Ma come si rapina bene alle ex-Reggiane
Cinese in bici gettato a terra, minacciato e derubato nella “terra di nessuno”

19/8/2021 – Ennesima rapina nella “corte dei miracoli” delle ex-Reggiane, il gigantesco complesso industriale abbandonato a ridosso del centro di Reggio Emilia e trasformato in un fortilizio imprendibile da spacciatori e clandestini.

La vittima questa volta è un cittadino cinese di 47 anni, residente in città: è stato aggredito da due sconosciuti, comunque nordafricani, mentre in sella alla sua bicicletta si trovava all’interno dell’area ex-industriale di via Agosti, a conferma che chiunque può entrare liberamente nel complesso, e che di frottole vergognose, in proposito, ne vengono raccontate tante.

Segni di vita all’intorno delle ex Reggiane (foto d’archivio)

La rapina è avvenuta martedì pomeriggio, 17 agosto, ma la denuncia è stata raccolta solo nel tardo pomeriggio di ieri, quando il cinese si è presentato alla stazione Carabinieri di Corso Cairoli. L’uomo ha raccontato che, mentre si trovava in bici all’interno delle ex-Reggiane, per adempiere a quale incombenza non si sa, è stato avvicinato da due sconosciuti nordafricani che lo hanno spinto facendolo rovinare a terra, e lo hanno minacciato con un sasso per farsi consegnare lo smartphone e 200 euro in contanti. I due sono subito spariti nella terra di nessuno dei capannoni abbandonati.

Sui fatti sono in corso indagini per il reato di rapina.

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3 risposte a Ma come si rapina bene alle ex-Reggiane
Cinese in bici gettato a terra, minacciato e derubato nella “terra di nessuno”

  1. carlo baldi Rispondi

    19/08/2021 alle 10:25

    Salvo conservare un immobile come simbolo, tutto il resto andrebbe abbattuto e l’area bonificata. In pari tempo effettuare un concorso di idee, possibilmente internazionale, per la realizzazione dell’intervento sull’area. Essa è l’ultima occasione per effettuare un salto di qualità alla nostra città. Si tratta cioè di trasformare le ex Reggiane in ” città delle scienze”, con un progetto unitario che andrà realizzato per gradi, concedendo gli immobili per laboratori e ricerche anche a terzi, però in diritto di superfice o in locazione. Occorre poi realizzarvi un unico centro direzionale e di servizi che coordini il tutto , abbia servizi comuni( sala conferenze, banca, ufficio informazioni e gestione di tutto il complesso, comprese le pulizie ecc. ). Infine va poi collegato col centro storico attraverso un viadotto sopra la ferrovia.

  2. carlo baldi Rispondi

    19/08/2021 alle 10:30

    Continuo: il progetto andrebbe presentato a Parigi, a Bruxelles ed a Milano per permettere anche ad aziende estere di intervenire. Importante non concedere il tutto ad una sola azienda, ma permettere l’insediamento di più iniziative di ricerca. Costituirebbe nel tempo un vero volano per lo sviluppo del nostro territorio.

  3. Fede innaz Rispondi

    19/08/2021 alle 19:31

    Gent.mo Dott. Baldi convengo a pieno con la sua riflessione ma voglio ricordare a lei e a chi legge che esiste già una società chiamata STU Reggiane costituita e lautamente finanziata per gli obbiettivi da lei evidenziati.

    Detto ciò senza volere emettere alcun giudizio e chiedo se qualcuno vuole intervenire e contribuire alla discussione.

    Un caro saluto

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