I segreti della hypercar elettrica
made in Reggio
Tecnologie, design, prestazioni, prezzi. VIDEO

DI MARCELLO NIZZOLI

Marcello Nizzoli

27/9/2021 -Ha avuto un grande successo di pubblico la prima esposizione in Italia della hypercar Hongqi S9, letteralmente avvolta in un enorme e scenografico drappo di seta bianca ed azzurra, chiaramente evocativo del nome aziendale “SILK”. L’ installazione è stata curata dal celebre architetto Michele De Lucchi. La prima italiana è avvenuta in via Tortona, a Milano, nel cuore del Fuorisalone del Mobile, scelta aziendale molto coerente, per valorizzare la linea unica della nuova autovettura S9, concepita dal famoso designer italiano Walter De Silva, che sarà completamente sviluppata e prodotta da Silk-Faw Automotive GRoup Italy Srl, nella cittadella industriale e digitale che sarà realizzata nelle campagne di Gavassa, servita da un nuovo casello A1.

Aver toccato con mano e visto dal vivo la nuova hypercar reggiana ci permette di approfondire qualche aspetto molto interessate ed esclusivo.

La Honqi S9 esposta a Milano

Il CUORE MECCANICO

Si tratta di un’unità endotermica 8 cilindri a V ad altissime prestazioni, appositamente sviluppata per la S9, sembra (circola questa ipotesi), in collaborazione con HPE Coxa, di Modena, della quale è presidente Piero Lardi Ferrari, unico figlio vivente ed erede del Drake!

Il potentissimo motore V8, 4.000 cc. sviluppato in esclusiva per la S9, eroga 918 hp (675 kW) e si caratterizza per il doppio turbocompressore, assistito elettricamente, una vera novità tecnologica. I motori elettrici applicati ai due turbo servono ad evitare i tipici ritardi e vuoti, caratteristici della sovralimentazione a turbina e permettono, anche a bassi regimi di rotazione, di arrivare alla mostruosa coppia massima di 850 Nm. Una delle caratteristiche salienti dell’esclusivo cuore motoristico ICE della S9 è l’omologazione europea Euro 7, che gli permetterà di essere immatricolata per molti anni, in futuro, anche in Europa, ma soprattutto di inquinare poco anche grazie alla straordinaria efficienza del motore, dichiarata, superiore del 35% ad ogni altro motore endotermico in commercio, oggi.

L’8V trasmette la sua potenza all’asse posteriore grazie al cambio posto posteriormente al motore stesso. La trasmissione posteriore della S9 è dotata di un innovativo differenziale meccatronico, caratterizzato dal dispositivo di controllo “tork-vectoring”, per migliorare la sicurezza attiva ed il piacere di guida dell’autovettura.

È giusto scrivere che le innovazioni tecnologiche presentate da SILK-FAW, sulla S9, si diffonderanno, sicuramente, rapidamente, anche sulla produzione di massa tipica della Motor Valley: i turbocompressori elettrificati potranno permettere a molti motori diesel e benzina di inquinare meno, di avere migliori prestazioni, ma soprattutto di avere una più alta efficienza energetica, destinata anche a macchine professionali, da lavoro, come trattori agricoli e macchinari movimento terra.

IL CUORE ELETTRICO

La Hongqi S9 è un’auto ibrida, di tipo plug-in, tecnicamente una PHEV: grazie alla sua batteria ricaricabile, anche durante la sosta ed ai due motori elettrici posti sull’asse anteriore, può circolare in modalità completamente elettrica, cioè con il motore V8 spento. Questa modalità di guida sarà utile a circolare in città, silenziosamente ed a zero emissioni, per parecchi chilometri (l’autonomia stimata non ci è stata ancora comunicata da Silk FAW).

In funzionamento prestazionale, dinamico, la S9 è una vera quattro ruote motrici, con tutti i vantaggi del caso, ma con ingombri della trasmissione elettrica anteriore davvero ridotti al minimo rispetto ai tradizionali 4WD, vincolati da ingombranti trasmissioni meccaniche. Il comfort e lo spazio dell’abitacolo della S9 è quindi superiore, grazie alla tecnologia elettrificata-ibrida, non avendo il tunnel centrale, permette a persone fino a 185 cm di altezza di sedere e guidare comodamente, con lunghezza e larghezza dell’abitacolo adeguate, esclusive, non vincolate dai rigidi organi meccanici tradizionali.

