La morte della zebra Achille
Denuncia per maltrattamenti e omessa custodia

9/8/2021 – L’Aidaa, Associazione italiana difesa animali e ambienti, con il suo presidente Lorenzo Croce ha presentato denuncia a carico di ignoti per la morte della zebra Achille, il magnifico esemplare maschio di un anno e dal peso di 5 quintali, fuggito il 4 agosto da un allevamento di San Rigo, catturato nella stessa serata a San Bartolomeo da una squadra attrezzata con fucili per telenarcosi, e morto poche ore più tardi.

La denuncia depositata alla Procura di Reggio Emilia fa riferimento ai reati di maltrattamento di animali e omessa custodia.

La zebra Achille

L’Aidaa chiede alla magistratura inquirente di  “verificare eventuali omissioni sia da parte del proprietario che delle altre persone incaricate di custodire l’animale”. Il maltrattamento d’animale è punito dal Codice penale con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5 mila a 30 mila euro. Ciò che va chiarito, in sede di autopsia è se il decesso sia avvenuto per la stanchezza, la disidratazione dopo aver cavalcato per ore lungo le strade e nei campi, e lo stress della fuga; oppure a causa della dose di sedativo col quale Achille è stato reso inoffensivo e trasportato in un ranch a Bibbiano, dove in un breve lasso di tempo è morto.
Sulla vicenda il dottor Giorgio Micagniresponsabile del servizio veterinario dell’Ausl di Reggio, in una dichiarazione a Telereggio, ha chiesto norme più rigide circa il possesso degli animali cosiddetti non convenzionali: “Detenere questi animali è veramente complicato e forse richiederebbe una normativa ancora più rigorosa che purtroppo non c’è”. Inoltre è fiorente un mercato clandestino che sfugge a registrazioni e controlli.
L’Ausl invita in proposito i cittadini a segnalare ai Carabinieri Forestali l’eventuale presenza, anche in un giardino di casa, di animali esotici. “L’ente più specializzato è il Corpo Forestale dello Stato – spiega il dottor Micagni -, anche perchè noi come servizio veterinario conosciamo alcuni aspetti ma in questi casi c’è bisogno di un approccio molto specialistico”. 
Il reato di maltrattamento d’animale è punito dal codice penale con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.

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