Festival Kids, lezioni Lgbt+ a bambini e ragazzi
La Lega: “Inaccettabile”
Rabitti replica: “Paure medievali”

15/9/2021 – Si parlerà di ambiente, di scienze, di attivismo under 14 e come difendersi dalle fake news, di razzismo in chiave Black Lives Matter (movimento non propriamente nonviolento), di femminismo e parità di genere, e anche di gay, lesbiche, transex e bisex a Kids, la tre giorni dedicata a bambini, ragazze e ragazze, negli spazi dei chiostri di San Pietro e del Laboratorio Aperto, a Reggio Emilia (venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 settembre).

Il festival è promosso da Internazionale , il prestigioso magazine casa-madre di Kids, e dal Comune di Reggio Emilia con la Fondazione Palazzo Magnani, con molti ospiti di eilievo, un notevole spiegamento di risorse pubbliche e Iren come main sponsor. Può inoltre contare sul sostegno di Enel Cuore Onlus e sulla collaborazione di Farmacie Comunali, Fondazione Reggio Children, Pause ristorante, Reggio Città Senza Barriere, Reggio Children, Re Mida.

Il programma è fuori dagli schemi, frizzante e ricco di spunti: particolarmente interessanti quelli dl cultura scientifica, neuroscienze, biologia. Tuttavia lo spirito libertario non riesce a celare l’ispirazione neoglobalista e una visione di pedagogia ideologica, che finisce per ruzzolare in un paradigma duro a morire, secondo cui non è l’essere (il bambino, il ragazzo, l’adulto) al centro del processo educativo, ma la società nei suoi cambiamenti turbinosi.

Jonathan Bazzi

Il grido di “liberazione”raggiunge l’acme con due lectio di Jonathan Bazzi, vincitore del Premio Strega 2021, che intratterrà i pre-adoloscenti sul tema Lgbt+La generazione fluida. Una mappa per orientarsi nella moltitudine delle identità sessuali. Il messaggio “educativo” è chiaro: non esiste più la certezza di essere o femmina o maschio, tutte le varianti sono sullo stesso piano e praticabili in un senso o nell’altro.

Non può meravigliare dunque se il programma ha suscitato qualche perplessità, e non necessariamente tra i soliti biechi reazionari, soprattutto per il modo acritico con cui viene presentato, come se fosse la nuova verità rivelata e con il gioioso imprimatur dell’ente locale. Del resto non siamo il Comune dei bagni trangender e – molto indietro nel tempo – d’asilo del Living Theatre scacciato da ogni dove? Vero, ma siamo anche la città di Malaguzzi e di Reggio Children, che con la cultura neoglobalista non avrebbero proprio niente da spartire. Mentre qui ritroviamo Reggio Children in ruolo ancillare tra i collaboratori del festival Kids. I tempi cambiano, e con loro anche le teste e le storie.

In proposito, ha battuto un colpo il gruppo consiliare della Lega rilevando come “la possibilità di un grande evento per la città, come di consueto, si traduce invece in una iniziativa di tipo politico, strumentale alle politiche della nostra amministrazione comunale”.
Il Carroccio critica appunto le lezioni sulla generazione fluida: “Non si può fare a meno di non notare come nei 3 giorni di incontri vengano impartite a bambini di 5/6 anni lezioni LGTBQ sulla cultura GENDER. Un argomento, a nostro parere, assolutamente inadatto al mondo dell’ infanzia – scrivono i consiglieri di opposizione – Inaccettabile che si parli a bambini che escono dall’asilo di “generazione fluida”  e di una mappa per orientarsi nella moltitudine delle identità sessuali.

Temi che certamente non devono essere affrontati a quell’età”. E concludono: “Cara Giunta comunale, non strumentalizziamo certi eventi per propri interessi politici.
I bambini sono il bene più prezioso di cui disponiamo ed abbiamo il dovere di tutelarli adeguatamente. Lasciamo loro la possibilità di scoprire la propria sessualità col tempo, affrontando certi temi a tempi opportuni con le proprie famiglie, e non con questo tipo di eventi che non fanno di certo bene alla loro crescita”.

La risposta della assessora alla cultura, Annalisa Rabitti,è arrivata a stretto giro con il corredo di accuse alla Lega di volere la censura e di essere attanagliata da “paure medievali”.