Il power-train elettrico anteriore ha una tensione di funzionamento di 800V, max corrente 400 Amp., come su tutte le innovative e più recenti supercar elettriche. Queste caratteristiche tecniche dovrebbero permette alla S9 la ricarica ultrarapida delle batterie, a 350 W di potenza, con tempistiche d’attesa ridotte al minimo, cioè di pochi minuti, se collegata alle colonnine elettriche di ultima generazione, già presenti in Italia ed Europa (questi ultimi dati sono una nostra ipotesi, non sono dichiarati dall’R&D di SILK-FAW).

La potenza a disposizione solo dell’asse anteriore, a trazione completamente elettrica, è di ben 390 kW, 530 hp che ne fanno, nel caso dell’uso della S9 in modalità “full-electric”, comunque, una supercar di tutto rispetto, di notevole potenza, considerando anche la rilevante coppia di 1.300 Nm a disposizione per ogni ruota frontale.

IL CORPO VETTURA

La carrozzeria della S9 è molto attraente, sin da subito. Walter De Silva ha fatto davvero un gran lavoro, la prima cosa che balza all’occhio è il padiglione centrale, l’abitacolo, praticamente, completamente trasparente, con tanta luce, che fa venire voglia davvero a tutti di saltare al volante. Quest’ultima sensazione non è trascurabile visto che le hypercar concorrenti della S9, prese come riferimento dai tecnici di Silk FAW, con marchi blasonati come Pininfarina, Bugatti, Aston Martin e Lotus, hanno spesso abitacoli angusti, cupi, quasi claustrofobici ed un’accessibilità scarsa, non viene certo voglia a tutti di mettersi al volante in abitacoli molto stretti e corsaioli.

La S9 invece è luminosissima, caratterizzata dalle trasparenze, infatti, dall’esterno si possono vedere bene tutti gli interni, addirittura i pedali, grazie ad un’originale finestratura sul cruscotto in pelle, rifinito a mano, con belle cuciture rosse, a contrasto. Le portiere ad apertura verticale, con doppia articolazione, prima parallele al senso di marcia, poi verso l’esterno, permettono di parcheggiare la S9 in spazi relativamente ridotti ma anche di fare un po’ di spettacolo! (oggi l’apertura e la chiusura della S9 sono assistite da uno scenografico meccanismo elettrico, ma sembra che, nella versione definitiva, saranno rese manuali).

L’altezza massima della vettura è ridotta, da vera sportiva, circa, soli 116 cm, con relative possibili, difficoltà d’accesso, ma grazie alla cappotta trasparente ed alle portiere che comprendono parte del tettuccio, la rendono accessibile e equilibrata nei volumi. La S9, a colpo d’occhio potrebbe apparire quasi come una classica carrozzeria barchetta od una spider.

IL DESIGN ESCLUSIVO DEI PARAFANGHI

Le cromie scelte, per il prototipo di S9, in mostra, a Milano, in diverse tonalità di grigio, oltre che molto eleganti sono davvero congrue allo scopo espositivo, permettono di vedere perfettamente le linee sinuose degli originali parafanghi, magistralmente disegnati da Walter De Silva, sicuramente una caratteristica originale e distintiva della S9. Il parafango anteriore, tangente alla ruota, degrada perfettamente verso il retrotreno, il parafango posteriore ha un’inclinazione simile, ma opposta a quello anteriore. Le due linee rette dei parafanghi s’incrociandolo sulla fiancata, circa all’altezza delle spalle dei passeggeri creando davvero un effetto ben riuscito e caratterizzante del design della S9.

Sulla Hongqi S9 ci sono tante, adeguate, citazioni stilistiche di auto classiche, anni ’50 – ’60, come confermatoci da De Silva: la cosiddetta “long tail” è senza dubbio proveniente dalle linee delle vetture che correvano a Les Mans, ma anche la presa d’aria laterale, trapezoidale, sulle portiere, ricorda bolidi del passato, come la barchetta Ferrari 250 TR59 Testa Rossa, telaio 704, carrozzata da Scaglietti, che corse nella mitica Mille Miglia: è celebre anche per la recente vendita all’asta a 29 milioni di euro, il secondo prezzo più alto di sempre mai pagato per un’automobile.

