A Cutro i funerali di Salvatore Silipo
Tragedia devastante, non può essere archiviata come “incidente”

29/10/2021 – La salma di Salvatore Silipo, il giovane padre di famiglia di 28 anni freddato sabato pomeriggio con un colpo di revolver alla testa dall’imprenditore Dante Sestito, nell’autofficina Dante Gomme di Cadelbosco, è arrivata a Cutro – paese di origine dell’ucciso e del suo assassino – dove oggi pomeriggio, venerdì, sono fissati i funerali nella Chiesa madre della cittadina del crotonese di fatto geellata con Reggio.

Salvatore Silipo in moto, sua grande passione

Ieri , prima della partenza, il feretro è stato salutato da centinaia di persone al cimitero di Coviolo, dove è stata celebrata una funzione religiosa in suffragio: erano soprattutto giovani, in gran parte delle comunità cutresi di Gualtieri e Santa Vittoria – dove Silipo viveva con la famiglia – di Cadelbosco (dove ha lavorato per anni) e di Reggio Emilia, in un clima di commozione incontenibile, che si sono stretti alla giovanissima moglie, Pina, rimasta vedova a soli vent’anni con due bambini piccoli, uno di due anni e la seconda sata meno di un mese fa. Dopo la messa, un volo di palloncini bianchi e di lanterne ha accompagnato la salma nell’ultimo viaggio verso la terra ionica.

Davvero in tanti hanno voluto testimoniare il cordoglio e lo sconforto per una tragedia i cui contorni sono ancora nebulosi, ma che non può essere archiviata a cuor leggero come un incidente, sia pur tragico, o un maledetto errore.

Davanti all’officina Dante Gomme dopo l’omicidio

Dante Sestito, l’omicida, noto imprenditore del giro cutrese, un uomo di 70 anni che si è fatto da sè, ha sparato con una Smith & Wesson rubata due anni fa a Pieve di Cento, dopo aver fatto inginocchiare il ragazzo che aveva lavorato per anni nella sua officina e che -così si dice – lo amava come un padre.

Si dice anche sabato pomeriggio Salvatore, scortato dal fratello e da un cugino, fosse andato nell’officina invitato dal figlio di Dante: si dice anche che il giovane volesse un chiarimento sulle accuse continue di aver fatto sparire dei pneumatici. Accuse che avevano indotto Silipo a licenziarsi poche settimane fa. Al colloquio avrebbe assistito di nascosto lo stesso imprenditore, che a un certo punto è intervenuto con la pistola in mano.

Ma su tutto questo indagano nel massimo riserbo i carabinieri coordinati dalla Procura. Perchè messa così, la ricostruzione appare francamente fragile. E’ singolare come sia sparita dai radar la circostanza che Salvatore Silipo fosse il genero di Salvatore Cortese, il primo pentito ad aver squarciato lil muro di omerta e complicità intorno alla ndrangheta ionica, e in particolare al clan Grande Aracri di Cutro, che spadroneggiava a Reggio Emilia nella folta comunità calabrese, nell’edilizia e nell’autotrasporto, sino a quando non è stato ridimensionato dal processo Aemilia.

E’ un elemento che non può essere trascurato,così come non può passare sotto silenzio lo scenario di un macabro rituale mafioso. Anche ammettendo che sia stato un “incidente”, perchè far inginocchiare l’ex-dipendente, padre di due bimbi piccoli e genero di Cortese, davanti a un revoler 44 Magnum, dalla potenza devastante, e solo per contrstati intorno a stipendi non pagati o gomme sparite? E perchè Dante Sestito – già coinvolto nel colossale giro di fatture false portato alla luce dall’inchiesta Billions – aveva a portata di mano quella pistola rubata?

Gli interrogativi si accavallano, e le risposte non possono essere semplicistiche.

Il saluto a Salvatore silipo al cimitero di Coviolo

Vedremo piuttosto come risponderà oggi Cutro, davanti alla bara di Silipo. I funerali, per il cinismo del destino, saranno celebrati nella Chiesa madre in contemporanea al convegno – nella sala intitolata a Falcone e Borsellino – indetto proprio oggi nel centenario della morte del giurista cutrese Diego Tajani, che fu il primo a denunciare la “maffia” nell’aula del Senato. Convegno al quale è annunciata la partecipazione dell’assessore reggiano Lanfranco De Franco e della consigliera comunale di maggioranza Palmina Perri. Non è escluso che intervengano anche ai funerali.

PIERLUIGI GHIGGINI

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3 risposte a A Cutro i funerali di Salvatore Silipo
Tragedia devastante, non può essere archiviata come “incidente”

  1. La rinascita Rispondi

    30/10/2021 alle 15:53

    Ma andra’ pure Graziano del Rio ?

  2. Il franco Rispondi

    30/10/2021 alle 16:00

    Mi spiace di tutto cio’ che e’ successo, e sarebbe potuto capitare lontano da qui. La folta comunita’ Cutrese spesso non fa regolari affari, e questo e’ il triste risultato. Allora, se devono continuare, lo facciano da Cutro o zone limitrofe, visto che sono gia’ immanicati qui. Qui i nostri figli hanno bisogno di leggere di cose positive, dove la cronaca regali fiere, eventi, gite e aggregazioni per poter implementare il possibile. Visto che le lacune dei protocolli scolastici sono tante, che l’integrazione per prepararsi alla produttivita’ sia da scrivere sui media, non che si debba sempre leggere la notizia retrogada, l’opera che non si fa perche’ hanno trovato il vaso di 500 anni fa. NB: auspico un ritorno delle discotece, dello svago controllato, un po’ come negli anni 80, dove tra le vie della Reggio Emilia, eccheggiavano le canzoni dei Righeira ma anche degli Europe.

    • Di tacco Gioacchino Rispondi

      09/11/2021 alle 13:01

      Senti da che pulpito viene la predica, chi è senza peccato scagli la prima pietra diceva Nostro Signore. Se la comunità di Cutro non fa regolari affari perché non denunci, visto che ti sei eretto a paladino della città? Se sei un uomo con la U maiuscola fatti avanti, ma siccome è facile parlare o meglio scrivere celandosi dietro una tastiera, la tua è solamente discriminazione razziale nei confronti di chi ti ha sorretto l’economia locale e regionale, visto che la casa in cui abiti è stata costruita da chi stai disprezzando. Paladino dei miei stivali sei solamente chiacchiere e nulla, abbi almeno la forza di stare zitto e non blaterare a casaccio, usa la bocca solamente per mangiare, perché quando parli dici solo castronerie inutili e offensive. Paladino dei miei stivali hai perso un’occasione per stare zitto, la prossima volta pensaci e prima di sputare sentenze morditi la lingua che è meglio. Ghino di Tacco

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