Ex-Reggiane: “Il sindaco si dimetta”
Reggio Emilia commissariata dallo Stato

12/10/2021 – Le opposizioni alzano il tiro dopo lo sgombero delle ex gloriose Officine Meccaniche Reggiane e l’inizio dei lavori di “sigillatura” di ingressi, finestre e, almeno si spera, dei varchi di accesso alla più grande area industriale abbandonata, e a ridosso del centro città, del nord Italia. Presentano un lungo conto all’amministrazione locale e in particolare al sindaco Luca Vecchi, del quale ora chiedono le dimissioni.

Ex-reggiane: profezia sulla storica palazzina della direzione

Richiesta che sarà al centro della manifestazione di sabato prossimo, 18 settembre, in programma in via Agosti, davanti all’ingresso principale delle x-Reggiane, su iniziativa di un gruppo eterogeneo di promotori che ha già ottenuto l’adesione di parlamentari ed esponenti politici del centro destra, in particolare dei deputati Benedetta Fiorini della Lega, Tommaso Foti di Fratelli d’Italia e del senatore Enrico Aimi, coordinatore regionale di Forza Italia.

Ed è proprio Aimi ad annunciare, con una dichiarazione diffusa oggi, da toni durissimi, la richiesta di dimissioni del sindaco di Reggio Emilia.
“Sabato prossimo, 18 settembre, alle ore 18, davanti ai ruderi di quelle che furono le Officine Reggiane, si terrà la manifestazione di proposta e di protesta in cui chiederemo le dimissioni del Sindaco Luca Vecchi – scrive il senatore della Commissione esteri – Il disastro emerso, che ha portato allo sgombero dell’area ordinato dalla Prefettura, è il segno tangibile di un fallimento che si trascina da tanti, troppi anni e che si somma al malgoverno della città in tutti i suoi aspetti.

E’ sufficiente ricordare le indagini in Comune, la cementificazione, la gestione incontrollata dell’immigrazione, l’insicurezza, il degrado nei quartieri, l’incuria del verde urbano, i costosissimi mega cantieri e i rifacimenti che hanno mortificato la città, l’abbandono alla chiusura del commercio reggiano, la mala gestione del traffico, l’inquinamento fuori controllo. Ce n’è a sufficienza per dire Basta – conclude Aimi – Per questo e per tanto altro ancora, davanti alle ex Officine Reggiane, simbolo distrutto del lavoro, chiederemo le dimissioni del Sindaco”.

Comunque la si veda, è innegabile che il sindaco Vecchi – dopo aver respinto per anni le richieste di un intervento radicale per mettere fine al disastro ex-Reggiane, dove la legalità aveva ceduto il passo alla delinquenza e alla gestione di tipo mafioso di un’area gigantesca diventata terra di nessuno – ha dovuto adeguarsi di fronte alla richiesta perentoria del prefetto Iolanda Rolli, che ha preso in mano la situazione su mandato del ministero dell’Interno.

Ex-Reggiane: le finestre vengono murate

La sostanza, che nessuno ovviamente ammetterà mai in modo aperto, è che in questo momento il comune di Reggio Emilia è ufficiosamente commissariato dallo Stato. Sarà bene ragionare a fondo e senza pregiudizi sui motivi che l’hanno imposto. Certo è che una situazione simile non si era mai verificata, nemmeno negli anni della guerra fredda quando Reggio era il fortilizio filosovietico da tenere sotto stretto controllo nel cuore dell’Italia democristiana.

E’ per questo che la vicenda ex-Reggiane, con il suo coacervo di immobilismi, sottovalutazioni, intrecci di interessi e di danni inferti per anni alla città, oggi costituisce il punto più basso mai raggiunto nella storia del governo locale a Reggio Emilia. I cittadini se ne sono accorti, sarà bene trarne le debite conseguenze.

PIERLUIGI GHIGGINI

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Una risposta a 1

  1. JANNACCI Rispondi

    13/09/2021 alle 07:08

    Abbeh sì bhè…a’io’ vist un re..un impeeratoreeee…abbheee sììì bhèèè

    Speriamo che sia la volta buona…

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