Aemilia, confermata in Cassazione condanna a 13 anni di Pasquale Brescia per associazione mafiosa
Con un taglio robusto rispetto al primo grado

23/10/2021 – Processo Aemilia: condanna definitiva a 13 anni per il costruttore Pasquale Brescia.  la Prima sezione penale della Suprema Corte ha confermato il verdetto della Corte d’Appello di Bologna, con una sostanziosa riduzione di pena rispetto alla condanna di primo grado pronunciata tre anni fa nell’aula bunker di Reggio Emilia.

Pasquale Brescia, quando frequentava la Questura di Reggio

I giudici di Cassazione hanno tagliato di tre anni la condanna per associazione mafiosa e hanno mandato assolto Brescia “perché il fatto non costituisce reato” dall’accusa di intestazione fittizia alla moglie del ristorante Antichi Sapori di Gaida, teatro della cena del 21 marzo 2012 contro le interdittive del Prefetto De Miro. Per l’intestazione dell’esercizio, in primo grado Brescia era stato condannato a 6 anni e 9 mesi insieme a sua moglie Rosaria Ameglio (4 anni e 6 mesi). Entrambi assolti in appello, con sentenza ora confermata dalla Cassazione.

Nello stesso procedimento- stralcio, gli ermellini hanno confermato la condanna a 5 anni a carico dell’ex maresciallo dei carabinieri Alessandro Lupezza, che aveva effettuato un controllo in banca dati su un’auto, per conti del costruttore condannato per ndrangheta.

Pasquale Brescia, che ha 54 anni ed è in carcere al 41bis da fine gennaio 2015, imprenditore cutrese bene introdotto a livello istituzionale oltre che politico a Reggio, dove ha fatto fortuna, è stato riconosciuto come un esponente di primo piano della cosca reggiana Grande Aracri. Il 21 settembre la Cassazione aveva reso definitiva la confisca di tutti i beni a lui riconducibili, confermando così la decisione della Corte d’Appello felsinea, emessa il 4 novembre scorso.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.