Insegnanti No Green Pass: “Perchè siamo contro”
E c’è chi pensa all’anno sabbatico

 

30/8/2021 – Sabato pomeriggio, a Reggio, dalle 18 alle 20 circa, si è tenuta la quarta manifestazione No Green Pass. Rispetto agli appuntamenti precedenti contro il lasciapassare verde, si è mantenuto stabile il numero dei partecipanti, diverse centinaia di persone. Le persone si sono ritrovate in piazza Martiri del 7 luglio per formare un corteo diretto in piazza Prampolini, al grido di “Verità” e “Libertà” e intonando l’inno nazionale, per poi tornare al luogo di partenza.

Presenti numerosi insegnanti, che dal primo settembre saranno sottoposti all’obbligo e al controllo del Green Pass, pena la sospensione dal lavoro e diversi genitori, preoccupati che temono l’estensione del vaccino ai bambini inferiori ai 12 anni. Non mancava qualche vaccinato che non si trova d’accordo con l’utilizzo e l’estensione del Green Pass. Come R.T., insegnante di scuola media, che afferma: “In questa manifestazione ci sono anche insegnanti vaccinati che, come me, sono contro il Green Pass. Lo reputo un’azione illegale, che lede profondamente i diritti del cittadino, del lavoratore, a prescindere dalla scelta che si è fatta sul vaccino. Il vaccino non è obbligatorio, lo Stato non se ne è preso la responsabilità, ma di fatto sta costringendo ad una vita terribile coloro che non si sono allineati al  vaccino. È un ricatto che io, da vaccinata, non accetto”.

No Green Pass in corteo a Reggio

Purtroppo, anche sabato, non sono mancati toni inaccettabili che fanno più male che bene al movimento. Dopo l’iconico “democrazia nazista” dell’altra settimana, si è rivisto il cartello “Strage di Stato” e ha esordito un incredibile “Giornalisti come Goebbels“.

Al termine della manifestazione i partecipanti si sono dati appuntamento per il prossimo sabato, stesso orario stessa piazza.

INSEGNANTI NO GREEN PASS: “PERCHE’ PROTESTIAMO”

Da un po’ di tempo gli insegnanti della provincia di Reggio contrari all’obbligo del Green Pass, oltre a partecipare alle manifestazioni del sabato in piazza, hanno iniziato a incontrarsi con cadenza regolare per confrontarsi e decidere insieme azioni comuni per tutelarsi. Tra i coordinatori c’è Fabio Bonvicini, insegnante di lettere all’Istituto Zanelli di Reggio.

No Green Pass in piazza Prampolini

Fabio, perché partecipa alla manifestazione?

“Sono qui per una questione politica, quella del Green Pass, che non ha niente a che vedere con la salute pubblica: i tamponi estesi a tutti sarebbero molto più efficaci. Sono qua perché credo debba essere garantita la libertà a ognuno di noi di svolgere il proprio lavoro e di non sottostare a questo ricatto, che è un obbligo travestito: l’obbligo del Green Pass, che ci impone di vaccinarci con un vaccino che è una terapia genica sperimentale. Non ci sentiamo di entrare all’interno di questa logica di controllo globale e pervasivo che arriva fino ai nostri corpi. Sono qua per dire ‘no’ al Green Pass e ‘’ alla libertà di scelta”.

Come insegnanti della provincia di Reggio contrari l Green Pass avete anche fatto richiesta dei tamponi salivari. Perchè?

“Sì, è una delle possibilità. Una parte di noi ritiene che anche questa non vada bene, perché è comunque un controllo: significa sottoscrivere e accettare questa logica del Green Pass. Ma c’è un corposo gruppo di persone che ritiene che il tampone salivare, molto meno invasivo di quello nasale, potrebbe essere una buona alternativa. Naturalmente non ogni 48 ore, una volta alla settimana potrebbe essere, ad esempio, un tempo ragionevole. Molti insegnanti sarebbero disposti ad accettarlo e farlo, anche come segno di buona volontà. Ovviamente dato che il vaccino è gratuito, dovrebbero esserlo anche i salivari”.

Per i docenti manca pochissimo al ritorno a scuola, come pensa – e pensate – di partire?