“Vorrei tranquillizzare le amiche e gli amici della Lega, che oggi hanno dato voce alle loro paure medioevali invocando la censura – scrive Rabitti – Non ci sarà alcuna “lezione di Gender” alle bambine e bambini dai 7 ai 13 anni: fa sorridere persino dirlo, ma tant’è.

Le conferenze di questi tre giorni che ci aspettano saranno un confronto, e nel caso specifico ci sarà un evento tenuto dallo scrittore Jonathan Bazzi finalista al Premio Strega, che racconterà il suo vissuto, la sua infanzia e la sua personale battaglia contro il bullismo e l’omofobia. Lo farà nel nome dell’inclusione, dei diritti e della cultura, contro ogni barriera, in particolare le più pericolose: quelle mentali e culturali.

Era da tempo che non sentivo un attacco così strumentale, e volevo confermare quanto già detto in sede di presentazione del festival: si tratta di incontri di alto profilo, modulati per un pubblico giovane in cui i relatori, persone qualificate e colte, porranno tematiche di cui già le nostre ragazze e i nostri ragazzi parlano e sentono parlare abitualmente, nel quotidiano.

Mi dispiace che la Lega- conclude Rabitti – non perda occasione per segnalarsi per quel che è: una forza politica alla quale la libertà di pensiero sta, molto spesso, troppo larga, e per questo vorrebbe restringere gli orizzonti di tutta la cittadinanza a colpi di censura. Ma ciò non accadrà. Non a Reggio Emilia”.

Al di là dei toni, un tantino sguaiati, resta da scigliere un equivoco: di cosa dovrà parlare Jonathan Bazzi, l’aiutore di “Febbre” e nuovo astro della letteratura italiana? Rabitti sostiene che la Lega ha preso un granchio perchè Bazzi – citiamo testualmente – “racconterà il suo vissuto, la sua infanzia e la sua personale battaglia contro il bullismo e l’omofobia” nel nome “dell’inclusione, dei diritti e della cultura, contro ogni barriere”.

Però si leggono parole ben diverse nel programma ufficiale di Kids, dove lo scrittore è ingaggiato per due conferenze: titolo “Lgbt+La generazione fluida”, sottotitolo: “Una mappa per orientarsi nella moltitudine delle identità sessuali“.

La differenza è evidente: o il programma di Kids contiene un errore vistoso, oppure è l’assessora a prendere un grosso granchio. Oppure qualcuno non l’ha informata a dovere. Sono necessarie spiegazioni convincenti.

PIERLUIGI GHIGGINI

LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DI KIDS

È stato presentato nei chiostri di San Pietro e in streaming, il programma di Internazionale Kids a Reggio Emilia, il festival organizzato dall’omonima testata che pubblica in italiano i migliori articoli dei giornali per ragazzi di tutto il mondo, con il Comune di Reggio Emilia.

Un fine settimana di scoperte per parlare di razzismo, sport, ambiente, femminismo e molto altro con giornalisti, scrittori, esperti, illustratori e fotografi. Appuntamento il 17, 18 e 19 settembre nel cuore di Reggio Emilia con conferenze, presentazioni di libri, incontri e laboratori per conoscere i temi all’ordine del giorno con una formula pensata per i giovani partecipanti. Tutti gli eventi saranno gratuiti e si svolgeranno nel complesso monumentale di San Pietro, recentemente restaurato dal Comune di Reggio Emilia e della Regione Emilia-Romagna.

Il festival è promosso da Internazionale e dal Comune di Reggio Emilia con la Fondazione Palazzo Magnani. Sponsor Iren. La tre giorni vede anche il sostegno di Enel Cuore Onlus e la collaborazione di Farmacie Comunali, Fondazione Reggio Children, Pause, Reggio Città Senza Barriere, Reggio Children, Re Mida.

