Pasticcio Mediopadano e turismo ko
Se Reggio non cambia, perderà la partita
Si impiega più tempo da Rivalta alla Tav che arrivare a Milano

DI MARCELLO NIZZOLI*

Marcello Nizzoli

5/8/2021 – La fermata AV Mediopadana è indiscutibilmente l’infrastruttura più importante, forse, mai costruita a Reggio Emilia. Tuttavia, la stazione Mediopadana non sembra ancora riconosciuta formalmente quale Nodo Intermodale di rilevanza sovraregionale e quindi pare non attirare ancora i necessari investimenti per il suo giusto sviluppo.

La Stazione di Calatrava è ancora incompleta di opere soprattutto immateriali, di servizi di mobilità, per il suo collegamento ed integrazione con l’Area Vasta. Chi saprà coordinare questo progetto assolutamente necessario?

Dal 2013 ad oggi si è confermato il fatto che la fermata AV Mediopadana serve più a partire, mentre il flusso di viaggiatori in arrivo è molto debole, solo il 30% circa, schiacciato anche da una bassissima attrattività generale del Territorio di Reggio Emilia.

La Regione Emilia Romagna ci fornisce degli utili dati: nel 2019, anno precedente al lockdown, si sono registrate 844.529 presenze turistiche nella Provincia di Reggio Emilia, per Parma quasi il doppio, cioè 1.636.384. Questo confronto oggettivo, da solo, giustifica le pressioni di Parma per avere una propria fermata in linea del TAV, visto che solo il 5% dei visitatori di Parma, sembra, che arrivino dalla stazione AV Mediopadana che invece serve, per la maggior parte, il territorio reggiano, con un 73% del totale.

La monumentale opera di Calatrava viene utilizzata, soprattutto, ancora oggi, come stazione di partenza con i TAV, soprattutto dai reggiani che viaggiano per affari che raggiungono il 55% del totale dei passeggeri. Tutta l’Area Vasta rimanente partecipa solo con il 45% del totale, dato oggettivo che deve far pensare su quanto sia difficile per un cittadino mediopadano accedere all’AV Mediopadana.

Stazione Mediopadana: le onde di Calatrava

In mancanza di servizi moderni di mobilità integrati, come una metro di superficie, su rotaia e moderni autobus cadenzati, da e verso i centri urbani dell’Area Vasta Mediopadana, i passeggeri, da oltre 8 anni, raggiungono per la maggior parte, quasi sempre, la Stazione AV di Mancasale, con l’unico mezzo possibile: l’auto privata.

A causa di questa mancanza di servizi adeguati si potrebbe pensare ad una dispersione, cioè che molti passeggeri potenziali della mobilità collettiva sostenibile raggiungano ancora le destinazioni con l’auto privata, mancando servizi adeguati a raggiungere i nodi intermodali dove si fermano i TAV od avendo pessime esperienze come quella dei famigerati parcheggi all’AV Mediopadana, che tra breve diventeranno tutti a pagamento.

Parma città d’arte di fama mondiale

Vista la mancanza di adeguati progetti di mobilità collettiva, l’unica proposta del Comune di Reggio, fino ad oggi, è quella di costruire parcheggi, si è trattato sempre di una reazione in ritardo rispetto alla prevedibile domanda di mobilità, correlata con la crescita delle fermate di TAV. Questa gestione, nel 2021, appare anacronistica, parziale ed insufficiente, vista anche la mancanza oggettiva d’infrastrutture viarie adeguate ad arrivare fluidamente ai nuovi parcheggi in costruzione, da anni, a Mancasale.

Manca ancora un piano strategico d’accesso moderno, attuale, all’AV Mediopadana, con uno studio degno di tale nome e soluzioni modali adeguate ad una domanda di servizi di mobilità, che vorrebbe sicuramente mezzi collettivi affidabili sui quali poter anche lavorare in smart-working, mentre si viaggia e si raggiunge Mancasale, anziché avere lo stress di guidare l’auto privata, nel sempre più congestionato, caotico, traffico locale, per poi parcheggiare a fatica ed a pagamento, in Stazione.

Nessun Amministratore di Reggio sembra aver mai considerato il paradosso oggettivo che da Rivalta a Mancasale, in auto privata o scomodo bus pubblico del TPL di SETA (con la nuova tramvia non sarà meglio, sembra), è necessario più tempo che dalla Stazione Mediopadana a Milano col TAV. Mettiamoci poi nei panni di un viaggiatore che deve arrivare all’AV di Reggio da Castelnovo Monti, dal Parmense, da Mantova o da Cremona.

