il luogo all’interno del quale si manifesta lo sviluppo del nuovo paradigma digitale che sta trasformando la società e la vita di tutti.

Per la fabbrica, per la città e per il territorio la “nuova normalità” non può che essere digitale e sostenibile.

Digitale perché solo la digitalizzazione, l’Internet delle cose e l’intelligenza artificiale con i suoi algoritmi, possono aiutarci ad affrontare una complessità altrimenti ingestibile.

Sostenibile perché pandemia e cambiamenti climatici hanno evidenziato la fragilità del nostro modo di vivere, di curare, di produrre e di consumare.

In una battaglia così importante gli imprenditori si sentono, forse per la prima volta, meno soli.

Le politiche europee di Next Generation EU, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Patto per il Lavoro e il Clima della Regione Emilia-Romagna, le molte iniziative in corso o in programma nel nostro capoluogo e nel suo territorio, concorrono a definire un nuovo e diverso quadro di riferimento.

Fabio Storchi e Carlo Bonomi

Se negli ultimi anni abbiamo spesso denunciato l’assenza di una visione strategica del Paese, oggi questa visione sta finalmente prendendo forma.

Tutto ciò grazie al Governo e al suo Presidente, Mario Draghi, che ha recentemente affermato: “Le cose giuste vanno fatte, anche se e quando sono impopolari”.

Un pensiero condiviso dagli industriali reggiani che seguono con attenzione l’attuale congiuntura.

All’inizio di questo quarto trimestre 2021 la ripresa italiana è avviata verso il +6% del PIL.

La tenuta dell’economia, da metà 2020 fino alla ripresa di consumi interni dello scorso maggio, si deve all’industria, alla manifattura e al nostro export.

L’industria è oggi il traino del Paese, un dato di fatto che ci riempie di orgoglio.

Passerà molto tempo, purtroppo, prima che la domanda interna torni a essere un concreto fattore di crescita.

Tutto ciò dopo anni di perdita del reddito pro-capite che nel 2020, a parità di potere d’acquisto, è tornato ai livelli di metà anni Novanta.

Dunque, l’attuale 6% di recupero va considerato con soddisfazione, ma senza enfasi.

È vero, la nostra manifattura è in ripresa a tassi superiori addirittura a quelli tedeschi e francesi, così come è vero che l’industria reggiana recupera con intensità ancora più sostenuta, collocandosi così ai vertici nazionali.

Ma il vero punto non è il “rimbalzo” in corso.


La vera sfida che abbiamo davanti è il tasso di crescita dal 2022 in avanti, che dovrà essere solido e duraturo.

Solo una crescita significativa, di orizzonte almeno decennale, può rendere davvero sostenibile l’immane debito pubblico italiano.

In tale prospettiva il PNRR rappresenta un’opportunità che deve essere assolutamente colta dal sistema locale, chiamato ora a mobilitare anche gli investimenti privati.

È indispensabile far sì che il maggior numero di imprese si impegnino nei diversi ambiti del PNRR.

Da quelle manifatturiere per la loro digitalizzazione e trasformazione in fabbriche connesse di “Industry 4.0”

A quelle informatiche che possono contribuire alla transizione della Pubblica Amministrazione al cloud e al miglioramento dei servizi a imprese e cittadini.

A quelle coinvolte nei tanti progetti per la sostenibilità energetica e ambientale, a partire da quelle edili che possono contare sulsuperbonus 110%.

O, ancora, a quelle chiamate a realizzare i progetti di rigenerazione, come l’area delle ex Officine Reggiane, gli interventi per il completamento della stazione Medio Padana, per le periferie e per l’housing sociale.

L’assemblea in presenza al Digital Lab

Credo di poter affermare che questo evento, qui, in una struttura mobile collocata tra i capannoni di via Sicilia, vada già inserito nel piano di investimenti di cui Reggio Emilia sarà protagonista e, dunque, anche beneficiaria.

Il Digital Automation Lab, che oggi inauguriamo,è, infatti, parte integrante del Polo di Eccellenza Digitale che va prendendo forma nel Parco Innovazione – presso le ex Officine Reggiane – all’interno del quale troverà spazio anche il Quarto Polo Universitario Reggiano con i nuovi insegnamenti digitali di Unimore.

Sono questi, insieme a molti altri, gli elementi che delineano la Città Digitale di cui oggi parliamo.

Appartiene a pieno titolo a questa nuova realtà anche il contenuto immateriale che porta con sé il nuovo campus industriale di Silk-Faw – la joint venture sino-americana per la produzione di super car elettriche – la cui presenza a Gavassa radicherà nel nostro territorio non solo competenze di frontiera, legate alla trazione elettrica e alla mobilità sostenibile, ma anche una nuova rete di relazioni estesa al mondo.

Tutto ciò non avviene per caso.

La nostra comunità si è messa da tempo al lavoro per costruire il proprio futuro, evidenziando in tal modo anche una nuova esigenza.

Reggio Emilia e il suo territorio devono essere attrattivi per i giovani talenti intenzionati a costruirsi un progetto di vita fondato sul lavoro, sulla modernità digitale e sulla qualità della vita.

In questi mesi l’obiettivo dell’attrattività ci vede impegnati, insieme ad altri stakeholder reggiani, in due iniziative di rilievo nazionale.

La prima è un progetto per far conoscere all’Italia, attraverso una grande campagna di comunicazione che non ha precedenti, le molte qualità e opportunità offerte da Reggio Emilia e dal suo territorio.