“Siamo molto felici di presentare Internazionale Kids nello scenario affascinante dei Chiostri di San Pietro – ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – Vorrei ringraziare Internazionale per aver scelto Reggio Emilia, è un onore e una responsabilità che porta con sé l’impegno di essere all’altezza e di costruire una relazione importante con un orizzonte temporale di ampio respiro. Credo che Internazionale Kids sia un festival profondamente in sintonia con la storia della città di Reggio Emilia; una storia nel campo dell’educazione che ha sempre concepito il bambino come cittadino consapevole, portatore di diritti e di doveri, una comunità da cui Reggio Emilia parte. I temi che caratterizzano Internazionale Kids trovano a Reggio Emilia lo spazio giusto per essere ascoltati, capiti e divenire parte integrante del dibattito pubblico”.

Marcelli, direttore di Kids col sindaco Vecchi e Annalisa Rabitti

“Il festival Internazionale Kids è un progetto prezioso e importante, che parla di cultura a un target complicato e talvolta fragile – ha dichiarato Annalisa Rabitti assessora alla cultura marketing territoriale e pari opportunità del Comune di Reggio Emilia – Internazionale Kids, infatti, si rivolge a ragazze e ragazzi che stanno passando un momento di cambiamento, in cui si prova a capire il mondo che ci sta intorno. Lo sguardo di Internazionale Kids verso i grandi temi del mondo contemporaneo è uno sguardo intelligente, che non fa sconti e tratta le bambine e i bambini come persone consapevoli. Reggio Emilia è perfetta per Internazionale Kids e Internazionale Kids e perfetto per Reggio Emilia, siamo certi che questo festival renderà migliore la nostra città”.

“I preadolescenti di oggi fanno parte di una generazione costantemente collegata e molto più informata delle precedenti: apprendono le notizie dal mondo in tempo reale attraverso i social, ma poi non sempre hanno gli strumenti per elaborarle” – ha spiegato Claudio Rossi Marcelli, giornalista di Internazionale e direttore editoriale del festival di Internazionale Kids. “Con questo festival abbiamo voluto creare uno spazio di discussione e informazione, dove i grandi temi dell’attualità e della politica sono trattati in modo adatto a un pubblico giovane ma non per questo meno capace di capirli”.

“Reggio Emilia non è un luogo qualunque quando si parla dei temi dell’educazione e della scuola, il festival Internazionale Kids non si ferma qui per caso – ha detto Raffaella Curioni assessora a educazione, conoscenza, città universitaria e sport del Comune di Reggio Emilia – Qui l’educazione è interpretata come accessibile, inclusiva e di qualità, perché porta i nostri bambini a riflettere sui temi importanti dell’attualità e punta a migliorare il nostro sistema scolastico. Quest’anno abbiamo accolto le bambine e i bambini nei nostri nidi d’infanzia chiedendo loro cosa hanno provato nei complessi giorni del lockdown. Reggio Emilia è terreno fertile per un progetto come il festival Internazionale Kids, che risponderà con un’ampia partecipazione e con la voglia dei bambini e degli insegnanti di confrontarsi. Il mio auspicio è che questo evento non rimanga un appuntamento di due giorni e mezzo, ma che porti riflessioni nelle aule per tutto l’anno scolastico, che venga messo in valore e si arricchisca del prezioso contributo dei bambini, solo così cresceremo come comunità”.

Cosa ne penserebbe Loris Malaguzzi?

“La Fondazione Palazzo Magnani ha accolto immediatamente la sfida di ospitare in città il festival Internazionale Kids – ha detto il direttore Davide Zanichelli – perché è un’iniziativa nelle corde di ciò che la Fondazione fa durante il corso dell’anno. Il lavoro della Fondazione Palazzo Magnani ha una consolidata tradizione e una prospettiva attenta al lavoro qualificato per bambine e bambini, che si rivolge anche alla fascia d’età a cui parla Internazionale Kids, che di volta in volta chiede di trovare nuove modalità per interagire e confrontarsi. Il festival rappresenta per noi un’opportunità per integrare e completare la proposta di Palazzo Magnani, imparando a sciogliere le grandi domande della contemporaneità attraverso l’arte, la cultura e i laboratori.

Durante il fine settimana interverranno, tra gli altri, la scrittrice afrodiscendente Espérance Hakuzwimana Ripanti, che parlerà delle conseguenze del razzismo anche in Italia e racconterà il movimento Black Lives Matter alle più piccole e ai più piccoli. Si prosegue con approfondimenti su sesso, genere, orientamento sessuale, femminismo. Le risposte alle domande che ragazze e ragazzi si fanno ma che spesso non hanno il coraggio di chiedere.

