Falso avvocato e falso maresciallo
Truffati diecimila euro a due anziani di Correggio

21/9/2021 – “Sono l’avvocato di suo nipote che è rimasto coinvolto in un incidente stradale per cui servono 10.000 euro  per pagare la cauzione ed evitare l’arresto”. Per essere più convincente il falso avvocato passa il telefono al complice che spacciandosi per un maresciallo conferma la circostanza. Poco bussa uno dei delinquenti che si presenta come l’assistente dell’avvocato e ottiene soldi e monili: 1.700 euro in contanti e 7 mila euro in oro.

Ci risiamo con la truffa del falso avvocato e del falso maresciallo. L’ultimo colpo ieri pomeriggio a Correggio, ai danni di una coppia di anziani ottantenni.

L’uomo riceve la telefonata di un malvivente che dice di essere un avvocato e riferisce di un incidente in cui sarebbe coinvolto il nipote (citato con nome e cognome giusti), per cui servivano subito – afferma il falso avvocato – 10 mila euro euro per pagare la cauzione ed evitare l’arresto del ragazzo.

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Quindi la comunicazione passa a un altro malvivente che spacciandosi per maresciallo dei carabinieri invita l’uomo a raccogliere tutti i soldi  e i preziosi e consegnarli all’assistente dell’avvocato che sarebbe arrivato da lì a poco.

Dopo qualche minuto bussa alla porta un giovane educato, ben vestito e cordiale (ma fidarsi troppo delle apparenze) che spacciandosi a sua volta per l’assistente riesce a farsi consegnare dalla moglie 1.700 euro in contanti e vari monili in oro per un valore di 7.000 euro. Poi la fuga. Quando hanno capito di essere caduti nella rete dei truffatori, i coniugi hanno chiamato i carabinieri, quelli veri, di Correggio. Ma ormai era tardi.

Le bande organizzate di questo genere di delinquenti, i più vigliacchi che ci siano perché scelgono con cura persone anziane o in condizioni di debolezza, sono dunque tornate a imperversare nel reggiano. Il loro è un lavoro scientifico: pianificano il colpo nei dettagli dopo aver raccolto più informazioni possibile sulle loro vittime. In genere vengono da fuori, ed è per questo che fanno perdere facilmente le loro tracce, ma evidentemente possono contare su una rete di basisti locali.

Nell’occasione, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia ripropongono i consigli per evitare di cadere nelle trappole di banditi e farabutti:

–       non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare degli estranei soprattutto se siete soli in casa;

–       non mandare i bambini ad aprire la porta;

–       prima di aprire la porta, controllare dallo spioncino e, se si ha di fronte uno sconosciuto aprire con la catenella attaccata;

–       in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedere che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino;

–       prima di far entrare estranei, accertarsi della sua identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento. Prima di farlo entrare comunque telefonate all’ufficio di zona dell’Ente per verificare la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;

–       tenere a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;

–       non dare soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;

–       mostrare cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta;

–       se inavvertitamente si apre la porta ad uno sconosciuto non perdere la calma. Invitarlo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta.

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