In viaggio tra le montagne di Dante
Lectio di Giulio Ferroni alla Sala degli Specchi
Letture di Stigliani, con la ghironda di Simonazzi e la viella di Reverberi

15/9/2021 – E’ già tutto esaurito per la conferenza del professor Giulio Ferroni, Emerito della Sapienza di Roma, nel settimo centenario di Dante Alighieri in programma mercoledì 15 settembre alle ore 18.30 alla Sala degli Specchi del Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia.

Ingresso su prenotazione con obbligo di Green Pass, mascherina e distanziamento.

Promosso dalla Far-Studium Regiense con la collaborazione del comune di Reggio Emilia, è l’evento di maggior rilievo tra quelli programmati nel reggiano per l’anno dantesco, e avrà luogo nella data fatidica del 15 settembre, proprio il giorno in cui sette secoli fa il Sommo Poeta spirò a Ravenna.

Dante, olio su Tela di Leda Tagliavini

La conferenza di Giulio Ferroni, studioso tra i più famosi e autorevoli della storia della lettera italiana, è intitolata “Viaggiando tra le montagne di Dante”, con un evidente riferimento alla Pietra di Bismantova (… qui convien che uom voli…) ed è basata sul lungo viaggio realmente intrapreso dallo stesso Ferroni nei luoghi visitati e citati dall’Alighieri, come un pellegrino di altri tempi, e raccontato nel libro “L’Italia di Dante” pubblicato nel 2019. Ma la conferenza costituisce un’occasione unica per approfondire le relazioni fra il Fiorentino e il territorio reggiano: il mistero e il fascino della Pietra, citata nel Purgatorio, il rapporto con Guido da Castello, il Liber Figurarum di Gioachino da Fiore.

Mercoledì pomeriggio, alla Sala degli Specchi, Faustino Stigliani leggerà i testi di Dante, e Paolo Simonazzi (ghironda) ed Emanuele Reverberi (viella) eseguiranno musiche del XIV secolo.

GIULIO FERRONI

Il professor Giulio Ferroni, premio Viareggio 2020, curatore fra le altre numerose opere dell’Enciclopedia della Letteratura Italiana pubblicata da Einaudi (1991) e da Mondadori Università (2012), è autore della monumentale “Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia Italiana” uscita nel 2019 per La Nave di Teseo, in cui l’Autore narra in prima persona i luoghi del Divino Poeta, proprio come in un autentico diario di viaggio dello studioso che si fa pellegrino, raccontando la propria esperienza personale sulle orme immortali di Dante.

Giulio Ferroni

Ed è quel viaggio a fare da sfondo alla lectio reggiana di Ferroni, alla Sala degli Specchi, in un giorno altamente simbolico, proprio al compimento dei settecento anni dalla morte di Dante, che spirò per un attacco di malaria a Ravenna, di ritorno da Venezia, nella notte fra il 13 e 14 settembre 1321.

LE ORME REGGIANE DI DANTE: BISMANTOVA E GUIDO DA CASTELLO

Nondimeno la conferenza, e la stessa disponibilità del professor Ferroni, si spiegano con la tracce di assoluto rilievo del rapporto di Dante col mondo reggiano dell’epoca.

Celeberrima la citazione della Pietra di Bismantova (…ma qui convien ch’om voli, Purgatorio Canto IV), e non meno rilevante l’elogio dedicato nella Commedia a Guido da Castello, l’aristocratico reggiano esiliato dai Bianchi che avevano preso il potere in città (“Currado da Palazzo e ‘l buon Gherardo e Guido da Castel, che mei si noma francescanamente, il semplice Lombardo“, Purgatorio Canto XVI).

E tale rapporto rimanda a un ulteriore legame con Reggio, più sottile ma di indubbia potenza proprio per la fondazione della Commedia: l’ispirazione tratta dal Sommo Poeta dall’esame del Liber Figurarum di Gioachino Da Fiore, in cui insondabili misteri teologici, come la Trinità, sono disvelati con la chiarezza insuperabile delle figure di figure mirabilmente concepite e realizzate.

La Pietra di Bismantova (ph. Deborah Costi)

DANTE E IL LIBER FIGURARUM DI GIOACHINO DA FIORE

E’ quanto mai opportuno ricordare che Il Liber Figurarum, ritenuto perduto da tempo immemorabile, fu ritrovato proprio a Reggio Emilia negli anni ’30 del secolo scorso dal parroco di Bibbiano e insigne biblista monsignor Leone Tondelli. E qui, nel museo diocesano, è conservata uno delle cinque copie esistenti al mondo dell’opera gioachimita.

Il mistero della Trinità nel Liber Figurarm di Gioachino a Fiore

Dante nel Paradiso (Canto XIII) rende omaggio al “calavrese abate Gioachino, di spirito profetico dotato“. E nel XV Canto descrive il mistero della Trinità proprio come se avesse davanti agli occhi il Libro delle Figure, e in particolare una delle sue rappresentazioni fra le più celebri:

Quell’uno e due e tre che sempre vive

e regna sempre in tre e’ndue e ‘n uno,

non circumscritto, e tutto circumscrive…“.

Che proprio a Reggio abbia avuto compimento il viaggio dantesco iniziato nella selva oscura? Non ne abbiamo la certezza storica, ma certo gli elementi per indagare, scavare, studiare e anche sognare non mancano.

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    15/09/2021 alle 11:06

    Grazie della splendida presentazione.

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