“Non lo so, la situazione è estremamente fluida. Si tratta di capire come sarà a metà settembre. Magari ricomincio poi se c’è il clima di questi giorni, con amici che quando vai anche solo a mangiare fuori si allontanano perché non hai fatto il vaccino, può essere che forse valga la pena giocarsi il nostro ‘jolly’, che è l’anno sabbatico. Decideremo”.

Lei ha già avuto il Covid?

“Sì, l’anno scorso a ottobre, tra l’altro l’ho preso a scuola”.

Quindi ha ancora gli anticorpi?

“Sì certo, ho gli anticorpi. Adesso pare che il Green Pass venga esteso a un anno, quindi in teoria fino a fine ottobre sarei ‘coperto’, ma a novembre il problema si ripropone. Poi il fatto di essere ‘coperto’ non mi esime dall’oppormi a questo sistema di controllo. Già la nostra società è completamente controllata. Personalmente ritengo che non avremmo dovuto accettare nemmeno di fare la Dad attraverso Google, che è un sistema di controllo mondiale mostruoso: Orwell e il suo “Grande Fratello” ormai impallidiscono al confronto del signor Google. Poi diversi medici mi hanno detto che vaccinarsi dopo aver già avuto il Covid è qualcosa di fortemente sconsigliato. Vedrò come andrà, per ora sono teoricamente ‘coperto’”.

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2 risposte a Insegnanti No Green Pass: “Perchè siamo contro”
E c’è chi pensa all’anno sabbatico

  1. Bruna Rispondi

    31/08/2021 alle 09:59

    Caso simile al. Mio. Mi sono accorta di avere avuto covid da ASINTOMATICA perché per puro caso a giugno 2021 ho fatto esame. Risultato anticorpi immunizzanti sars cov2 alti. Ho sospeso apuuntamento vaccino. NO. PASS. In questo caso. Non viene rilasciato. Eppure AIFA sul. Suo sito scrive che chi ha avuto covid da sintomatico o asintomatico deve aspettare dain6 ai 12 mesi x vaccino. Ho scritto ed inviato tutta documentazione asl. SILENZIO TOMBALE. A questo punto ho il forte sospetto che unici anticorpi riconosciuti siano solo quelli da vaccino. Non quelli naturali. Domandona :PERCHÉ? 😎

  2. enrico barchi Rispondi

    31/08/2021 alle 12:09

    Alcuni chiarimenti
    Signora Bruna: un esame sierologico quale quello che lei ha eseguito dice che ha avuto il Covid, non può dire da quanto tempo. Viene pertanto accettato come diagnosi e datazione dell’ infezione da Covid il solo tampone positivo , e quindi solo chi ha avuto un tampone positivo risulta tale al fine del green pass e della eventuale vaccinazione con una sola dose.
    Per il Professor Bonvicini:
    personalmente ho anch’io dubbi sul green pass come metodo per forzare le persone a vaccinarsi, e sono d’accordo che i tamponi debbano essere gratuiti se richiesti in ambito lavorativo
    Detto questo, in chi ha avuto il Covid , una sola dose dose di vaccino a distanza di almeno 3 mesi , ma meglio dopo almeno 6 mesi o più, è altamente immunizzante, con risultato finale superiore a due dosi in chi non lo ha avuto, e non è affatto controindicato.
    Per quanto riguarda i tamponi, non sono più sicuri del vaccino, sia il vaccino che i tamponi hanno dei limiti, diciamo che possono avere una efficacia simile nel ridurre la trasmissione del Covid a scuola.
    Però Professore, anche i tamponi hanno delle regole, fatti ogni 48 o 72 ore o fatti una volta la settimana come lei suggerisce, non hanno la stessa efficacia, aumentando l’ intervallo i falsi negativi aumentano.
    Tamponi salivari rapidi; hanno dei problemi di riproducibilità che ne alterano l’ affidabilità, le Ditte ci stanno lavorando.
    Infine sui tamponi: se come probabile dovesse aumentare con l’ autunno la domanda di tamponi per aumento dei contagi, contatti, richieste per vari ambiti ecc, è sicuro che sarebbe rispettata la tempistica di esecuzione degli stessi e quindi la loro efficacia?
    Dott. Enrico Barchi

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