Silk-Faw presenta a Milano la nuova hypercar
E conferma: nascerà a Reggio la Hongqi S7 interamente elettrica

DI MARCELLO NIZZOLI*

Marcello Nizzoli

30/8/2021 – SILK-FAW la fabbrica di automobili sino-americana, che nasce a Reggio Emilia con il nuovo polo produttivo e di sviluppo tecnologico italiano, presenterà a Milano, il 4 settembre 2021, la prima versione ibrida della serie Hongqi denominata S9.

La joint venture SILK-FAW, con uffici già operativi presso le ex-Reggiane, punta decisa sull’Italia: anche la hypercar S9 vedrà ufficialmente la luce in Italia, durante la Milano Design Week, dal 5 all’11 settembre. La prima concept car S9 era presente al Salone di Shanghai in aprile 2021.

La S9 è tecnicamente una PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle, dalla potenza di 1.400 CV, la parte endotermica del power train sarà un motore benzina V8.

La prima Hongqi completamente elettrica, sempre prodotta a Reggio Emilia, diventerà il top di gamma e sarà la S7.

SILK-FAW ha già un programma ambizioso che punta decisamente sulle auto completamente elettriche a batterie, che saranno presto prodotte nel cuore della Motor Valley a Reggio Emilia, anche grazie alla prestigiosa collaborazione con la Dallara Automobili che sta sviluppando aerodinamica e telaio. Il celebre Walter De Silva sta sviluppando il design, sia di esterni che di interni.

Nel nuovo team di Reggio Emilia, SILK-FAW ha già assunto importanti tecnici e managers della Motor Valley: da Ferrari arrivano Amedeo Felisa, ex-CEO, Roberto Fedeli, direttore tecnico. Mentre dalla Lamborghini sono già arrivati gli esperti tecnici Carlo Della Casa e Davide Montorsi, dalla comunicazione e branding la top manager Katia Bassi. A Milano è prevista la presenza di Bassi, Da Silva e Fedeli.

* Marketing manager del settore automotive, specializzato nella mobilità sostenibile.

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3 risposte a Silk-Faw presenta a Milano la nuova hypercar
E conferma: nascerà a Reggio la Hongqi S7 interamente elettrica

  1. Angelo Tartaglia Rispondi

    03/09/2021 alle 21:44

    Il rapporto IPCC 2021, la cui versione preliminare è uscita in agosto, dice che il riscaldamento globale sta procedendo a una velocità superiore a quella precedentemente prevista. Le conseguenze del mutamento climatico sono vieppiù disastrose, trattandosi del collasso di un sistema complesso.
    Entro il 2030 EU ha posto l’obiettivo di ridurre del 55% rispetto al 1990 le emissioni di gas climalteranti.
    Ricoprire un’area oggi a prato con una grande piastra impermeabile per realizzare un nuovo stabilimento concorre (col consumo di suolo) ad aggravare le conseguenze locali del mutamento climatico (la natura non legge i piani regolatori).
    La costruzione di un nuovo stabilimento e poi la costruzione di nuove “super car” (ancorché elettriche) porta all’aumento delle emissioni climalteranti da qui al 2030. Qualcuno ha fatto un’analisi del bilancio del carbonio? Qualcuno (le autorità) lo ha richiesto?
    Il mercato dell’auto è saturo (in Italia siamo a circa 67 autovetture ogni 100 abitanti): cercare di incrementare ulteriormente la produzione (con la scusa dell’elettrico) e per di più puntando sul superfluo che senso ha?
    Che senso ha costruire veicoli elettrici di potenze assurde?
    Il mercato del lusso è per definizione il mercato del superfluo che serve a sottolineare e incrementare le differenze sociali. In un mondo a risorse limitate e differenze ovunque crescenti il superfluo va in direzione opposta a quanto sarebbe necessario fare.
    Il perseguimento sistematico del massimo vantaggio immediato per pochi (inclusi i lavoratori che si illudono di avere un vantaggio – anche quello immediato ed effimero – dall’asservimento all’interesse dei potenti) distrugge il futuro prossimo di tutti e anche dei figli e nipoti di quegli stessi che si preoccupano solo di mantenere e incrementare il proprio vantaggio sociale di oggi.
    I “politici” che ne dicono? Sono consapevoli del fatto che i vincoli naturali, che in certa misura abbiamo già oltrepassato, sono del tutto insensibili alle dinamiche umane e alla retorica politico/economica?

  2. enrico bussi Rispondi

    04/09/2021 alle 18:54

    bestiale! a chi serve?
    – sappiamo che non serve a risparmiare energia fossile poiché andiamo in prevalenza con centrali termoelettriche
    – sappiamo che non serve alle utenze per lavoro
    – sappiamo che non serve a migliorare il traffico
    Sopratutto sappiamo che aumenta il consumo del suolo sempre più ridotto nel Comune e nella Provincia col più alto consumo regionale e in Padania
    Non sappiamo quali siano i programmi dell’impresa
    Non sappiamo quali sono le analisi fatte dai nostri governi (locale, regionale, nazionale)

  3. Magda Rispondi

    04/09/2021 alle 19:25

    Sono in sintonia con il commento del prof.tartaglia sono molto delusa dalla politica locale che che non considera il suolo un bene comune, non protegge gli agricoltori e si illude che le multinazionali portino benessere. La pianura padana è la regione più inquinata della Europa , abbiamo bisogno di sobrietà. Di ripensare il ns modello di vita

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