Profughi da Kabul a Parma
Anche una neonata di 44 giorni e la bisnonna di 90 anni

25/8/2021 – La più piccola è una neonata di appena 44 giorni, arrivata su un cuscino tra le braccia della giovane madre. Altri piccoli, fratellini e sorelline, vestiti di tutto punto, “da festa”, scesi scalzi dal bus militare. Gli sguardi provati da una fuga tanto improvvisa quanto estenuante, che riescono a sciogliersi in un sorriso. I “grazie” negli occhi, nei volti che si inchinano sulle mani giunte, perché i più parlano solo il Dari.

È particolarmente numerosa, dieci persone in tutto per quattro generazioni, una delle quattro famiglie arrivate a Parma tra quelle di persone che prestavano servizio nella missione Italia-Nato evacuate dall’Afghanistan. “Vedere quella mamma, lo sguardo perso, scendere dall’autobus dell’Esercito con un fagotto in grembo, una neonata su un cuscino, ci ha stretto il cuore”, racconta all’ANSA Mariella Apuzzo, crocerossina e operatrice sociosanitaria di Fidenza che ieri ha accolto insieme ad altre volontarie, i primi afghani che in questi giorni stanno arrivando in Italia.

Le quattro famiglie contano in tutto una trentina di donne e uomini, compresi adolescenti e sei bambini, due dei quali non hanno ancora compiuto un anno di età. Sono ospitati nei Covid hotel messi a disposizione dell’azienda Usl di Parma per il previsto periodo di quarantena.

“L’unico modo per comunicare è a gesti, con gli sguardi. Soltanto uno di loro parla l’inglese. Gli altri solo la lingua locale”, racconta ancora Mariella. “La bisnonna di novant’anni era stremata. Appena ha visto un letto ci si è buttata sopra e ha dormito per ore. I bambini sono scesi scalzi e un po’ intimoriti dal mezzo militare. Appena ci hanno visto hanno riconosciuto il simbolo universale della Croce Rossa. Si sono rasserenati e ci hanno dato la mano. Nell’altra stringevano un sacchetto di plastica con qualche vestito”. La bimba di 44 giorni è arrivata in uno stato di disidratazione per cui è stata ricoverata in ospedale a Parma, ma sta bene e sarà dimessa.

(FONTE: ANSA.IT)

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