REPORTAGE
A spasso nelle ex-Reggiane tampinati da un “sorvegliante”
Si entra liberamente, altro che green pass. Infiltrazioni terroristiche?

DI PIERLUIGI GHIGGINI

3/9/2021 – Altro che Reggiane Off. Queste sono Reggiane Free, con ingresso libero senza controlli e, vadassè, senza Green Pass. E’ certamente più facile entrare nella città abbandonata dell’antico complesso industriale delle Officine Reggiane che nel centro storico di Reggio Emilia. Non ci sono varchi attivi, non ti multa nessuno e non si paga parcheggio.

Il varco spalancato delle ex-Reggiane

Lo ha verificato di persona l’avvocato Luca Tadolini, uno dei promotori della manifestazione annunciata per il 18 settembre in via Agosti, in un sopralluogo avvenuto nel pomeriggio di mercoledì e documentato con un reportage fotografico diffuso su Facebook. “Il presidio permanente annunciato dalle istituzioni consiste in un’auto davanti al secondo cancello chiuso di via Agosti – scrive Tadolini – Tutte le altre entrate sono aperte, con un via via di persone non sorvegliate”.

Lungo i viali delle Omi Reggiane, quasi centovent’anni di storia, si incrociano persone italiane e straniere che attendono tranquillamente alle loro faccende. Qua e là segni di cantieri aperti: sono le famose demolizioni?

Manca, è vero, un mercato a cielo aperto con bancarelle, i traffici avvengono nei capannoni, però la sorveglianza è assicurat, e vi provvedono con elevato senso civico gli stessi cittadini della terra di nessuno. Autogestione e sana condivisione del controllo sociale. “Mi ha seguito un’utilitaria, la volante c’era uno straniero. A un certo punto mi si è affiancata e il giovane alla guida ha detto: “Di là è chiuso, non si esce”. Un invito implicito a girare la macchina e andarsene.

Il presidio della Polizia in via Agosti

“Confermiamo la nostra richiesta -scrive l’avvocato – Le ex Officine Reggiane vengano poste in sicurezza con un’unica operazione delle forze dell’ordine, poi chiuse e poste sotto sorveglianze di telecamere e custodi fissi”.

Ma a questo punto non è soltanto un problema di microcriminalità. Serpeggia il timore che il complesso – monumentale fallimento della politica reggiana e più in generale della classe dirigente cittadina – possa diventare il ridotto imprendibile di cellule fondamentaliste pronte ad entrare in azione in qualsiasi momento.

Lo storico cancello sbarrato

E’ la crisi afghana a far alzare l’asticella dell’allerta, ma non solo. Il senatore Enrico Aimi, coordinatore regionale di Forza Italia, si interroga sulla scritta Gaza scoperta all’ingresso di un capannone sbarrato con porta e catenaccio, scritta documentata in una foto diffusa dalla Polizia dopo l’ultimo pattuglione interforze. “Abbiamo già assassini, spacciatori, rapinatori, deprezzatori di cadaveri – il riferimento di Aimi è alla sconvolgente vicenda di Saman Abbas – Ora ci manca il terrorista”.

ai confini col Tecnopolo

“Alle ex Officine Reggiane spaccio e degrado sono all’ordine del giorno – avverte il senatore della Commissione Esteri – ma il pericolo più grave sono le infiltrazioni del fanatismo di matrice islamica.  Reggio Emilia, in conseguenza di fallimentari politiche di accoglienza, è purtroppo realtà ad alto rischio, una accogliente base logistica anche per le più spregiudicate inclinazioni criminali.

“Su di un muro, tra escrementi umani, siringhe e sporcizia, campeggia ancora una scritta evocativa: Gaza. Dubitiamo sia il nome di una via, o di un inquilino dello “stabile”. Appare con maggiore probabilità – e nella migliore delle ipotesi – una scritta propagandistica, ma ci chiediamo: a quale scopo? Forse un luogo d’incontro, per riconoscersi con maggiore facilità? Non prendiamo alla leggera questi segnali, e lo Stato, unitamente all’amministrazione comunale, facciano sentire con forza la loro presenza”.

La scritta Gaza a fianco della porta chiusa

Conclude Aimi; “Non vorremmo che qualche testa calda – e purtroppo ce ne sono già tante, giunte in Italia a bordo di ONG o su improvvisati gommoni – avesse in animo di proseguire a casa nostra la lotta per la liberazione della Palestina o altre battaglie ideologiche. A Reggio Emilia abbiamo già collezionato assassini, spacciatori, rapinatori, violentatori, deprezzatori di cadaveri: ci manca il terrorista. Francamente non ne avvertiamo la nostalgia. La gente è esasperata: tolleranza zero”.

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Una risposta a 1

  1. Top Ten Rispondi

    14/09/2021 alle 10:03

    Questo è “l’onore” dei politici reggiani ..?..
    Cazzo, che capolavoro.

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