Strage 2 Agosto, Cartabia a Bologna
“Impegno per rimuovere il segreto di Stato”
“Si dirada la polvere che ha coperto molte responsabilità”

2/8/2021 – “Oggi lo Stato rinnova il più solenne impegno per giungere all’accertamento i fatti. Non ci può essere giustizia senza accertamento pieno delle responsabilità: per questo l’attività procede.

La polvere che rivestiva i corpi martoriati, quella polvere che troppo a lungo ha coperti molteplici responsabilità oggi quella polvere si sta diradando e lascia nuovi contorni e nuovi profili dell’accaduto”. Lo ha detto, in un passaggio del suo intervento alle commemorazioni della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, il ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

Marta Cartabia, ministra della Giustizia, alla cerimonia commemorativa di Bologna

“Di questo – ha aggiunto – va dato merito all’attività dell’associazione dei familiari delle vittime, all’impegno della Procura Generale di Bologna e di tutti i magistrati. C’è la vicinanza dell’intero Governo e l’impegno a fare concretamente la nostra parte, la mia parte per offrire tutto il sostegno necessario nel lavoro di accertamento delle responsabilità”.

“La scelta di essere qui oggi accanto a ciascuno di voi, non solo a titolo personale è per testimoniare il bisogno di ascoltare ancora le vostre voci, il vostro lavoro, le vostre testimonianze. Il Governo è qui presente per testimoniare la sua vicinanza”.

La lapide in memoria dei caduti della stazione di Bologna

“Bologna – ha detto ancora la ministra – sappia di poter contare su di me e su tutto il ministero per quanto è nella mia competenza. Il processo attualmente in corso che fa compiere un salto in avanti verso la ricostruzione dei fatti è una necessità per l’intera storia del Paese. La stazione Bologna è uno snodo, non solo uno snodo ferroviario e geografico, è uno snodo storico dell’intera storia d’Italia”. “E’ per questo – ha osservato – che condivido fino in fondo e faccio mia la richiesta dei familiari delle vittime per una piena piena attuazione della direttiva che favorisce il disvelamento dei documenti tutt’ora coperti dal segreto di Stato ed è per questo che sarà rinnovato il protocollo per la digitalizzazione dei processi di interesse storico”. Questo, ha argomentato ancora, “è uno strumento fondamentale per le nuove indagini ed è fondamentale per la trasmissione. Occorre trasmettere la memoria di quanto accaduto alle nuove generazioni perché – ha concluso Cartabia – la consapevolezza civile è la migliore prevenzione a ogni eventuale tentativo di degenerazione della nostra convivenza civile in forme di odio e di violenza che non vogliamo più vedere”.

2 agosto 1980: le macerie della stazione di Bologna

“Gli anni passano – ha detto ai familiari Stefano Bonaccini – ma non passa certo il dolore, la sofferenza e il bisogno di piena verità. Dolore per 85 vite spezzate, 200 feriti, per chi è sopravvissuto e porta dentro di sé ferite insanabili. Dolore di un’intera comunità e istituzioni, che non si arrenderanno mai finché non si arriverà alla piena verità”. 

Sulla verità, ha aggiunto il governatore, “oggi ci sono speranze grazie al processo ai mandanti, che può rappresentare un passo in avanti decisivo. Se ci si è potuti arrivare è grazie all’impegno dell’associazione delle vittime. Sappiate che l’Emilia-Romagna vuole arrivare alla piena verità a partire dai mandanti. Sappiate che sarà sempre al vostro fianco”. 

“Il vostro è un esempio tenace di virtù e impegno civico, per affermare la verità completa su attentatori, mandanti, persone infiltrate nello Stato che hanno cercato di depistare indagini”. Lo ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola, rivolgendosi ai familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980, nel cortile del Comune. “E’ in corso un processo decisivo – ha aggiunto – frutto dell’impegno dell’associazione, che non ha mai desistito dal chiedere la verità completa”.

La vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni sottolinea “i passi avanti fatti nell’accertamento di una verità che presenta ancora, purtroppo, troppe zone d’ombra e troppi interrogativi irrisolti. In questa legislatura, su iniziativa del Presidente della Camera Roberto Fico, si è provveduto ad iniziare quell’azione di declassificazione e digitalizzazione degli atti e dei documenti relativi agli anni del terrorismo e delle stragi. Sul sito della Camera è pubblicato il ‘portale delle commissioni d’inchiesta‘, dove sono pubblicati i documenti delle medesime commissioni e i resoconti dei lavori. Ritengo fondamentale – conclude Spadoni che questo processo di desecretazione dei documenti delle commissioni d’inchiesta continui, dobbiamo insistere  nella ricerca delle verità ” ..

