Processo strage di Bologna
Malore al processo: Paolo Bellini ricoverato al Sant’Orsola
Il killer respinge le accuse: “Io non c’entro”. Ma non chiarisce se quella mattina era in stazione

3/9/2021 Paolo Bellini ha accusato un malore durante l’udienza di oggi al processo per la strage di Bologna: portato via in ambulanza dal tribunale di Bologna, ora è ricoverato in ospedale al Sant’Orsola per accertamenti.

Il killer della Mucciatella, l’ex Primula Nera di Reggio Emilia, da oltre vent’anni collaboratore di giustizia, è il principale imputato, con l’accusa di concorso in strage, del processo improriamente definito “ai mandanti” (quelli indicati nel teorema della Procura sono tutti morti).

L’udienza è stata sospesa per una ventina di minuti, poi è ripresa con una comunicazione del presidente della Corte d’Assise di Bologna, Francesco Maria Caruso; “Diamo atto che l’imputato Bellini viene ricoverato al Sant’Orsola, ma ha detto ai suoi difensori di proseguire con l’udienza”.

E’ la seconda volta che Bellini, colpito da anni da una grave patologia, si sente male in pieno processo. Questa volta le sue condizioni hanno consigliato il trasferimento in ospedale.

Paolo Bellini in Tribunale, il giorno della prima udienza

Nell’udienza di mercoledì, Bellini aveva chiesto di parlare, e il presidente Caruso gli aveva dato la parola nel pomeriggio, dopo che erano sfilati i testimoni, compreso l’ex capo della Digos di Reggio Emilia Raffaele Ponzetta.

Un monologo di mezz’ora buona, nella quale il killer pentito ha spiegato come arrivò in Sudamerica, come riuscì in Brasile a ottenere l’identità di Roberto Da Silva, e come rientrò in Italia “con un botto di soldi” (“Mia madre li nascondeva nel materasso”) grazie al commercio di orologi. E quanti soldi riuscì a fare ancora, spacciandosi per brasiliano, nel giro dell’antiquariato a Foligno. Ma soprattutto Bellini ha dichiarato la propria estraneità alla strage: “Io non c’entro niente con la strage di Bologna, se l’avessi fatta l’avrei dichiarato ad allora e non è neanche vero, come dice qualcuno, che avrei paura di confessarla”. “Io non ho niente a che fare con questa situazione”, ha rincarato, rivelando di non aver accettato neanche i 130 mila euro offerti dallo Stato quando è uscito dal secondo programma di protezione.

Ha accennato ha “tradimento” di alcuni famigliari, forse in riferimento alla ex moglie che lo ha riconosciuto come l’uomo del filmino girato in stazione, sul binario 1, pochi minuti prima dell’esplosione, e poi in tribunale ha ammesso che la famiglia lo aveva coperto la mattina della strage.

Dopo mezzora di dichiarazioni torrenziali il presidente Caruso lo ha interrotto: “Le sue paroli sono interessanti, anche se non strettamente correlate al processo. Comunque nessuno può verificare quello che dice. Lei ha spiegato di aver imbrogliato per tutta la vita tutto il mondo: perchè dovrebbe dire la verità adesso?”, E l’imputato, di rimando: “Allora la mia collaborazione del ’99 non vale niente?“.

L’uomo ripreso in stazione

Resta il fatto che le dichiarazioni spontanee di Bellini hanno lasciato la sua posizione in un profondo cono d’ombra. Non ha chiarito se la mattina della strage si trovasse effettivamente a Bologna, e per conto di chi. Non ha chiarito che cosa sia accaduto quella mattina dopo la partenza da Reggio Emilia per Rimini, portando con sè la nipote. Non ha detto se fosse effettivamente tra i soccorritori, dopo la strage, come invece sembrerebbe da numerose immagini riprese da emittenti locali e fotoreporter.

E non ha spiegato cosa ci facesse, in un certo giorno del febbraio 1980, all’hotel Lembo a Bologna, lo stesso albergo dove si trovava Thomas Kram, professore tedesco esperto in esplosivi inquadrato nel gruppo terroristico Carlos (al soldo dei palestinesi dell’Fplp di George Habbash, ben insediati a Bologna e in Emilia, dove facevano transitare armi ed esplosivi). Lo stesso Kram, giova ricordarlo, che si trovava a Boloagna la mattina della strage, e non per un caso fortuito

C’è da augurarsi che Bellini possa tornare in aula al più presto, per dare risposte convincenti a queste e altre domande ancora.

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