Un vertice in casa Abbas per fare a pezzi Saman
Orrore tribale islamico nel cuore dell’Italia
Resta in carcere il cugino Ikram, in fuga zio e genitori. E il corpo non si trova

27/8/2021– In una riunione nell’abitazione della famiglia Abbas, il 30 aprile a Novellara, sarebbero state discusse le modalità con cui far sparire il cadavere della povera Saman, la ragazza pakistana di 18 anni che si era ribellata a un matrimonio combinato, facendola a pezzi. Una riunione con i genitori di Saman, alla quale avrebbe partecipato anche lo zio Danish Hisnain , ricercato in tutta Europa come autore materiale dell’omicidio, e un altro parente. Poche ore più tardi, alla mezzanotte del 1° maggio, Saman spariva nelle campagne di Novellara, dopo che i genitori l’avevano consegnata allo zio. E nella stessa giornata, con i biglietti in tasca da alcuni giorni, padre e madre fuggivano dalla Malpensa per il Pakistan, dove si troverebbero tuttora.

Saman Abbas

È il quadro sconvolgente emerso mell’incidente probatorio del fratello minorenne di Saman, citato dall’ordinanza del Tribunale del Riesame di Bologna. quadro che spiegherebbe anche come mai il corpo di Saman non sia stato trovato nonostante settimane di ricerche a tappeto che hanno impegnato più di 500 carabinieri, con i cani molecolari e i georadar più avanzati.

Riferendosi a un partecipante alla riunione, come riporta l’Ansa, il fratello ha raccontato: “Ha detto: io faccio piccoli pezzi e se volete porto anch’io a Guastalla, buttiamo là, perché così non va bene”.

Un vertice dell’orrore in casa dei Saman, a Novellara

Nell’ordinanza del tribunale del Riesame di Bologna, che ha confermato il carcere per il cugino di Saman, Ikram Ijaz, unico degli indagati in carcere (lo aveva arrestato la polizia francese mentre tentava di raggiungere la Spagna su un Flixbus), si legge che il movente dell’omicidio della 18enne, “affonda in una temibile sinergia tra i precetti religiosi e i dettami della tradizione locali (che arrivano a vincolare i membri del clan ad una rozza, cieca e assolutamente acritica osservanza pure della direttiva del femminicidio)”.

IKRAM JAZ AVREBBE SCAVATO LA BUCA

Ikram Ijaz, cugino di Saman Abbas e unico arrestato tra i 5 indagati per l’omicidio della pakistana, avrebbe partecipato alla fase preparatoria del delitto, scavando la buca il 29 aprile.

Poi la notte tra il 30 e il primo maggio sarebbe arrivato a casa degli Abbas al seguito dell’autore dell’omicidio, Danish Hasnain, con l’altro cugino Nomanhulaq Nomanhulaq che, come lui, avrebbe partecipato alla fase preparatoria.

29 aprile: i Saman vanno tra le serre con pale e secchio

Per questo, secondo il tribunale del Riesame che ha respinto il suo ricorso, “l’ipotesi più probabile e qualificata è che” i due cugini “abbiano anche partecipato alla materiale esecuzione dell’omicidio”, dando man forte a Danish Hasnain.

Durissime le parole della deputata Benedetta Fiorini, della Lega, in una dichiarazione diffusa in serata: “La giovane Saman ha tentato in tutti i modi di ribellarsi al volere di un nucleo familiare che la obbligava a sottostare alle regole di un estremismo islamico presente nel nostro Paese e ancora  troppo  sottovalutato.

Benedetta Fiorini

La sua stessa famiglia  aveva previsto per lei un futuro diverso rispetto ai suoi desideri e per questo lei avrebbe pagato con la vita la scelta di voler essere libera. Da quanto si legge dall’ordinanza del Tribunale del Riesame di Bologna, la confessione del fratello minore potrebbe confermare questa ipotesi. Un epilogo terrificante – afferma Fiorini – Una storia di soprusi e violenza non degna di un paese civile, fuori dalla nostra cultura, dal nostro concetto di democrazia e dalle nostre leggi.

Mi auguro che, quanto prima, i mandanti e gli esecutori paghino per questa barbarie e che fatti così ignobili non si ripetano più né nel nostro Paese né altrove. E che  non si sottovalutino mai più le richieste di aiuto di giovani e donne che vogliono realmente potersi integrare rispettando la nostra cultura, le nostre leggi e le nostre regole”.

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