Troppi litigi, più controlli sulle armi: in 7 mesi 115 sequestri
E giro di vite sui “requisiti morali” di chi chiede la licenza

20/8/2021 – Il numero rilevante di liti che si è registrato durante il lockdown e in generale nel corso della pandemia ha indotto i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia ad effettuare, attraverso tutti i presidi delle stazioni carabinieri dislocate in provincia,  un’imponente attività sul piano della prevenzione, col controllo di migliaia di persone che detengono armi e munizioni in quanto titolari di regolare licenza di polizia, sia su quello repressivo mediante una mirata attività ispettiva svolta nel corso dei servizi esterni di controllo del territorio.

Da una parte quindi la verifica sulla regolarità dell’osservanza delle prescrizioni relative alla custodia e alla detenzione delle armi, e dall’altra frequenti ispezioni sui persone fermate nel corso dei controlli con il fine di verificare l’eventuale possesso illegale di armi e munizioni.

Ebbene, solo nei primi 7 mesi dell’anno in tutta la provincia i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia hanno operato il sequestro o il ritiro cautelare di ben 115 armi (tra fucili, carabine, pistole e armi bianche) e 3.492 munizioni.

Complessivamente 48 persone, di cui 9 tratte in arresto e 39 denunciate in stato di libertà,  sono finite nei guai sia per reati correlati all’illecito porto o detenzione delle armi che per reati connessi all’uso illecito delle armi (minacce e lesioni). Denunce sono state operate anche in relazione sia al ritardo nel notificare la detenzione delle armi, sia all’omessa custodia delle stesse.

I Caerabinieri ricordano che chi detiene armi o parti di esse, dopo averle acquisite in forza di apposita licenza rilasciata dai competenti uffici di Polizia, deve farne denuncia, entro le 72 ore successive, nell’ambito della provincia di Reggio Emilia al Comando Arma dei Carabinieri nel cui comune risiede l’interessato. Entro lo stesso termine delle 72 ore, deve essere comunicata la variazione del luogo di detenzione delle armi.

Armi sequestrate dai Carabinieri

Particolare attenzione nei controlli dei carabinieri reggiani è stata posta con riguardo alla verifica delle modalità di custodia delle armi che “deve essere assicurata con ogni diligenza al fine di evitare che persone, non in possesso delle previste licenze di polizia, e quindi imperite nel maneggio, ovvero capaci di abusarne, ne vengano in possesso“.

Non solo; la mancata osservanza delle cautele sulla custodia delle armi in casa è un’occasione d’oro per i ladri d’appartamento, e per via indiretta finisce per alimentare il mercato nero della delinquenza comune e organizzata. Da qui la raccomandazione al rispetto scrupoloso delle norme in materia.

Sempre nei primi 7 mesi dell’anno in corso i carabinieri reggiani hanno inoltrato alla Prefettura di Reggio Emilia la proposta di diniego alla detenzione di armi e munizioni nei confronti di 23 persone già detentori di armi che nel corso dell’attività di controllo del territorio sono state identificate e segnalate all’autorità giudiziaria per reati contro la persona a seguito di liti anche domestiche, e nei confronti dei quali sono venuti meno i requisiti essenziali e indispensabili per la detenzione di armi.

Senza dimenticare che i Carabinieri hanno il potore di vigilare scrupolosamente sui requisiti morali di coloro che richiedono le autorizzazioni di polizia, valutando con attenzione ogni segnale, fondato su situazioni di fatto, che induca ad operare un giudizio prognostico negativo in merito al futuro comportamento della persona richiedente. Il fine ultimo dell’attività svolta in materia da parte dell’Arma “è quello di prevenire abusi nell’utilizzo delle armi ed evitare che le stesse possano cadere nelle mani, in particolare, della criminalità organizzata ed essere utilizzate per commettere reati gravi, come dimostrato anche da recenti attività investigative”.

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