Agricoltori mobilitati
Diga di Vetto: in poche domeniche 2 mila 640 firme. E la raccolta continua

15/10/2021 – Avevano cominciato alla garibaldina, senza alcuna organizzazione alle spalle. E in poche domeniche , fra sfilate di trattori, gazebi nei centri dell’Appennino e della collina, conviviali nelle trattorie di campagna, hanno raccolto 2 mila 640 firme per la diga di Vetto. E la mobilitazione continua. Questa la cifra delle firme in calce alla petizione che chiede alle istituzioni di rompere gli indugi e dare il via alla diga-lago di Vetto da 100 milioni di metri cubi d’acqua. Perché in gioco c’è la sopravvivenza stessa dell’agricoltura e dell’allevamento in val d’Enza, soprattutto dei prati stabili polifiti il cui foraggio è fondamentale per il ciclo di produzione del miglior Parmigiano-Reggiano.

Solo domenica scorsa al mercato di Traversetolo sono state raccolte ben 430 firme, comprese quelle di due sindaci neo eletti: Enrico Ferretti di Ventasso e Simone Dall’Orto di Traversetolo: sono anche i primi due sindaci ad aver aderito alla petizione: al banchetto del coordinamento del mondo agricolo “di base” si sono stretti la mano, come a suggellare un patto per la Diga.

   

                                                                                                                                                                                       

La raccolta firme è cominciata il 16 agosto al lido di Vetto, durante la visita alla stretta del Taglione per vedere i lavori fermi da 32 anni, con apertura e degustazione di una forma di P-R 30 mesi, simbolo di una ricchezza agricola e ambientale che rischia di scomparire senza riserve d’acqua adeguate. In quella occasione le firme raccolte sono state 190, mentre l’anno precedente, il 16 agosto 2020, si erano contate 130 adesioni. Quindi il 12 settembre scorso 500 adesioni raccolte durante la Fiera dei tori di Cavriago, il 19 settembre 600 firme raccolte nel corso di Bibbino Produce e altre 340 alla fiera di Barco. Dalla seconda metà di agosto altre 450 firme sono arrivati da punti di raccolta volanti nei paesi a cura dei volontari “Amici della diga di Vetto”. E infine le 450 di Traversetolo, con la stretta di mano tra i due sindaci con la fascia tricolore.

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