Appalti pilotati in Toscana, coinvolti presidente e manager coop CfC di Reggio
Ha ottenuto dal Comune lavori per i parcheggi Mediopadana

6/10/2021 – Coinvolge anche due reggiani ai vertici della cooperativa CfC – Consorzio fra Costruttori con sede in via Pansa a Reggio Emilia – l’inchiesta “Coffee Break” coordinata dalla Procura di Pistoia su un giro di appalti pilotati e di tangenti in Toscana, e che dopo due anni di indagini ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari,di cui otto arresti in carcere, tre arresti domiciliari con braccialetto elettronico e otto obblighi di dimora. Gli indagati sono in tutto 42, tra Emilia e Toscana. Gli appalti riguardavano lavori stradali, interventi di somma urgenza per il ripristino di frane e assegnazione di lavori domiciliari.

La Mobile della Questura reggiana ha eseguito la misura dell’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi da casa dalle 19 alle 8, nei confronti di Emanuele Ghinoi, 43 anni residente a Cervarezza, che risulta essere il direttore commerciale del CfC, mentre il presidente dello stesso consorzio, Erman Bolzoni di 65 anni, anche lui residente a Cervarezza, risulta iscritto nel registro degli indagati.

I parcheggi del Comune alla Mediopadana

Al Consorzio fra Costruttori, sorto in forma cooperativa nel 1976, aderente a Unioncoop Reggio, aderiscono circa trecento imprese di varie dimensioni. Una struttura che si occupa prevalentemente dell’acquisizione di lavori per contiìo dei soci, e che fra l’altro in capo fra l’altro l’appalto per la realizzazione dei nuovi parcheggi comunali della stazione Mediopadana: appalto, dal valore originario di tre milioni di euro, ottenuto a fine settembre 2019, dopo il comune di Reggio aveva estrometto l’impresa vincitrice, la Paeco srl di Garaguso (Matera) che aveva offerto un ribasso monstre del 35%, ritenuto dagli uffici tecnici “sottocosto e non affidabile”. L’ampliamento dei parcheggi era stato cosi assegnato alla ditta seconda classificata, appunto il CfC di Reggio che aveva offerto un ribasso del 9%, nella norma. I lavori appaiono comunque fermi da tempo.

Le indagini della squadra mobile di Pistoia, erano partite da attività criminose in due Comuni, Uzzano e Pescia, e sono durate circa due anni.

“Il giro di tangenti funzionava con un meccanismo collaudato – ha spiegato il procuratore della città toscana, Tommaso Coletta -. Ci si accorda tra pubblico ufficiale che intende inserirsi nella compagine criminosa, intermediario faccendiere delle imprese (che corrompevano,per avere lavori dal Comune) e poi imprese compiacenti che si prestavano a offrire ribassi pilotati, in modo da indirizzare poi la gara verso un’unica impresa che sarebbe risultata alla fine quella vincitrice”.

Un meccanismo analogo a quello denunciato dal procuratore Coletta si era registrato proprio nell’appalto per i parcheggi comunali davanti alla Mediopadana: offerta con ribasso eccessivo, esclusione inevitabile dell’impresa e assegnazione dell’appalto alla seconda classificata. Ciò ovviamente non significa affatto che anche quello fosse pilotato come gli appalti di Uzzano e Pescia. Nessuna inchiesta nè contestazione risultano al riguardo.

Contestati i reati di corruzione, istigazione alla corruzione, turbata libertà degli incanti, peculato, concussione, subappalto non autorizzato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico. “La parte politica – ha spiegato ancora il procuratore Coletta – è stata collaborativa, non è stata attinta da accertamenti di rilevanza penale e in due casi ha fornito informazioni che si sono rivelate utilissime per le indagini”.

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4 risposte a Appalti pilotati in Toscana, coinvolti presidente e manager coop CfC di Reggio
Ha ottenuto dal Comune lavori per i parcheggi Mediopadana

  1. Alla frutta Rispondi

    07/10/2021 alle 09:58

    Finirà tutto a pizza e fichi oppure a gnocco fritto e lardo che cola.

    Scommetto l’Italia.

  2. Blu oltremare Rispondi

    07/10/2021 alle 12:20

    Sistema che a ben guardare ritroviamo replicato molto spesso anche a Reggio, ma tanto è impossibile che questo genere d’ indagini possano partire dalla procura della nostra città. Nel frattempo i soliti furbetti sventolano bandiere dell’antimafia e dell’ antifascismo, ma scusate come si fa a fregare il prossimo e a proclamarsi contro le mafie e contro il fascismo? Che stima possiamo avere di un ladro mafioso e antifascista? C’ è da ridere per non piangere. Non se ne puó più di queste etichette per garantire l’ onestà di certi imprenditori, politici e personaggetti della pubblica amministrazione. La finiscano di appiccicarsi il bollino di qualità. Nemmeno quello Chiquita.

  3. Roberta Rispondi

    07/10/2021 alle 17:46

    Ma chi è il genio che ha scritto questo articolo? Che c’azzecca l’appalto medio padana con tutta questa tiritera? Sono due procedure diverse: l’appalto Medio Padana richiede un progetto valutato da una commissione. Se lavorassi in comune vi avrei già denunciato per diffamazione.
    Il paragone infatti è fuorviante e strumentale con il solo scopo di insinuare dubbi inesistenti.

    • Dimmi con chi stai e ti diro' chi sei Rispondi

      08/10/2021 alle 08:42

      Ci saluti i fichi e soprattutto ..il lardo che cola.

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