2 AGOSTO 1980: autobus 37. Anche Bellini tra i soccorritori?

IL CORTEO

Bologna è tornata a vivere fisicamente la memoria del 2 agosto con il corteo che per il 41° anniversario ripristinato, dopo l’anno di pausa con una celebrazione più statica a causa del Covid. Davanti a tutti, su via Indipendenza, dal Comune alla stazione, l’autobus 37 che fu protagonista nei soccorsi e quest’anno anche l’autogru storica dei vigili del fuoco. L’autobus 37 richiama immediatamente gli sviluppi del nuovo processo, dopo che l’ex moglie di Paolo Bellini, principale imputato di concorso in strage, ha ammesso in aula che il killer reggiano era a Bologna la mattina del 2 agosto, e che la famiglia lo aveva coperto ignara tuttavia di essere manipolata. Alcune immagine di quella tragica mattina, reperite e pubblicate da Reggio Report mostrano una persona molto somigliante a Bellini impegnata nei primi soccorsi in stazione, anche mentre carica una barella con un ferito proprio sull’autobus della linea 37.

Nel corteo, subito dietro i mezzi storici, lo striscione “Bologna non dimentica” e le istituzioni, il ministro della Giustizia Marta Cartabia e il vicepresidente del Csm David Ermini.
    A metà del percorso, tra le centinaia persone, si è unito al corteo anche l’ex premier e leader in pectore M5s Giuseppe Conte, insieme al candidato del centrosinistra a Bologna Matteo Lepore e alla vicepresidente dell’Emilia Romagna Elly Schlein. Il corteo, con distanze e mascherine, è arrivato a piazza Medaglie d’oro. Ad ogni pietra d’inciampo, posate pochi giorni fa per ricordare le 85 vittime, viene suonata una campanella.

REGGIO REPORT/ ANSA.IT
   

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    E’ Bellini o no? Quell’uomo sulla trentina, capelli ricci e scuri, baffi e maglietta t-shirt celeste compare in un altro segmento filmato la mattina di sabato 2 agosto 1980 sul piazzale della Stazione Centrale di Bologna da una troupe televisiva, dopo l’esplosione.
    Si tratta della stessa persona vista correre con una paletta delle forze dell’ordine in mano e che era stata ripresa dalla telecamera di Enzo Cicco di Punto Radio TV, un’emittente radiotelevisiva di Bologna, arrivata sul luogo della strage alle ore 10,45.

    La somiglianza con l’uomo ripreso in stazione dal tedesco Polzer, e che la ex moglie ha riconosciuto come Paolo Bellini, è stupefacente.
    E’ lui o no quel barelliere? E chi era la donna morta che veniva portata via pochi minuti dopo la strage?

    REGGIO REPORT PUBBLICA QUESTO SECONDO VIDEO RECUPERATO E ANALIZZATO DA PELIZZARO E PARADISI, E RINNOVA L’APPELLO PERCHE’, SE QUALCUNO SI RICONOSCE NEL GIOVANE CON I RICCI E I BAFFI E NELLE ALTRE PERSONE, SI FACCIA AVANTI E PARLI

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    E’ lui o non è lui? E’ Paolo Bellini o no l’uomo che corre nella piazza della stazione di Bologna, con una paletta della polizia nella mano destra, pochi minuti dopo la strage?
    Pubblichiamo in esclusiva un video girato sul posto, all’epoca, dalla troupe di Radio Punto Tv.
    Sono immagini rintracciate da Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi: in un frame di pochi secondi hanno individuato una persona che assomiglia in modo stupefacente all’uomo filmato dal tedesco Polzer all’interno della stazione, prima dell’esplosione, e che sarebbe proprio Paolo Bellini, secondo la testimonianza della ex moglie Maurizia Bonini.
    Bellini o no, I due uomini sembrano proprio la stessa persona, con i baffi, la capigliatura a ricci e la maglia azzurra (che nella nuova immagine appare come lacerata sul petto).
    L’uomo ha una paletta in mano, e sembra voler fare strada a un camion dei vigili del fuoco che esce dal lato est del piazzale della stazione.

    Il mistero si aggiunge al mistero, l’ultima scoperta dei giornalisti investigativi Pelizzaro e Paradisi può dare un contributo decisivo alle indagini e al processo in cui Bellini è imputato come esecutore materiale della strage.
    Perchè se non è lui, non lo è nemmeno il giovane del filmino di Polzer; se è lui, perchè ha la paletta per dirigere il traffico? Chi gliel’ha fornita?
    REGGIO REPORT LANCIA UN APPELLO
    SE QUALCUNO SI RICONOSCE NEL GIOVANE CHE CORRE CON LA PALETTA, SI FACCIA AVANTI.

    SE QUALCUNO HA VISTO E RICORDA QUALCOSA, SI FACCIA AVANTI.

    OGNI DETTAGLIO PUO’ ESSERE DETERMINANTE PER ARRIVARE ALLA VERITA’ (Pierluigi Ghiggini)

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Una risposta a 1

  1. rinaldo Rispondi

    02/08/2021 alle 19:09

    ma se TUTTI i partiti vogliono “diradare le nebbie” e vederci chiaro, perchè lo STATO non ha mai DESECRETATO gli atti in tutto questi anni ? Mah…

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