Tra gli ospiti, la giornalista Giulia Blasi che spiegherà come combattere il patriarcato e perché la parità di genere rende più liberi tutti; lo scrittore Jonathan Bazzi parlerà della generazione fluida e offrirà una mappa per orientarsi nella moltitudine delle identità sessuali; Gianumberto Accinelli, entomologo e scrittore, approfondirà la crisi climatica attraverso gli occhi di un’ape, mentre in Tutto sul ciclo. Le mestruazioni spiegate ai maschi (e alle femmine) si affronterà il tema delle mestruazioni dal punto di vista dei tabù e delle sue conseguenze politiche e sociali.

Previsto anche un dibattito su Fare Scuola, il progetto realizzato da Enel Cuore e Fondazione Reggio Children per reinventare gli spazi scolastici di scuole primarie e di infanzia e implementare nuovi approcci pedagogici anche in pandemia, rivolto a genitori e insegnanti.

Non può mancare un punto sull’Afghanistan per raccontare a ragazzi e ragazze la complessa storia di un paese che sembra non avere pace. Poi un approfondimento sul cervello per capire come contrastare le fake news, uno per capire come funzionano virus e sistema immunitario e un incontro sull’economia digitale a portata di ragazzi e ragazze.

E infine dibattiti, presentazioni di libri e laboratori per stimolare l’esercizio al diritto di protesta e l’attivismo, con un appuntamento specifico, con Fabio Geda, per raccontare cos’è successo al G8 di Genova del 2001 a quanti non erano ancora nati e uno con Elly Schlein, politica e vicepresidente della Regione Emilia Romagna, che spiegherà perché non è mai troppo presto per impegnarsi in politica e occuparsi del bene comune. Non mancherà la musica grazie al rapper Amir Issaa e a La Rappresentante di Lista.

“La pandemia ci ha mostrato in maniera inequivocabile, semmai ci fossero ancora dubbi in merito, il ruolo fondamentale dei media e dell’informazione – sottolinea Francesco Castellone, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Iren. – Un evento come il festival di Internazionale Kids, cui il Gruppo Iren dà il proprio supporto, aiuta proprio a diffondere quest’idea anche tra i più piccoli, portandoli a comprendere come la scelta delle fonti di informazione e l’approfondimento siano centrali per poter scoprire il mondo. Quest’approccio, inoltre, è anche alla base delle attività che portiamo avanti con EduIren, il settore educational del nostro Gruppo, che offre a ragazzi, insegnanti e cittadini percorsi e progetti di conoscenza circa il mondo della sostenibilità. Il Gruppo Iren partecipa alle iniziative del festival di Internazionale Kids a Reggio Emilia con il film “La Challenge” realizzato interamente con tecniche a basso impatto ambientale che verrà presentato da Manlio Castagna, che ne ha curato la sceneggiatura, sabato 18 settembre (ore 20.30) presso il Lab aperto nella iniziativa “Le storie sono energia. I film che ci aiutano a diventare grandi“.

“Per Enel Cuore è motivo di orgoglio poter intervenire al Festival Internazionale Kids, un evento durante il quale i bambini e le loro famiglie diventano protagonisti e uno spazio in cui progettare con loro un futuro più equo e sostenibile” ha dichiarato Filippo Rodriguez, Consigliere Delegato di Enel Cuore.

“Enel Cuore ha tra i suoi pilastri l’impegno nel contrastare le disuguaglianze educative e l’abbandono scolastico per evitare gravi ripercussioni sul futuro dei giovani e della società in generale. Per questo abbiamo fortemente voluto il progetto Fare Scuola, un modello di riferimento per l’educazione delle generazioni future, con 80 interventi pedagogici e architettonici negli istituti scolastici, più di 10 mila bambini coinvolti, oltre 300 insegnanti, 40 progettisti, coinvolti in un’ampia piattaforma trasversale”

Gli eventi si svolgeranno lungo tutto l’arco della giornata nei chiostri di San Pietro e gli spazi circostanti in collaborazione con le istituzioni pedagogiche locali.

Tutti gli eventi saranno gratuiti e all’aperto e si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-covid vigenti.

FONTE: UFFICIO STAMPA COMUNE REGGIO EMILIA

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