La seconda è l’offerta di formazione e lavoro – denominata Virtus Lab Reggio Emilia – rivolta ai giovani e alle giovani di tutta Italia affinché scelgano l’industria e il territorio reggiani come ambiti nei quali lavorare, vivere e crescere.

Tutte queste attività sono accumunate da quel “Fare Insieme” che caratterizza il sistema reggiano in questa complessa e intensa fase economica e sociale.

Un modo collaborativo di interagire con gli stakeholder che nel corso della recente Assemblea di Confindustria è stato richiamato anche dal Presidente Bonomi.

Un’indicazione poi ripresa dal Presidente del Consiglio che, a sua volta, ha evidenziato la necessità di aprire una nuova stagione di relazioni industriali attraverso un “patto economico, produttivo, sociale del Paese”.

Gli industriali reggiani condividono questa proposta, che praticano ormai da tempo con convinzione.

Senza una forte partnership – senza il nostro Fare Insieme – l’economia reggiana non potrà affrontare con successo le molte sfide che ha davanti a sé.

Ci attendono, infatti, anni di impegno intensissimo.

Reggio Emilia e l’area Mediopadana sono chiamate ad affrontare le prove decisive ben evidenziate dalla nostra Regione nel Patto per il Lavoro e il Clima, sottoscritto anche da Confindustria Emilia-Romagna.

La prima è quella demografica, le cui componenti sono l’invecchiamento della popolazione, la bassa natalità e l’immigrazione.

La seconda è l’emergenza climatica, che rende la transizione ecologica un imperativo indilazionabile.

La terza è la trasformazione digitale, precondizione per la competitività e l’internazionalizzazione del sistema produttivo, per la sostenibilità ambientale e sociale e per il rinnovamento della Pubblica Amministrazione.

La quarta sfida, infine, è rappresentata dal capitale umano e dalla sua formazione di ogni grado e livello.

Gli industriali reggiani condividono questi obiettivi per il raggiungimento dei quali sono già impegnati, come Associazione e come imprese.

Avviandomi a concludere, voglio richiamare ancora la vostra attenzione sul Digital Automation Lab, il centro di formazione esperienziale che inaugureremo alla fine di questa assemblea.

Nato all’interno del “Distretto Digitale” – il progetto strategico di Unindustria – ha come obiettivo quello di accompagnare le imprese nella trasformazione digitale.

La vision che lo ispira si fonda sulla consapevolezza che l’innovazione esige la conoscenza e la condivisione delle tecnologie di manifattura più avanzate.

Da oggi sarà uno spazio aperto a tutte le imprese che intendono adottare soluzioni di automazione, robotica, visione, digital twins e modelli di simulazione virtuale.

Guiderà imprenditori, tecnici di produzione e studenti universitari nell’introduzione di tecnologie abilitanti all’interno dei processi produttivi, aprendo nuove frontiere di vantaggio competitivo, di produttività e di sostenibilità ambientale.

L’augurio è che il Digital Automation Lab, così come le altre componenti del Distretto Digitale,venga trasferito presto nel Capannone 17, la cosiddetta “Cattedrale”, collocata nel Parco Innovazione, presso le ex Officine Reggiane.

Oggi, dunque, il grande mosaico della Città Digitale si arricchisce di un nuovo centro di eccellenza che definisce un nuovo straordinario benchmark nazionale.

questo nostro appuntamento esprime un valore che va ben al di là del tema trattato, così come del pur importante Digital Automation Lab.

Oggi, infatti, in questa struttura provvisoria, posta in una piccola area industriale, celebriamo l’impegno di un’intera comunità nei confronti del proprio futuro.

Lo facciamo animati dalla consapevolezza che, come sostiene Renzo Piano, “una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie”.

Quella che oggi inizia è solo una delle tante “storie” che intrecciandosi tra loro daranno vita a ciò che noi reggiani vorremo essere nel prossimo futuro.

Quasi vent’anni fa, nel 2002, all’inizio della mia prima presidenza, l’Associazione si presentò ai concittadini affermando che se fossimo stati capaci di sognare gli archi di Calatrava saremmo riusciti a realizzarli. Così è stato. A guidarci, allora come ora, era il Sogno.

Il Sogno di qualche cosa di bello per nutrire il nostro immaginario e rappresentare le nostre peculiarità e la nostra centralità nella Pianura Padana.

Ai ponti hanno poi fatto seguito altre realizzazioni, la maggiore delle quali è la splendida Stazione Medio Padana che ha cambiato per sempre la nostra storia.

Tutto ciò rappresenta una grande lezione.

Dobbiamo continuare a sognare!

Dobbiamo sognare un futuro aperto al nuovo, solidale, sostenibile e animato da imprese capaci di essere protagoniste in un mondo che cambia.

Dobbiamo sognare una comunità nella quale i giovani, le donne, gli anziani e i nuovi arrivati sono egualmente protagonisti.

Dobbiamo sognare una Società più equa, dove le imprese producono valore sostenibile, dove le relazioni economiche si basano sulla fiducia e creano valore a vantaggio di tutti.

Fare Insieme è l’unica opzione per realizzare tutto ciò.

Per avanzare lungo un cammino impegnativo e complesso come questo, è necessario l’impegno di tutti per co-programmare e condividere il futuro della nostra Città e del suo Territorio.

Oggi, sento di poter affermare con emozione e con orgoglio che da tempo e per tempo i reggiani si sono messi in marcia“.

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