“Saman è morta, so dov’è il suo corpo”
Sconvolgente ammissione della madre
Parla un amico della ragazza a Fuori dal Coro

7/9/2021 – Saman “è morta”. Lo avrebbe ammesso la madre della ragazza pakistana scomparsa a Novellara la notte del 1 maggio e per la quale la Procura di Reggio Emilia accusa cinque persone, tra cui i genitori, di omicidio premeditato. La confessione di Nazia Shaheen, che avrebbe anche detto di sapere dov’è finito il cadavere, è stata riferita a un amico di Saman, rintracciato dall’ inviata di Rete 4 Carmen La Gatta. La testimonianza, contenuta in una chat, andrà in onda questa sera nella prima puntata stagionale di Fuori dal Coro.

Saman Abbas

Le ricerche del corpo di Saman Abbas hanno impegnato per 40 giorni oltre 500 carabinieri nelle campagne di Novellara, ma senza risultato. Secondo il fratello sedicenne della ragazza, considerato teste attendibile e sotto protezione in una comunità, un parente di sarebbe offerto di smembrare il corpo “in piccoli pezzi” e di portarli verso Guastalla. Per questo le ricerche verrebbero estese all’area del Po.

Dell’omicidio premeditato sono accusati Danish Hasnain, zio della giovane pakistana, come autore materiale del delitto tribale; due cugini della ragazza che avrebbero aiutato lo zio a fa scomparire il corpo; e i genitori che avrebbero consegnato Saman al suo assassino, intorno alla mezzanotte del 1 maggio, e poche ore dopo hanno raggiunto la Malpensa per fuggire in Pakistan, dove si trovano tuttora.

Hasnain è riuscito a fuggire in Francia: aveva tentato di portare con sé il fratello di Saman, testimone della tragedia, ma lo avevano fermato alla frontiera di Ventimiglia. In fuga anche uno dei cugini, mentre l’altro – Ikram Jiaz – era stato arrestato in Francia mentre cercava di raggiungere Barcellona su un Flixbus, e ora si trova in carcere a Reggio Emilia.

I genitori di Saman in fuga dall’Italia, ripresi all’aeroporto della Malpensa

FIORINI: AGGHIACCIANTE, FERMARE LA BARBARIE

“Un altro triste e inquietante capitolo si aggiunge a quella che oramai è diventata una vicenda a dir poco agghiacciante.
E’ agghiacciante la dichiarazione di un amico di Saman rilasciata alla trasmissione Il Coro in programma questa sera in cui la madre della ragazza gli avrebbe confessato che Saman è morta e che sa dove si trova il corpo.
E’ agghiacciante perchè non solo è stata annullata la libertà della giovane donna, ma la si è anche privata, probabilmente, del bene più prezioso: la vita. Il fatto, inoltre, che l’omicidio sia stato forse progettato e addirittura messo in atto, crudelmente, dai familiari e soprattutto con la complicità della madre, è quanto di più inumano possa esserci.
Purtroppo questi non sono casi isolati ma tendenze preoccupanti che stanno crescendo nel nostro Paese. Queste donne vivono l’oppressione e la discriminazione come un destino ineludibile.
Queste donne non hanno identità e sono “ombre” segregate in comunità sommerse. Sacche di inciviltà sulle quali servono maggiori controlli. Non possiamo permettere che tutto ciò accada nuovamente. Dobbiamo fermare la brutalità e le barbarie di chi si trincera dietro estremismi prive di rispetto per la vita umana’. Lo ha dichiarato oggi la deputata Benedetta Fiorini della Lega.

“9 aprile: lo zia Hasnain e i due cugini vanno nei campi con i badili

AIMI: L’ABERRAZIONE DI UAN FAMIGLIA CHE UCCIDE LA FIGLIA. ABBIAMO IL DOVERE DI FARE GIUSTIZIA

“Se le dichiarazioni della madre di Saman, relative alla morte della ragazza, dovessero essere confermate, ci troveremmo di fronte a un tragico ma purtroppo annunciato epilogo. In cuor nostro tutti avevamo sperato in una conclusione diversa perché è aberrante il pensiero che una intera famiglia possa organizzare l’omicidio di una giovane, colpevole solo di voler vivere “all’occidentale”.

Saman non è la prima vittima di questo odio “culturale” che si accanisce contro le donne. Adesso le Istituzioni hanno il dovere di interrogarsi: su chi accogliamo, sul vero significato dell’integrazione, su cosa non funziona quando una ragazza chiede aiuto ai servizi sociali. Saman andava protetta e così non è stato. Le dobbiamo giustizia”. Enrico Aimi, senatore di Forza Italia

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