Concordato SA Ferrarini: compenso monstre, ma “congruo”
Al commissario giudiziale 1 milione 680 mila euro
E 200 mila al commercialista Trombone

11/9/2021 – Il Commissario giudiziale del concordato Società Agricola Ferrarini (la terza società del gruppo di Rivaltella sottoposta a procedura dopo la Spa e il salumificio Vismara) riceverà la somma di 1 milione 680 mila euro per il suo lavoro e per i compensi dello staff di professionisti e coadiutori impegnati nel concordato. Cifra alla quale vanno aggiunti 200 mila euro spettanti al Liquidatore giudiziale, il commercialista modenese Domenico Livio Trombone. Il totale del fondo spese in prededuzione (vale a dire che viene pagato prima di tutti gli altri e prima del riparto) a disposizione dell’organo commissariale ammonta a 1 milione 800 mila euro, notevolemente accresciuto rispetto alla proposta del primo concordato, che si fermava a un milione di euro.

Luca Ferrarini

Lo scrive lo stesso commissario, ragionier Federico Spattini, nella monumentale relazione di 421 pagine depositata il 3 settembre al Tribunale di Reggio Emilia in vista dell’adunanza dei creditori fissata per il 21 ottobre. Spattini non ha trascurato di argomentare la congruità del compenso in base ai parametri di legge.

La relazione fissa a 252 milioni 211 mila 650, 78 euro il totale dei debiti della Saf da ristorare. I soli debiti chirografari (fornitori, banche etc. non assistiti da pegni o garanzie) costituiscono la classe di gran lunga più rilevante e ammontano a 187 milioni 872 mila 410,57 euro. Questi creditori riceveranno il 15%, circa 48 milioni, in tre rate fra il 2026 e il 2030, mentre i crediti in prededuzione, quelli garantiti da pegni e ipoteche e i privilegiati (previdenziali, dipendenti etc.) saranno rimborsati al 100%.

Lisa Ferrarini e i deputati Rossi, Delrio e Incerti

In ogni caso il commissario Spattini, ha premesso che la sua relazione “si basa sull’assunto che la procedura di concordato preventivo di Ferrarini spa (secondo concordato) giunga a completa esecuzione nell’attuale formulazione del ricorso” anche con riferimento agli impegni verso la Saf. “In caso contrario – aggiunge – il fallimento di Ferrarini Spa comporterebbe molteplici
rilevanti effetti sul Concordato di SAF, tali da compromettere verosimilmente la fattibilità di quest’ultimo
“. Il passaggio è ampiamente motivato nelle sue implicazioni commerciali e finanziarie, ma subordina apertamente la fattibilità del concordato Saf al buon esito della procedura della capogruppo (che fra l’altro deve presentare un ampio aggiornamento al Tribunale entro fine settembre). E ciò ha suscitato non poche perplessità fra gli analisti, sul piano giuridico come su quello operativo. Perché la normativa italiana non prevede concordati collettivi o collegati, a differenza dei meccanismi dell’amministrazione straordinaria (legge Prodi-Marzano) che invece proteggono tutte le società controllate.

In definitiva con il passivo di 252 milioni di euro della Saf fissato da Spattini, il debito complessivo dei tre concordati ammonta a 627 milioni di euro, di cui 257 in capo a Ferrarini spa e 118 milioni a Vismara.

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6 risposte a Concordato SA Ferrarini: compenso monstre, ma “congruo”
Al commissario giudiziale 1 milione 680 mila euro
E 200 mila al commercialista Trombone

  1. Alessandro Rispondi

    11/09/2021 alle 17:47

    Scandaloso. Lo si può dire, o i giudici di Reggio faranno verso di me quello che in tre anni non hanno fatto nei confronti di tutti coloro che hanno colpevolmente causato questo debito immenso? C’è giustizia in Italia, a leggere tutta questa storia a me pare di no. A me pare di assistere ad amministratori, controllori, dirigenti e proprietari farla franca e pubblici ufficiali riempirsi le tasche di soldi, mentre i creditori vengono presi in giro e tacitati con spiccioli da dividersi a babbo morto. E la solita chiosa finale, dall’aria ricattatoria: o ti acconte ti degli spiccioli o niente, perché o voti per il piano o non ti pigli neanche quelli. Si può dire tutto questo? Si può gridare allo scandalo o rischiamo di disturbare?

    • L'Eretico Rispondi

      11/09/2021 alle 21:25

      Ma no Alessandro, non è uno scandalo. C’è più merda nell’affaire Ferrarini che dentro ad un biogas alimentato a deiezioni.

      E’ una vicenda allucinante!

  2. Alessandro Rispondi

    12/09/2021 alle 05:23

    Ma perché devono sempre essere gli onesti a rimetterci? Dov’è la giustizia in questo paese? Lo chiedo ai giudici di Reggio: è giustizia questa, dove tutti i responsabili la fanno franca e i pubblici ufficiali che dovrebbero difendere i creditori si arricchiscono, mentre a fare i cornuti e mazziati sono sempre i fornitori, che da tre anni attendono briciole? Non dico che questo non sia lecito, chiedo solo se vi sembra giusto!

  3. Dario Rispondi

    12/09/2021 alle 16:25

    Accumulare 600 milioni euro di passivo per un’azienda che ne fatturava la metà non succede dalla sera alla mattina. Non è neanche tecnicamente possibile senza la deliberata volontà di frodare degli amministratori e la connivenza degli istituti bancari. Come anche nel caso Mariella Burani. Se questi soggetti, responsabili con dolo del disastro, non vengono chiamati a rispondere vuol dire che la legge non funziona e va cambiata.

    • L'Eretico Rispondi

      12/09/2021 alle 17:53

      Commento perfetto da tecnico. Condivido, da tecnico, la sommaria analisi.
      Queste cose vanno dette chiaramente e non far finta di niente. Bilanci falsi da anni e debito sproporzionato, influenzato da operazioni e interessi di natura personale.

  4. Guido Rispondi

    13/09/2021 alle 09:15

    È un film già visto tante volte!!! Sia nel mondo imprenditoriale privato che cooperativo, da che in aziende con partecipazione dello stato, mai una azione di responsabilità verso agli amministratori, spero sempre che sia la magistratura a fare giustizia!! Ma purtroppo non vedo iniziative chiare in questa direzione (che peccato) noi poveri sudditi di un sistema ingiusto!!!!!

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