TELAIO E FUNZIONALITA’ AERODINAMICA

Le sinuose e raffinate curve della carrozzeria della S9 nascondono bene un telaio high-tech, completamente in carbonio a fibre lunghe, derivato direttamente dall’ultima tecnologia utilizzata oggi in Formula 1, sviluppato e prodotto dalla Dallara Automobili di Varano de Melegari (Parma), che garantisce rigidità, guidabilità uniche ma anche sicurezza passiva, cioè protezione dei passeggeri, in caso d’incidente, con deformazione controllata della scocca.

Il lavoro degli ingegneri della Dallara si nota moltissimo anche nelle sofisticate e numerose prese d’aria e nei diversi passaggi fluido dinamici, compreso l’estrattore posteriore ed il fondo piatto. Da un’ispezione approfondita la S9 sembra quasi “vuota”, infatti, come succede nelle recenti vetture di F1, la posizione del motore, della trasmissione meccanica e dell’abitacolo sono letteralmente disegnati in galleria del vento e il passaggio dell’aria funzionale sia al raffreddamento di tutti gli organi, soprattutto motori e freni, ma anche ad una migliore penetrazione, tenuta di strada e guidabilità.

La grande ala regolabile posteriore, che ad auto ferma scompare completamente nella lunga coda, esce con un meccanismo automatico, elettrico, ma si ritrae di nuovo nel caso che il conducente decida di correre fino alle velocità massime, di 400 km/h ed oltre. Infatti, nel caso di velocità estreme, gli ingegneri di SILK-FAW hanno deciso di non avere “disturbi aerodinamici” provocati dall’ala posteriore, preferendo la migliore penetrazione aerodinamica richiesta dalle altissime velocità raggiungibili.

Ancora da definire qualche dettaglio tecnico, come la dimensione ed il tipo di batterie che verranno alloggiate nel pianale di carbonio, già predisposto, e dalle quali dipenderà l’autonomia di guida in modalità elettrica.

LE PRESTAZIONI E IL PREZZO

Su di una hypercar come la Hongqi S9 le prestazioni non possono essere che estreme: potenza totale massima totale a disposizione 1381 hp, velocità massima oltre 400 Km/h, da 0 – 100 km/h in meno di 2,0 sec., 0 – 200 km/h in meno di 6,0 sec., 0 – 300 km/h in meno di 11,0 sec.

Anche il prezzo annunciato è da hypercar: 1,2 milioni di euro, ma viste le possibili personalizzazioni, ci sarà una forbice ampia di varianti.

POSIZIONAMENTO DEL MARCHIO, GAMMA E STRATEGIE AZIENDALI

Katia Bassi, recentemente nominata Managing Director di SILK-FAW e Roberto Fedeli Chief Technology & Innovation Officer, ci hanno dato qualche spunto su strategie industriali e marketing di prodotto: alla Hongqi S9 ibrida, si aggiungerà anche la S7, hypercar a batterie, completamente elettrica, con tecnologia BEV. Sia la S9 che la S7 saranno sviluppate e prodotte esclusivamente nella nuova fabbrica di Gavassa, Reggio Emilia, che sarà un vero campus, una cittadella con servizi avanzati generali anche per le persone, dall’albergo 5 Stelle alla spa, come dichiarato dalla neo-MD Bassi. Poi arriveranno due autovetture del segmento premium, quindi di più ampia produzione, con prezzo stimabile ridotto, denominati Hongqi S3 ed S5, completamente elettriche, sviluppate dall’engineering di Reggio Emilia, ma con produzione e assemblaggio in Cina.

Secondo l’Ing. Fedeli, responsabile d’Innovazione e Prodotto di SILK-FAW, tecnologicamente la Motor Valley offrirà un grande apporto per il know-how tradizionale, già sviluppato da decenni d’evoluzione, per aerodinamica, costruzione del telaio e della componentistica generale delle vetture Hongqi. Invece, il nostro territorio beneficerà dell’apprendimento di nuove tecnologie come quella delle batterie, del software, degli ADAS digitali, della connessione alla rete 5G, dove sicuramente il gruppo SILK-FAW può vantare un’esperienza globale notevole, di vari anni di sviluppo, già oggi.

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8 risposte a I segreti della hypercar elettrica
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  1. Sergio Simonazzi Rispondi

    27/09/2021 alle 14:49

    Temo che ci voglia un ritardato mentale a concepire oggetti così inutili e a concedere terreno agricolo per produrli.Alla faccia dei cambiamenti climatici,dei limiti delle risorse, delle disuguaglianze,dell’insostenibilita’di questo modello di sviluppo (dimostrato recentemente anche dall’ippc),Dell’esigenza di un cambio di paradigma, etc…

    • fausto poli Rispondi

      27/09/2021 alle 21:49

      Buonasera. Qualche politico ha portato questo business in territorio Reggiano. Poteva essere Roma, Dublino, oppure San marino, oppure Torino. Modena, Londra, qualche paese americano. Ste vetture arrivano da prudurre in terreno italiano. Ma chi ci lavorera’, si fara’ un bel mazzo, credetemi. E’ il business alla Bezos, solo che Lui non ha bisogno della politica. Lui ha creato tutto con una societa’, poi ha quotato il tutto. Ma la differenza e’ abissale tra gavassa e l’impero di Bezos. E tutti rosicano. I produttori di batterie di Reggio emilia finiranno per venderLe in cina, da dove le hanno comprate. Anche la ferrari la producono a Modena, che diamine, soplo che il gruppo e’ stellantis o simili. Il distretto e’ attrezzato, solo che ci ci lavorera’ saranno sempre cooperative. e SI STANNO ATTREZZANDO, LE COOP DICO.

  2. fausto poli Rispondi

    27/09/2021 alle 21:55

    Caro Nizzoli, non credo che tanti nomi altisonanti comparteciperanno. La Dallara, lavora soprattutto in America, non credo abbia accettato. Avra’ accettato la Sua pubblicita’, ma la Dallara e’ un’istituzione mondiale. fattura l’inverosimile. Queste auto radente suolo non avranno futuro. Che sia uno specchietto per le allodole ? Ma chi compra un’auto sportiva a batteria ? Nisun.La Dallara poi paga poco in marketing. Vi paghera’ lo Stato semmai.

  3. fausto poli Rispondi

    27/09/2021 alle 22:03

    Saranno automobili che usciranno da Reggio Emilia rifinite. Ma il cuore non sara’ Reggio Emilia. Il cuore e’ la’ dove le concepiscono coi loro denari. Inquietante che in Italia non si costruiscano auto stile Bezos a circuito chiuso. Troppo tirchi a Montecitorio ?

  4. giosuè Rispondi

    28/09/2021 alle 12:01

    Quindi venderemo tecnologia e know how ad una società cinese che poi produrrà in Cina. Quindi qui qualche prototipo e studi.
    Tanto fracasso quando in realtà si venderà know how finché lo vorranno i cinesi, che in seguito ci supereranno.
    Prepariamoci al dopo !

  5. giosuè Rispondi

    28/09/2021 alle 12:03

    Cioè noi ospitiamo un laboratorio di proprietà cinese per poi trasferire in Cina il know how.
    La vera innovazione sarà l’albergo a 5 stelle!

  6. Luciano Salsi Rispondi

    28/09/2021 alle 19:46

    In questi giorni Reggio ha celebrato con molte iniziative la settimana della mobilità sostenibile. Nello steso tempo ha presentato la supercar che, avendo un motore termico mostruoso, inquina molto più di un’utilitaria euro zero. Il motore elettrico, poi, non fa che trasferire le emissioni dalla marmitta alle ciminiere delle centrali termoelettriche.

    • Poli Fausto Rispondi

      29/09/2021 alle 13:19

      La maggior parte dell’energia elettrica aria dal nucleare. Ma ci sta, anche Besoz fa auto elettriche. E il profitto vola. Ma qui a Gavassa, il nucleo automobilistico servirebbe per abbassare le tasse. Nuovi investiori, che pero’ favoriranno le solite caste. Hanno aumentato le spese per luce e gas,e i vari schieramenti politici mettono paletti, dicono, per arginare il dilagare delle tasse. I paletti, di legno di castagno, vabe’…………………cioe’ dilatare le tasse, arginare o dovremo dilatare……..Mi spiace descrivere ste situazioni, mentre speravo in un progresso politico a 360 gradi. Ci tocca dilatare…….?

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