Appello Aemilia’92: chiesti 4 ergastoli
per gli omicidi Vasapollo e Ruggiero
Pm Ronchi: “Clamoroso granchio dei giudici di Reggio”

16/9/2021 – La Procura generale di Bologna, con la sostituta Pg Lucia Musti e con la pm Beatrice Ronchi, applicata all’appello, ha chiesto quattro ergastoli nel secondo grado di ‘Aemilia 1992’, uno dei filoni del maxiprocesso alla ‘Ndrangheta emiliana. Davanti alla Corte di Assise di appello si discute dell’accusa di omicidi volontari, premeditati e aggravati dal metodo mafioso di Nicola Vasapollo, 33enne di Cutro, assassinato il 21 settembre 1992 a Reggio Emilia e di Giuseppe Ruggiero, 35enne cutrese, ammazzato da quattro uomini travestiti da carabinieri il 22 ottobre ’92 a Brescello, sempre nel Reggiano.

Delitto Ruggiero: la finta auto dei Carabinieri

In primo grado a Reggio Emilia era stato condannato il boss Nicolino Grande Aracri, ritenuto il mandante per l’omicidio Ruggiero, mentre per l’altro era stato assolto per “non aver commesso il fatto” e assolti erano stati anche gli altri tre imputati, Angelo Greco, Antonio Lerose, Antonio Ciampà. Oggi l’accusa ha chiesto l’ergastolo anche per loro tre.
    Al centro del processo la faida di allora tra le cosche rivali Vasapollo-Ruggiero e Dragone-Grande Aracri-Ciampà-Arena, per l’egemonia della criminalità organizzata soprattutto per il traffico di droga tra Emilia-Romagna, Calabria e Lombardia. Su quei delitti ha testimoniato anche, al processo Aemilia, il killer reggiano Paolo Bellini, dal 1999 collaboratore di giustizia e ora imputato numero uno del nuovo processo per la strage di Bologna.
    La pg Musti ha detto in requisitoria che “guerra è stata” e che gli omicidi “si inseriscono con coerenza entro la serie di fatti di sangue che da anni prima hanno coinvolto le due fazioni avversarie”. Quanto all’aggravante mafiosa, “nessun mafioso deve provare di essere mafioso a un altro mafioso”, ha affermato.
    Secondo Ronchi, che ha parlato di “clamoroso granchio” preso dai giudici di primo grado, la sentenza della Corte di assise reggiana è “mal fatta, sbagliata”. La sentenza è prevista per il 30 settembre.

Nel novembre 2020, sempre per i due delitti, l’Assise d’appello di Bologna nel rito abbreviato aveva confermato la condanna a 30 anni di Nicolino Sarcone, accogliendo la richiesta del pg Musti, secondo cui Sarcone fu uno dei killer dell’omcidio Vasapollo, mentre per l’omicidio Ruggiero fu lui a reperire in Calabria e a portare nel reggiano le tre divise indossate dai killer che a Brescello avevano inscenato l’arrivo di una finta pattuglia dei carabinieri.


 

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