Secondo il Comune di Reggio, l’83% di chi raggiunge l’AV Mediopadana lo fa con l’auto privata, partecipando al traffico ed alla congestione viaria. Addirittura, il 40% di questi viaggiatori, sembra si basi sull’accompagnamento, il cosiddetto “kiss & go”, causato sia dalla carenza di parcheggi (tra poco diventeranno anche costosi), ma oggi anche alla loro insicurezza, contro vandali e ladri, con un moltiplicatore allarmante di traffico, per i viaggi in auto ripetuti e del conseguente inquinamento ed emissioni di CO2.

Reggio Emilia invece di pianificare uno sviluppo organico e moderno come il Centro Mediopadano della mobilità sostenibile ferroviaria ad alta velocità, integrata con attuali trasporti collettivi locali, TPL, sta inesorabilmente diventando una disordinata città dei parcheggi, troppo spesso vuoti, veri ecomostri sparsi un po’ casualmente, ovunque, col susseguirsi dei sindaci e delle diverse giunte comunali, costose ed impattanti infrastrutture pubbliche, sottoutilizzate, non collegate, presenti, ad esempio allo Stadio Giglio, al Campus di San Lazzaro, ma anche alla Maxiarena RCF dove addirittura si pianifica un parcheggio temporaneo per l’arrivo di oltre 24.000 auto, per gli eventi, un vero scempio ambientale, nell’era della preoccupazione globale per le emissioni di CO2.

Alla Mediopadana si è zoppicato per anni per costruire parcheggi, quando agli estremi della rete ferroviaria locale provinciale, perfettamente a stella, esistevano già servizi utili, periferici, che avrebbero anche sottratto traffico dalle inadeguate strade di Reggio e ridotto le pericolose emissioni inquinanti nell’aria.

Il 30 luglio 2021, subito dopo il Protocollo parmigiano a Roma, è arrivato il comunicato formale della Regione Emilia Romagna, che ha lasciato tutti sconcertati. L’accordo per lo studio di fattibilità dei TAV Treni Alta Velocità a Parma, porta la firma di Regione, Ministero dei Trasporti, Comune di Parma e RFI Rete Ferroviaria Italiana. Evidentemente c’è un assente clamoroso: il Comune di Reggio Emilia.

Reggio Emilia, la Collezione Maramotti

Come si potranno progettare soluzioni infrastrutturali o di servizio alternative alla nuova stazione del TAV di Parma, se nel nuovo tavolo mancano proprio gli Enti Pubblici Reggiani? Il protocollo analizzerà le diverse opzioni realizzabili a breve e medio termine, senza l’Amministrazione Pubblica di Reggio che dovrebbe gestire da circa 20 anni, l’accesso, la mobilità intermodale all’AV Mediopadana? Dagli enti convocati, sarà effettuato uno studio per garantire a Parma una maggiore accessibilità all’Alta Velocità, sia valutando la fattibilità della nuova fermata del TAV in zona Fiere di Parma, sia attraverso l’analisi di un maggiore utilizzo dell’interconnessione ed un migliore collegamento con la fermata AV Mediopadana, con l’ingombrate assenza del Comune di Reggio?

CONCLUSIONI

L’approfondimento di Regione, RFI, Comune di Parma e Ministero, con un nuovo studio di fattibilità si è reso necessario dopo anni di ritardi ed inefficacia, di soluzioni inutili, parziali, che si guardano solo l’ombelico, che reagiscono, in ritardo, alla domanda ma senza progetti.

Oggi serve a tutta l’Area Vasta, interregionale dare una svolta, in modo serio, per affrontare veramente la Questione AV Mediopadana: gli arbitri saranno il Presidente Bonaccini e il Ministro Giovannini, che hanno di fatto escluso dal tavolo negoziale chi si doveva occupare, da anni, di progetti d’accesso all’AV Mediopadana, dei servizi di mobilità, da e per Mancasale, apparentemente, dando per oggettiva, la loro incapacità di fornire soluzioni utili per il futuro, fatta eccezione per i parcheggi.

* Marcello Nizzoli è un marketing manager del settore automotive.Dal 1987 studia l’economia della mobilità e dei trasporti

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *